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Giu 20, 2018

Rinnovabili, maxi accordo Ue sui consumi al 32% entro il 2030

Il PE è pronto a negoziare obiettivi vincolanti con i ministri UE per aumentare l'efficienza energetica del 35% e la quota delle rinnovabili nel mix energetico totale del 35% entro il 2030. Stop all’olio di palma e promozione dell’auto consumo

Dopo un’intera notte di discussioni, i legislatori europei hanno trovato un accordo su uno degli aspetti più delicati del Pacchetto Energia di Bruxelles, ossia la percentuale di energia pulita sui consumi finali. L’annuncio è arrivato via twitter dall’eurodeputato Sean Kelly, uno dei funzionari che siede al tavolo delle negoziazioni tra Parlamento e Consiglio dell’UE.

Il Parlamento ha approvato nuovi obiettivi vincolanti a livello UE per un miglioramento del 35% dell’efficienza energetica, una quota minima pari almeno al 35% di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia e una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti entro il 2030.

L’accordo, afferma la Commissione Ue, “consentirà all’Europa di mantenere il suo ruolo di guida nella lotta contro il cambiamento climatico, nell’accordo di Parigi”. Le regole concordate – che toccano alcuni settori come i trasporti e la sostenibilità dell’uso della bioenergia -, puntano alla creazione di un ambiente favorevole per accelerare gli investimenti pubblici e privati nell’innovazione e nella modernizzazione in tutti i settori chiave dell’energia rinnovabile, con la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il nuovo pacchetto

Il nuovo Pacchetto energia Ue sembra dunque puntare in alto e riguarderà in particolare tre aspetti. Il primo è il nuovo obiettivo vincolante del 32% di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, a cui seguono il secondo dedicato alla mobilità sostenibile e il terzo che punta a favorire l’autoconsumo.

Efficienza energetica dell’UE: obiettivo vincolante del 35% entro il 2030

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, il Parlamento ha votato in favore di un obiettivo minimo vincolante del 35% e di obiettivi nazionali indicativi. Tale obiettivo sarà definito sulla base del consumo energetico previsto per il 2030 seguendo il modello PRIMES (simulando il consumo energetico e il sistema di approvvigionamento energetico nell’UE).

 

Energia rinnovabile: obiettivo vincolante del 35%

In una risoluzione legislativa separata, approvata con 492 voti favorevoli, 88 contrari e 107 astensioni, i deputati hanno affermato che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35% del consumo energetico dell’UE. Dovrebbero inoltre essere fissati obiettivi nazionali, dai quali gli Stati membri sarebbero autorizzati a discostarsi, a determinate condizioni, fino a un massimo del 10%.

 

Trasporti: biocarburanti più avanzati, olio di palma vietato entro il 2021

Nel 2030, ogni Stato membro dovrà garantire che il 12% dell’energia consumata nei trasporti provenga da fonti rinnovabili. Il contributo dei biocarburanti cosiddetti di “prima generazione” (composti da colture alimentari e da mangimi) dovrà essere limitato ai livelli del 2017 con al massimo il 7% del trasporto stradale e ferroviario. I deputati vogliono anche vietare l’uso dell’olio di palma a partire dal 2021.

La quota dei biocarburanti avanzati (che hanno un impatto minore sull’uso del suolo rispetto a quelli basati sulle colture alimentari), dei carburanti rinnovabili per i trasporti di origine non biologica, dei combustibili fossili a base di rifiuti e dell’elettricità rinnovabile dovrà essere pari almeno all’1,5% nel 2021, con un aumento fino al 10% nel 2030.

 

Stazioni di ricarica

Entro il 2022, il 90% delle stazioni di rifornimento lungo le strade delle reti transeuropee dovrà essere dotato di punti di ricarica ad alta potenza per i veicoli elettrici.

Per quanto riguarda le biomasse, i regimi di sostegno alle rinnovabili derivanti dalla biomassa devono essere concepiti in modo tale da non incoraggiare un uso inappropriato della biomassa ove esistano impieghi industriali o materiali che offrono un valore aggiunto più elevato, in quanto il carbonio catturato nel legno verrebbe liberato se fosse bruciato per riscaldamento. Per quanto riguarda la produzione di energia, occorre pertanto dare priorità alla combustione dei rifiuti di legno e residui.

 

Autoconsumo e comunità energetiche

Il Parlamento vuole garantire che i consumatori che producono energia elettrica nei loro edifici (autoconsumo) abbiano il diritto di consumarla e di installare sistemi di stoccaggio senza dover pagare oneri, canoni o imposte. Il mandato negoziale chiede inoltre agli Stati membri di valutare gli ostacoli esistenti all’autoconsumo di energia prodotta nei territori dei consumatori, di promuovere tale consumo e di garantire che i consumatori, in particolare le famiglie, possano aderire alle comunità delle energie rinnovabili senza essere soggetti a condizioni o procedure ingiustificate.

 

Piani nazionali e ruolo della Commissione europea

Per raggiungere gli obiettivi dell’Unione dell’energia, ogni Stato membro deve notificare alla Commissione un piano nazionale integrato per l’energia e il clima alla Commissione dell’UE entro il 1° gennaio 2019 e, successivamente, ogni dieci anni. Il primo piano deve coprire il periodo dal 2021 al 2030. I piani devono coprire il periodo di dieci anni immediatamente successivo alla fine del periodo coperto dal piano precedente.

La Commissione dovrebbe valutare i piani nazionali integrati per l’energia e il clima e formulare raccomandazioni o adottare misure correttive qualora ritenesse che i progressi compiuti siano insufficienti o che siano state adottate azioni insufficienti.

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Prossime tappe

I negoziati potranno iniziare immediatamente poiché il Consiglio ha approvato i suoi orientamenti generali sull’efficienza energetica il 26 giugno e sulle energie rinnovabili e la governance dell’Unione dell’energia il 18 dicembre. 

“La Commissione europea era troppo timida nella sua proposta. Se l’Europa vuole rispettare gli impegni di Parigi, lottare contro il cambiamento climatico e guidare la transizione energetica, dobbiamo fare di più.

Il Parlamento è stato in grado di raggiungere un ampio consenso a favore di obiettivi significativamente più elevati per il 2030. Siamo inoltre riusciti a rafforzare il diritto all’autoconsumo, a portare sicurezza e certezza agli investitori, ad aumentare l’ambizione di de-carbonizzare il settore dei trasporti, nonché i settori del riscaldamento e del raffreddamento.

La de-carbonizzazione non è un freno alla crescita economica. Al contrario, è il motore della competitività, dell’attività economica e dell’occupazione. Jose Blanco Lopez (S&D, ES), relatore per le rinnovabili.

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