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Giu 22, 2018

In Azerbaijan una studentessa di 15 anni crea energia dalla pioggia e fonda una startup

Elettricità dalla pioggia, questa l’invenzione di Reyhan Jamalova una studentessa di 15 anni. Dalla sua idea è nata la startup Rainergy che produce energia in modo rinnovabile e pulito per aiutare i paesi più poveri

Si chiama Reyahn Jamalova, studentessa dell’Istec Institute di Baku, in Azerbaijan, che a 14 anni si è posta una domanda: “Come mai se si riesce a creare energia dal vento, non si può fare lo stesso con la pioggia?”. È così che è nata Rainergy, una invenzione semplice e intelligente in grado di generare energia elettrica dall’acqua piovana e che promette di essere la soluzione al problema energetico dei paesi equatoriali in via di sviluppo.

 

Rainergy – il progetto

Jamalova insieme alla sua amica, Zahra Gasimzade, hanno impiegato circa quattro mesi a sviluppare l’idea, con l’aiuto del loro insegnante di fisica ed il supporto dei finanziamenti pubblici statali. Il governo ha infatti creduto nelle potenzialità della ricerca e nell’idea d’impresa, stanziando per il progetto 20.000 dollari.

Una cifra importante per quella che promette di essere una delle migliori soluzioni energetiche soprattutto per quei paesi in via di sviluppo caratterizzati da un clima estremamente piovoso (pensiamo ai vicini paesi come le Filippine, l’India, la Malesia e l’Indonesia).

Va ricordato che secondo il rapporto World Traceability Standard 2014, il 21% della popolazione indiana e l’11% della popolazione filippina non hanno accesso alla rete elettrica.

 

Rainergy – come funziona

 

Alto nove metri, il dispositivo ha quattro componenti essenziali: un raccoglitore di acqua piovana, un serbatoio, un generatore elettrico e una batteria.

Il collettore riempie il serbatoio dell’acqua piovana, che circola ad alta velocità attraverso il generatore, producendo energia; questa viene immagazzinata nella batteria, ammortizzando così il sovraccarico della rete elettrica locale e fornendo una fonte supplementare di energia alle comunità.

Il dispositivo, in particolare, dispone di una parte superiore dove si trova un secchio che raccoglie l’acqua piovana e la versa in un serbatoio. A sua volta questo è collegato a un generatore attraverso il quale viene fatta scorrere l’acqua per generare energia elettrica, poi immagazzinata in una batteria in modo da poterla usare anche quando non piove.

 

L’acqua piovana, una delle poche fonti di energia rinnovabile

L’acqua piovana, sostiene Reyhan, è una delle poche fonti di energia rinnovabile che non è stata ancora sfruttata al massimo delle sue potenzialità. E con vantaggi scarsamente considerati: l’energia solare e quella eolica, attualmente sul mercato e in espansione, richiedono infatti un’estesa produzione, investimenti e manutenzione. Rainergy, invece, sembra sfruttare un design semplice, composto da solo quattro componenti essenziali.

“Durante le precipitazioni miliardi di galloni (1 gallone circa 4 litri) di acqua piovana si riversano a terra in tutto il mondo – si legge sul sito – che è un enorme potenziale se utilizzato nel modo giusto. Per risolvere questo problema, Rainergy offre un generatore progettato per raccogliere energia dalla pioggia, in grado di produrre un quantitativo di elettricità pari a 3626 kWh in un anno, quasi sufficienti (92%) ai bisogni di una casa”.

 

Il design molto semplice dell’invenzione rende Rainergy più competitivo economicamente rispetto alle altre fonti di energia rinnovabili come pannelli solari e turbine eoliche.

Anche per questa ragione a basso costo l’invenzione ha avuto un enorme successo, ricevendo inoltre una menzione d’onore alla Model UN Conference in Azerbaigian e arrivando alla fase finale della competizione presso ClimateLaunchpad, il più grande concorso europeo di idee per le imprese.

Per le famiglie che sono tagliate fuori dalla rete elettrica principale in paesi particolarmente piovosi come la Malesia, l’India, l’Indonesia e le Filippine, Rainergy potrebbe essere una fonte inestimabile di luce ed energia, con produzione di anidride carbonica, tra l’altro, inferiore anche ad altre fonti rinnovabili.

Rainergy è stata già insignita di numerosi premi e i preordini sono già disponibili. Attualmente l’azienda è alla ricerca di investitori che rendano possibile il sogno dell’attività:

Jamalova è convinta che il suo lavoro potrebbe aiutare soprattutto i Paesi più poveri del mondo.

 

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