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Lug 9, 2018

Ecomafie mai così forti in Italia. Nel 2017 il crimine green ha fatturato 14 miliardi

Ogni giorno commessi 84 illeciti contro l'ambiente. In Campania il maggior numero di reati, seguita da Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio

Le ecomafie non solo non arretrano ma guadagnano persino terreno. Di contro, aumenta la risposta dello Stato: nel 2017 sono state ben 538 le ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali. È quanto emerge dal rapporto Legambiente presentato questa mattina a Roma, che ha censito ben 331 clan che fanno affari mettendo a rischio l’ambiente.

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Le ecomafie fatturano più di 14 miliardi

Nonostante la maggiore repressione a tutela dell’ambiente, il fatturato delle ecomafie è in costante crescita e arriva a sfondare il tetto dei 14 miliardi di euro (+9,4 % sul 2016). Secondo il report, a lievitare soprattutto i guadagni nel ciclo dei rifiuti, nelle filiere agroalimentari e nel racket animale. In totale, nel 2017, gli eco-reati sono stati 30.692 (+18,6% per cento rispetto all’anno precedente), per una media di 84 al giorno, vale a dire 3,5 ogni ora. Le persone denunciate, invece, ben 39.211 (con una crescita del 36%) mentre i sequestri effettuati 11.027 (+51,5%).

Le regioni del Sud le più interessate dal fenomeno criminale

Senza troppe sorprese, i reati si concentrano soprattutto nelle regioni in cui è forte la presenza della criminalità organizzata tout courtla Campania è in vetta con 4.382 illeciti che rappresentano il 14,6% del totale nazionale, seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684). In totale, in queste cinque regioni si concentra il 44% degli eco-crimini riscontrati sul territorio nazionale.

Il business dei rifiuti continua a fare gola alle ecomafie

In crescita anche le tonnellate di rifiuti sequestrate dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno e mezzo: più di 4,5 milioni di tonnellate, pari a una fila ininterrotta di 181.287 Tir per 2.500 chilometri. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone. Più che allo smaltimento vero e proprio, è alle finte operazioni di trattamento e riciclo che in generale puntano i trafficanti, sia per ridurre i costi di gestione sia per evadere il fisco.

Agroalimentare: sequestri per oltre un miliardo di euro

Secondo quanto riporta Legambiente, risultano in crescita anche i reati nel settore agroalimentare, che toccano quota 37mila. A risultare particolarmente colpiti i settori ittico, della ristorazione, di vini e alcolici, della sanità e cosmesi e, in genere, nel campo della repressione delle frodi nella tutela della flora e della fauna. Il valore dei beni sequestrati passa dai 700 milioni di euro nel 2016 a più di un miliardo di euro nel 2017.

Allarme shopper inquinanti

A inizio anno si è parlato parecchio della polemica dei bioshopper. Secondo quanto riporta l’Osservatorio Assobioplastiche, in media 60 buste su 100 in circolazione sono fuori norma. In questo caso, i luoghi di commissione dei reati ambientali risultano essere i mercati rionali di ortofrutta e i negozi al dettaglio. L’attività del Nucleo speciale tutela proprietà intellettuale della Guardia di finanza ha portato al sequestro di circa 2 milioni di sacchetti di plastica illegali e 2,3 tonnellate di materia prima usata per produrli. A Napoli, nel 2017 la Polizia locale ha provveduto al sequestro di 1,6 milioni di sacchetti, mentre nei primi 5 mesi del 2018 ne ha già sequestrato più di 122.000.

Il problema dell’abusivismo edilizio

Irrisolto anche il problema dell’abusivismo edilizio. Dal rapporto di Legambiente emerge che in Italia si continua a costruire in maniera irresponsabile: secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17.000 nuove case abusive.

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Si spazia dall’abusivismo classico, che risale alle stagioni delle pesanti speculazioni immobiliari e dell’assalto alle coste a quello di nuova matrice, meno maestoso e appariscente, più nascosto ma sempre presente e, soprattutto, non sufficientemente contrastato – si legge nel testo – da sequestri e demolizioni a opera della giustizia.

Un viaggio nell’Italia delle ecomafie e degli ecoreati

Chi volesse saperne di più sull’istantanea scattata da Legambiente può acquistare il volume ECOMAFIA 2018, Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e Novamont e può anche navigare nel sito www.noecomafia.it, che permette di spulciare i dati riportati in questo articolo regione per regione, tramite una utile mappa interattiva.

 

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