immagine-preview

Lug 13, 2018

Terzo Settore in movimento | Dynamo Camp ha creato una propria piattaforma crowdfunding

Dai social network alle campagne di crowdfunding: così l'associazione che si occupa di bambini affetti da gravi patologie punta a creare un forte senso di community e aumentare l'engagement nei confronti dei potenziali donatori

Terzo Settore può diventare sinonimo di approccio innovativo non solo alla soluzione di un problema, ma anche al coinvolgimento delle persone. Soprattutto ora che il digitale ci pone di fronte a nuove e complesse sfide. La rubrica di StartupItalia! per il verticale Impact questa settimana racconta Dynamo Camp, l’associazione che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie.

Insieme a Roberta Mottino, responsabile della Comunicazione di Dynamo Camp, abbiamo approfondito come l’engagement di possibili nuovi donatori passi, oltre che da una corretta campagna d’informazione via social, anche da approccio innovativo come quello offerto dalle iniziative di crowdfunding.

La Terapia Ricreativa

Aperto nel 2007 a Limestre, provincia di Pistoia, in un’oasi di oltre 900 ettari affiliata WWF, Dynamo Camp fa parte del SeriousFun Children’s Network fondato nel 1988 dall’attore Paul Newman.

 

In oltre 11 anni di attività l’associazione ha gratuitamente ospitato più di 6 mila tra bambini e genitori nei programmi per le famiglie e raggiunto a domicilio o in ospedale oltre 16 mila ragazzi coinvolgendo e formando 5.481 volontari. Un network che in Italia nel 2016 ha raccolto 4,5 milioni di fondi. e che ora punta a rinnovarsi per diffondere sempre la Terapia Ricreativa.

Ovvero, la partecipazione dei bambini ad attività stimolanti che influiscono sulle loro potenzialità e, a lungo termine, garantiscono importanti benefici nella capacità di confrontarsi con la malattia.

Dynamo Camp sui social

“Noi di Dynamo Camp crediamo molto nelle possibilità che offre il digitale e, se tempo fa la gestione dei nostri canali social era affidata a un’agenzia esterna, oggi ci occupiamo direttamente di ogni singolo aspetto. Anche perché siamo convinti che nessuno possa raccontare la realtà di una onlus meglio delle persone che ne fanno parte”, spiega Roberta Mottino.

Nessuno può raccontare la realtà di una onlus meglio delle persone che ne fanno parte

SEO, Google AdWords e contenuti da caricare e condividere sono fattori fondamentali per raccontarsi e farsi conoscere. “La pagina Facebook di Dynamo Camp, che utilizziamo un po’ come vetrina per eventi e iniziative particolari, ha più di 75 mila followers. Mentre per Instagram abbiamo scelto un approccio differente raccogliendo i ritratti delle persone che sono parte dell’associazione, bambini e volontari”. Ma il rapporto tra l’associazione e la digital innovation non si ferma qui.

La community passa dal crowdfunding

Perché Dynamo Camp ha, intanto, lanciato un nuovo progetto che punta a centralizzare le donazioni creando allo stesso tempo un forte senso di community. “Si chiama MyDynamo ed è la nostra piattaforma di crowdfunding su cui chiunque potrà avviare una raccolta fondi a supporto dell’associazione”, aggiunge Roberta. Ci sono feste organizzate, ma anche iniziative sportive a fini benefici.

Ma MyDynamo funziona anche come utile strumento per veicolare messaggi o mobilitare la partecipazione a un evento. “Ci siamo accorti delle sue potenzialità in occasione della Milano Marathon perché una volta iscritti sulla piattaforma si entra a far parte del nostro network ricevendo notizie e materiali informativi. E presto MyDynamo avrà occasione di mettersi alla prova anche con il nostro Open Day del 7 ottobre“.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter