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Lug 20, 2018

Terzo Settore in movimento | Da Makkox ai video-diari: così Msf si racconta online

La rivoluzione digitale offre grandi opportunità e per coglierle Medici senza frontiere si è dotata di una Digital Unit. Tra i contenuti da loro creati ci sono racconti "selfie" per i social e campagne branding con grandi artisti

Positivi, o negativi? Come possiamo giudicare gli effetti che la digital transformation sta avendo sui soggetti attivi nel Terzo settore? Ogni settimana StartupItalia! per verticale Impact va ad approfondire questi temi con una delle realtà più imporanti.

Questo venerdì parliamo, insieme a Luca Visone, Head of Digital Unit, di Medici senza frontiere (Msf), l’organizzazione internazionale che dal 1971 porta soccorso sanitario ed assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito. Un’azione di carattere umanitario che è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui anche l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace nel 1999.

Il digitale che ti sconvolge

Communication (diffusione di contenuti su social media, siti web, mail marketing), Recruiting (reclutamento di nuovi operatori e attivisti) e Fundraising (ingaggio e campagne di fidelizzazione nei confronti dei donatori): sono i tre ambiti principali su cui punta Msf in chiave digitale. “Il digitale è un campo che sta crescendo a grande velocità e per realtà come la nostra è fondamentale investire tempo e risorse. Altrimenti si corre il rischio di farsi trovare impreparati per le incredibili opportunità che offre il futuro”. Un ragionamento supportato dall’esperienza. In Medici senza frontiere, infatti, Luca Visone è stato il primo membro di quella che nell’arco di alcuni anni si è sviluppata come Digital Unit, un team centralizzato composto da 8 persone che collaborano alla realizzazione di contenuti e al raggiungimento di obiettivo inerenti settori anche molto diversi.

#Umani, la campagna web di Msf che mette insieme attivisti e grandi artisti

“La rivoluzione digitale ha avuto un grosso impatto non solo sui numeri che raggiungiamo, ma anche sull’organizzazione interna. Fino a 3 anni fa le competenze e le attività digital erano separate in varie aree non avendo una strategia e una gestione comune. Ora riusciamo a far crescere l’area Digital avendo una strategia condivisa di medio-lungo termine e risorse con knowledge digital che lavorano in un unico team. Un setup che ci permette di essere pronti e reattivi a cogliere le opportunità di un mercato che cambia e si evolve costantemente”.

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La t-shirt con la vignetta di Makkox

Tra storytelling e brand awarness

E ora che la produzione di contenuti digital è centralizzata, Medici senza frontiere punta con decisione su due linee guida principali. “Da un lato stiamo lavorando a diverse campagne sulla brand awarness. L’esempio migliore che potrei fare è quello di #Umani, una campagna che celebra il gesto umanitario attraverso 5 emozioni (dolore, rabbia, paura, gioia e speranza) che accomunano tutti gli esseri umani e che ogni giorno provano sia i pazienti e i nostri operatori umanitari nei contesti di crisi di oltre 70 Paesi, sia ogni singolo individuo in qualunque ambito della società”, prosegue Luca.

 

Nella campagna sono stati coinvolti anche i vignettisti Marco “Makkox” Dambrosio (Espresso, Propaganda Live) e Mauro Biani (il manifesto), e tanti altri hanno prestato volentieri il loro nome e le loro creazioni artistiche per raccontare attraverso un linguaggio innovativo la loro visione.

“Dall’altro ci siamo molto concentrati sullo storytelling attraverso la diffusione di relazioni e aggiornamenti su come stanno andando le diverse operazioni in giro per il mondo. E in questo caso nulla riesce a catturare attenzione e partecipazione come il racconto dell’esperienza in prima persona”.

La maglietta con l’illustrazione di Mauro Biani

“Selfie dal Campo”, questo il nome del progetto. Video diari di breve durata (massimo un minuto), in cui un operatore risponde alle domande più frequenti poste in rete raccontando la propria esperienza quotidiana. “È un modo diverso per coinvolgere le persone nei nostri progetti, ma anche per far capire a chi ci supporta attraverso le donazioni come MSF interviene sul campo in modo indipendente proprio grazie al contributo di centinaia di migliaia di persone che credono e sostengono la nostra azione”, conclude Luca Visone.

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