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Lug 24, 2018

Shopper illegali, giro d’affari da 400 milioni. A Milano sequestro record di un milione e mezzo di sacchetti

Secondo Legambiente, una busta di plastica per la spesa su due è fuori legge e, oltre ad alimentare le mafie, inquina. Come fare per riconoscere quelle fasulle

Continua la battaglia agli shopper della spesa illegali che il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha indicato quale priorità dell’azione del proprio dicastero. A Milano, gli agenti del Nucleo Antiabusivismo hanno messo a segno un risultato importante nella lotta ai sacchetti in plastica non conformi alla legge, sequestrandone ben un milione e mezzo.

A detenere questo quantitativo considerevole di shopper illegali un cittadino marocchino di 60 anni, titolare di un’azienda che rifornisce di imballaggi per alimenti e per trasporto merci i principali mercati di Milano. L’indagine è partita all’interno del Mercato di Via Crema, dove gli agenti, dopo aver assistito a una vendita di alcuni scatoloni di sacchetti, hanno proceduto al controllo di un autocarro all’interno del quale sono stati rinvenuti migliaia di shopper non a norma, privi cioè di elementi identificativi quali denominazione e sede del produttore, nonché loghi e idonee diciture attestanti il possesso dei requisiti di legge. Inoltre, sono stati trovati anche buste che riportavano false diciture sulla quantità di plastica riciclabile utilizzata nella realizzazione del prodotto.

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In un capannone 1,5 milioni di sacchetti non a norma

L’attività di perquisizione si è poi estesa anche ad un deposito di stoccaggio della merce nel Comune di Seregno, dove sono stati trovati e sequestrati circa 1 milioni e mezzo di sacchetti. La novità che tra di essi c’erano anche buste con l’imitazione del marchio Louis Vuitton. Al termine dell’attività sono state denunciate per concorso in contraffazione e frode in commercio due persone, alle quali sono state anche contestate violazioni al Codice dell’Ambiente.

“Le leggi prevedono che i sacchetti debbano avere un particolare spessore che ne permetta l’utilizzo protratto nel tempo, proprio per evitare che si trasformino in breve in rifiuti plastici– ha spiegato il comandante della Polizia Locale Marco Ciacci –. Molti di questi erano ampiamente sotto quella soglia, per questo sono stati posti sotto sequestro”. “Questi sacchetti di plastica e il loro smaltimento – ha aggiunto la vicesindaco Anna Scavuzzo – costituiscono un problema ambientale non di poco conto, su cui speculano e hanno ricavi illegittimi quanti non rispettano le normative. Togliere questa merce dal commercio è importante e va anche a tutela di tutti quegli esercenti onesti che, in buona fede, possono incorrere nell’acquisto di questo materiale contraffatto”.

Shopper illegali, un giro d’affari da 400 milioni di euro

Sulla base dei dati di Plastic Consult, società indipendente di consulenza ricerche di mercato nel settore delle materie plastiche, in Italia circolano 50.000 tonnellate di shopper fuori legge per un valore complessivo che l’Osservatorio di Assobioplastiche stima in circa 400 milioni di euro, ossia quanto il fatturato di tutte le aziende del settore delle bioplastiche in Italia. In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’EPA, si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti, una parte di questi finiscono in mare e sulle coste.

Legambiente: illegale 1 shopper su 2

Secondo Legambiente, il 50% dei sacchetti per la spesa attualmente in circolazione è illegale. “Il settore – denunciano dall’Organizzazione no profit – è diventato terreno d’azione anche delle ecomafie, che inquinano il mercato legale e impongono i loro prodotti in plastica tradizionale soprattutto negli esercizi commerciali al dettaglio o nei mercati rionali, con una nuova forma di pizzo. Un mercato nero che danneggia chi produce correttamente bioplastiche compostabili e disincentiva gli investimenti nel settore. Il tutto con gravi danni per l’ambiente”. Per questo Legambiente assieme a Re.Ma.PlastNovamont e PoolPack hanno avviato la campagna informativa “Io sono legale”.

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Chiunque avesse dubbi sulla compatibilità dello shopper di plastica consegnato alla cassa deve principalmente accertarsi della presenza di questo marchio.

La lotta alle buste per la spesa illegali passa anche da un piccolo gesto come il rifiuto di un oggetto che, una volta buttato, sarebbe un pessimo rifiuto.

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