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Lug 28, 2018

TechSoup: ecco perché è importante digitalizzare il terzo settore

Intervista a Emma Togni, marketing manager della società: «La nostra una battaglia culturale. Dobbiamo vincere le resistenze italiane»

«In Italia chi fa no profit fatica a digitalizzarsi. Anche per colpa delle resistenze interne e di una età media piuttosto elevata». A dirlo è Emma Togni, marketing manager di TechSoup Italia, la piattaforma che aiuta le aziende no profit a digitalizzarsi. «Nel dicembre del 2016 abbiamo avuto la fortuna di entrare in sinergia con Fondazione Cariplo: la cooperazione ci ha permesso di crescere in modo esponenziale».

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«TechSoup è arrivata in Italia con SocialTechno impresa sociale srl, nata nel 2014 dalla volontà di quattro professionisti e imprenditori lombardi impegnati da anni nel campo della tecnologia e del non profit», racconta a StartupItalia! Togni.  «Naturalmente, essendo una realtà internazionale, TechSoup è però molto più anziana: è nata a San Francisco nel 1987 per aiutare quelle realtà che oggi rientrano nel “terzo settore” a compiere il passo verso la tecnologia. All’epoca ovviamente non si parlava di Internet ma solo di hardware». Quanto all’Italia, «Il modello è lasciare una impronta locale in ogni filiale e far parlare le non profit con una non profit come loro», spiega la marketing manager, «del resto non esiste una formula unica, la soluzione migliore è declinare la propria attività a seconda della realtà in cui si opera».

Cosa offre TechSoup

«In Italia – illustra Emma Togni – stiamo attualmente impegnati su tre fronti: il primo è un programma di donazione che attualmente coinvolge 18 partner donatori, da Microsoft a Cisco, passando per Symantec e Tableau». «Poi – prosegue – offriamo un percorso di formazione online e offline e, infine, attività di consulenza. Nel prossimo futuro però vogliamo capovolgere il nostro modello di business oggi basato sui prodotti puntando soprattutto sugli altri due aspetti: consulenza e formazione. Ci siamo resi conto che ce ne è davvero bisogno per riuscire ad aiutare chi oggi fa no profit a digitalizzarsi dunque, come prima, cosa investiremo sul nostro personale, incrementandolo».

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Perché è importante digitalizzarsi

Oggi, nel mondo, TechSoup conta 1 milione di no profit. Oltre 350mila in Europa e 14mila in Italia:  «Ma entro tre anni vogliamo arrivare a 50mila», puntualizza Togni. «Vogliamo fare capire ai nostri colleghi delle non profit che siamo un bozzolo di farfalla: ci si digitalizza a costo zero e si hanno infinite possibilità di crescere dato il network offerto».

Le resistenze italiane

Tuttavia, restano da vincere le resistenze italiane: «Nel nostro Paese non c’è solo una resistenza al cambiamento e alla digitalizzazione: dobbiamo smontare il pregiudizio che si annida all’esterno del terzo settore e persino al suo interno. Spesso si guarda con sospetto il fatto che i big della tecnologia contribuiscano alla digitalizzazione delle no profit gratuitamente e noi dobbiamo fare capire che non siamo il braccio operativo delle multinazionali nostre partner ma che interveniamo direttamente e autonomamente sul processo di digitalizzazione offerto».

La battaglia culturale di TechSoup

«Purtroppo la digitalizzazione molto spesso è vista come una spesa e non come un investimento. Si fatica a comprenderne i benefici, il fatto che comporti una accelerazione che consente di avere un maggiore impatto nel settore in cui si opera. Anzi, il più delle volte non si ha nemmeno una idea precisa di cosa voglia dire digitalizzarsi», spiega Togni. «La nostra – continua – è una battaglia culturale che è dovuta anche all’età media assai avanzata: soprattutto nel no profit, anche se il settore è incredibilmente eterogeneo, c’è poco spazio per profili junior. All’interno di TechSoup Italia abbiamo parte del team under 30 ed è abbastanza eccezionale. Per questo motivo, bisogna puntare sulla formazione e per questo motivo i nostri corsi vanno dall’utilizzo di Excel a cosa fare per incrementare la web reputation».

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Cosa si chiede al nuovo esecutivo

«Al nuovo governo bisognerebbe far capire che il terzo settore può essere trainante e oggi ha un peso fondamentale. Non solo: bisognerebbe agire per agevolare l’arrivo dei giovani nel no profit». «In più – conclude la marketing manager di TechSoup -, continuiamo ad attendere l’attuazione dei decreti della riforma del terzo settore, che ha rappresentato senza dubbio un primo, importante, passo per migliorare il sistema ma non deve essere il solo».

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