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Ago 7, 2018

La batteria del futuro sarà a idrogeno. E un’azienda svizzera la sta già sviluppando

Hyform-PEMFC, il generatore di energia in grado di trasformare l’acido formico in idrogeno. Il progetto "green" dell'azienda GRT group in collaborazione con un team di ricerca del Politecnico di Losanna

E se fosse possibile produrre una batteria all’idrogeno a basso dispendio energetico? Beh, presto potrebbe esserlo davvero. GRT group, una società svizzera che collabora con il Politecnico di Losanna (EPFL), sta lavorando allo sviluppo di un’unità energetica in acido formico che potrebbe trovare applicazione in spazi sia domestici che industriali.

Un prototipo del Hyform-PEMFC, la batteria ad acido formico

Dall’acido formico all’idrogeno

Com’è noto l’idrogeno offre una concentrazione di energia superiore sia alla benzina che al gasolio. L’unico problema è l’elevata instabilità dell’elemento che per essere lavorato necessita una compressione allo stato liquido con costi davvero proibitivi. L’acido formico, un composto di idrogeno e anidride carbonica che può essere prodotto da fonti rinnovabili, è invece molto più facile da stoccare e maneggiare.

 

Ecco perché GRT group ha deciso di partire proprio da questo per sviluppare Hyform-PEMFC, generatore di energia formato da un a pila a combustibile in grado di trasformare l’acido formico in idrogeno. Procedimento che si completa a basse temperature e senza eccessivo dispendio di energia.

Nella foto l'AD Luca del Fabbro (al centro) insieme al project manager Nordhal Autissier (a sinistra)

Il tutto in pochi e semplici passaggi:

  1. L’acido formico è prodotto convertendo energia rinnovabile, che eccede i bisogni di consumo momentanei e può essere stoccata.
  2. Il composto viene convertito in idrogeno, attraverso un catalizzatore.
  3. La CO2 viene raccolta per essere riutilizzata.
  4. Mentre l’idrogeno viene trasformato in elettricità attraverso una pila a combustibile.

Batteria no-limits

Sebbene questa non sia la prima batteria alimentata ad acido formico, è l’unica che offre oggi adeguati livelli di efficenza. Il team di ricerca guidato dal professor Gàbor Laurenczy ha realizzato una macchina che produce 7 mila kilowatt all’ora in un anno.

“Un sistema simile può essere utilizzato dalle comunità in zone desertiche e isolate”, ha immaginato Luca del Fabbro, AD di GRT group. “L’elettricità così prodotta in eccesso durante il giorno viene stoccata e rilasciata di notte”.

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