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Ago 14, 2018

Genova, crolla il Ponte Morandi sull’A10

I Vigili del Fuoco alla ricerca di vittime e superstiti. Almeno 20 i mezzi coinvolti. Il viadotto era stato inaugurato nel 1967. Le prime immagini e video da Genova

AGGIORNAMENTO: Il bilancio definitivo delle vittime del ponte Morandi è di 43 morti

 

Chi è stato a Genova almeno una volta, o si è limitato ad attraversare da parte a parte il capoluogo ligure, ricorda senz’altro il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi poiché intitolato all’ing. Riccardo Morandi che lo ha progettato negli Anni ’60: è infatti una struttura particolare non solo per il fatto che la struttura disegna una curva – insolito, per un ponte – ma anche perché con le sue travi strallate ricorda i caratteristici ponti statunitensi.

Fonte video: Facebook (Telenord)

Il crollo attorno alle 11:50

Fonte video: Facebook (Davide Di Giorgio)

Parte del viadotto che attraversa il torrente Polcevera, tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, è crollata attorno tra le 11:00 e le 12:00 del 14 agosto con un boato avvertito distintamente in tutta Genova. Una fitta nube di polvere ha lentamente lasciato il posto a ciò che resta dello scheletro del ponte Morandi, che pare essersi afflosciato sulle abitazioni della sottostante via Fillak a Rivarolo.

Bucci: “Le vittime sarebbero 25”

Ancora non si conoscono informazioni precise circa la portata dell’incidente: il ponte Morandi, essendo parte integrante dell’A10, l’autostrada nota come “dei Fiori” che taglia per intero la Liguria, ogni giorno è attraversato da migliaia di veicoli. Soprattutto in prossimità di Ferragosto.

In più, sorgendo in un’area dove sono presenti abitazioni c’è il rischio che il collasso del viadotto abbia travolto le strutture e i capannoni che si trovavano al di sotto. Per il sindaco di Genova, Marco Bucci, le vittime sarebbero “almeno 25”, ma si teme che il bilancio finale sia destinato a salire. Diverse fonti parlano di 35 morti.

Sedici persone estratte vive dalle macerie

Da quanto si apprende dalle agenzie, al momento i Vigili del Fuoco sarebbero al lavoro per accertare la presenza di eventuali fughe di gas che potrebbero essere state provocate proprio dal crollo degli stabili di via Fillak. Un’unità di crisi pronta ad accogliere i feriti è stata allestita a Villa Scassi. La circolazione ferroviaria è stata sospesa. Gli estratti vivi dalle macerie sarebbero al momento 16, di cui 4 in codice rosso. Tra i feriti anche gli occupanti di una casa andata a fuoco dopo che la struttura del viadotto la ha investita nel crollo. Circa trentacinque, invece, le auto coinvolte cui si debbono aggiungere 3 tir.

Fonte: Google Maps

Sfiorata l’Ansaldo Energia, colpiti i capannoni dell’Amiu

Il crollo del viadotto ha sfiorato i capannoni di Ansaldo Energia, una delle principali industrie di impianti per la produzione di energia d’Italia. L’ingresso della fabbrica si trova proprio sotto il viadotto ma parte del ponte sarebbe finito su di un parcheggio attiguo che in quel momento sarebbe stato vuoto. Centrati in pieno dal crollo, invece, gli uffici dell’Amiu, l’azienda ambientale del comune. Una parte del fabbricato risulta distrutta, così come tre mezzi.

Atlantia brucia in borsa più di un miliardo

Forte corrente di vendite in Borsa su Atlantia, controllante di Autostrade per l’Italia: il titolo, fino a quel momento piatto in Piazza Affari, è stato in un primo momento sospeso per eccesso di volatilità. Poi è tornato agli scambi cedendo il 4,5 per cento. Dopo il secondo congelamento le sue perdite hanno raggiunto il 10% a 22,4 euro ed è stato subito nuovamente sospeso per poi chiudere la giornata a meno 5,39%.

In rosso, la sezione del ponte crollata. Come si vede, poco più a destra il viadotto scavalca diversi condomini ma quella porzione è ancora intatta e i VVFF stanno procedendo alle verifiche sulla stabilità dei tronconi rimasti in piedi

 

La perdita di valore potenziale per il Gruppo della famiglia Benetton è dunque pari a oltre il miliardo di euro visto che alla chiusura di borsa di ieri le azioni avevano una capitalizzazione di 20,55 miliardi. In calo del 3% Astm, l’altra principale società autostradale italiane controllata dal gruppo Gavio. Pesanti le perdite di Buzzi tra i cementieri (-3%), ma occorre comunque registrare che il titolo era già ampiamente negativo dall’avvio di Piazza Affari.

Austostrade: il tratto era interessato da lavori di consolidamento

Anche se è troppo presto per parlare di eventuali cause, alcune testate locali riportano che il ponte Morandi avesse bisogno di interventi di restauro come sarebbe testimoniato da alcune immagini recenti. In relazione al crollo di parte del viadotto Polcevera sull’A10, Autostrade per l’Italia comunica che “sulla struttura – risalente agli anni ’60 – erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attivita’ di manutenzione”.

Il ponte Morandi visto dalla via sottostante. Fonte: Google Maps

“I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova”, assicurano le Autostrade. Come riportato dal sito Strade e Autostrade, lo scorso maggio il Gruppo aveva aperto la pratica per affidare gli interventi di adeguamento strutturale del viadotto Polcevera al km 000+551 dell’autostrada A10 Genova-Savona. L’importo ammontava a 20.159.000 euro, di cui 14.758.000 per lavori parte a corpo e parte a misura e 5.401.000 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso.

Nel 2009 si studiò l’ipotesi di demolirlo

Uno studio del 2009 (La Gronda di Genova. Presentazione sintetica delle ipotesi di tracciato) rivela che già quasi dieci anni fa si pensò di abbattere il ponte Morandi, studiando cinque possibili alternative. Il progetto che Autostrade per l’Italia aveva realizzato assieme alla società d’ingegneria SPEA, nel capitolo dedicato a una delle ipotesi di varianti di tracciato (quella definita ‘Gronda Bassa’ che “affianca l’esistente viadotto Morandi, di cui è prevista la dismissione, a una distanza di circa 150 m verso nord”), spiega: “Una volta demolita la struttura del Ponte Morandi, i proprietari delle abitazioni potranno rientrare nei rispettivi alloggi”. Questa demolizione controllata del viadotto Morandi, precisano gli autori, “richiede di smantellare circa 80.000 mc di calcestruzzo”.

Autostrade per l’Italia aveva sottolineato in più occasioni la criticità della situazione: nel documento si legge, tra l’altro, che “Il tratto più trafficato è il viadotto Polcevera (Ponte Morandi) con 25,5 milioni di transiti l’anno, caratterizzato da un quadruplicamento del traffico negli ultimi 30 anni e destinato a crescere, anche in assenza di intervento, di un ulteriore 30% nei prossimi 30 anni“.

“Il ponte Morandi – prosegue l’analisi – costituisce di fatto l’unico collegamento che connette l’Italia peninsulare a est, la Francia meridionale e la Spagna a ovest, ed è il principale asse stradale tra Genova, le aree residenziali periferiche, il porto di Voltri, l’aeroporto e le aree industriali di ponente. Lo svincolo di innesto sull’autostrada per Serravalle, all’estremità est del viadotto, produce quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli e il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto e’ quindi da anni oggetto di una manutenzione continua”. E proseguiva: “La sua eventuale dismissione per inagibilità o per situazioni temporanee di blocco dovute ad incidenti stradali, costituisce dunque un grave rischio per il traffico automobilistico regionale”.

Le reazioni politiche

“Profondamente colpito dalla tragedia che ha interessato Genova, mi sono messo immediatamente in contatto con il ministro Danilo Toninelli, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e le autorità competenti. Sono in costante aggiornamento con i responsabili dei soccorsi e tra qualche ora mi sposterò a Genova per seguire direttamente in loco il coordinamento delle attività e per portare la vicinanza di tutto il Governo alle vittime di questa tragedia e ai loro familiari”. Lo ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha anche aggiunto: “Ringrazio la macchina dei soccorsi che, come sempre, si è attivata prontamente e continua a operare con grande umanità e professionalità”

Le foto che potete vedere su questa pagina provengono invece dall’account Twitter dell’esponente del Pd, Ugo Truffelli.

“Stiamo seguendo con grande apprensione l’immane tragedia che ha colpito #Genova, con il crollo di #ponte #Morandi. La protezione civile e tutti i nostri mezzi sono mobilitati per prestare #soccorso. Vi terremo aggiornati”. ha scritto su Twitter il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

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“Le immagini che arrivano da Genova sono terrificanti. Il crollo del ponte Morandi è una tragedia di proporzioni immani e prego che non ci siano vittime. Sto cercando di raggiungere la mia città e sto seguendo passo passo le operazioni di soccorso in contatto con i ministri Toninelli e Di Maio. Chiunque sia sul posto dia notizie” ha scritto su Facebook il presidente della Commissione per le Politiche UE della Camera, il ligure Sergio Battelli.

Le immancabili polemiche. Scontro tra M5S e PD

Si è acceso immediatamente il dibattito politico, mentre i soccorritori scavano ancora tra le macerie del viadotto. A dare fuoco alle polveri il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli che, al Tg1, dichiara: “Da cittadino italiano mi dispiace constatare che su queste infrastrutture non sia stata fatta manutenzione e questi fatti ne sono la testimonianza”. Dura la replica dem Stefano Esposito che, dopo aver invitato il ministro a tacere “almeno per qualche ora” invece di fare “propaganda politica con i soccorsi in corso” ha ricordato che la manutenzione del ponte Morandi è di competenza del concessionario, non dello Stato.

Il Movimento 5 Stelle e la favoletta del crollo

Intanto, dagli archivi della Rete viene riesumato e brandito un documento firmato dal Movimento 5 Stelle nel lontano 2013 in supporto al comitato No Gronda nel quale si legge: “Ci viene poi raccontata – si legge in quel comunicato – la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex Presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte ‘…potrebbe star su altri cento anni’ a fronte di ‘…una manutenzione ordinaria con costi standard'”. Il documento, subito finito offline dopo essere stato spolverato dagli avversari politici dei pentastellati, è stato comunque screenshottato da diversi internauti e sta contribuendo a tenere vive le polemiche politiche sull’incidente avvenuto.

Cnr: la colpa degli stralli in cemento anziché in metallo

In merito il direttore dell’Istituto di tecnologia delle costruzioni del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr-Itc, Antonio Occhiuzzi, ha scritto: “Gli stralli in calcestruzzo armato precompresso, realizzati anche per altri viadotti analoghi (sul lago di Maracaibo in Venezuela, ma anche in Basilicata, per esempio), hanno mostrato una durabilità relativamente ridotta. E la statica di un ponte di questo tipo dipende fondamentalmente dal comportamento e dallo “stato di salute” degli stralli”.

Quindi ha aggiunto: “Gran parte delle infrastrutture viarie italiane ha superato i 50 anni di età, che corrispondono alla vita utile associabile alle opere in calcestruzzo armato realizzate con le tecnologie disponibili nel secondo dopoguerra (anni ’50 e ’60). In pratica, decine di migliaia di ponti in Italia hanno superato, oggi, la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti, secondo un equilibrio tra costi ed esigenze della ricostruzione nazionale dopo la seconda guerra mondiale e la durabilità delle opere. In moltissimi casi, i costi prevedibili per la manutenzione straordinaria che sarebbe necessaria a questi ponti superano quelli associabili alla demolizione e ricostruzione; quelli ricostruiti, inoltre, sarebbero dimensionati per i carichi dei veicoli attuali, molto maggiori di quelli presenti sulla rete stradale italiana nella metà del secolo scorso”.

Il ponte Morandi nel dettaglio

Il ponte, progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua. Ha una lunghezza di 1.182 metri, un’altezza al piano stradale di 45 metri e 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza. Si tratta di un ponte a trave strallata, dove gli elementi verticali sono cavalletti costituiti da due V sovrapposte: una V ha il compito di allargare la zona centrale ove appoggia la trave strallata, mentre una V rovesciata sostiene i tiranti superiori. Il ponte venne inaugurato il 4 settembre 1967 alla presenza del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Consigli sulla viabilità per non intralciare i soccorritori

Per coloro che sono in viaggio in treno, le autorità consigliano di utilizzare le linee ferroviarie Genova – La Spezia verso Sud e Genova – Ventimiglia verso Nord. Per coloro che sono in viaggio lungo la A10 da Savona diretti a Genova si consiglia di utilizzare la A26 Genova – Gravellona Toce, poi la D26 diramazione Predosa Bettole e la A7 verso Genova. Per coloro che da Livorno sono diretti a Savona, si consiglia di utilizzare la A7 Milano – Genova, seguire le indicazioni per la diramazione Predosa Bettole e poi prendere la A26 verso Genova e proseguire per Savona. Per il traffico locale si caldeggia di fruire della viabilità ordinaria, secondo le indicazioni delle autorità locali. Si consiglia infine di evitare le aree limitrofe all’evento per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

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