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Ago 17, 2018

A 12 anni inventa un robot-sub che pulisce il mare dalle microplastiche

Il sorprendente obiettivo di Anna Du, una bambina di 12 anni: tracciare con un sub robot la posizione delle microplastiche in mare per salvare gli oceani dalla plastica, il killer silenzioso che distrugge l’ecosistema

Ha solo 12 anni, ma Anna Du ha già progettato un robot che traccia le microplastiche di cui i nostri mari sono pieni. Proprio quei pezzetti di plastica piccolissimi che spesso vengono ingeriti dagli animali acquatici e ne causano il soffocamento. Un grande amore per il mare e per gli animali che l’ha spinta a fare qualcosa di concreto per arginare il problema dell’inquinamento marino.

 

Cosa sono le microplastiche?

Come i lettori di Impact sanno bene, le microplastiche sono un problema che non riguarda solo il Massachusetts, di cui è originaria la nostra giovanissima scienziata, ma tutto il mondo. Si tratta di particelle di plastica inferiori a cinque millimetri. Da uno studio risalente ad aprile 2018 è emerso che solamente i campioni di ghiaccio del Mare Glaciale Artico contenevano 12.000 particelle microplastiche per litro di ghiaccio marino, la misura più alta mai rilevata.

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Le microplastiche in mare e il sub robot di Anna Du

Al giorno d’oggi non si conosce la posizione di almeno il 99% dei rifiuti gettati in mare, e sono milioni le tonnellate di plastica che ogni anno vi finiscono. Di queste, la maggior parte non si sa esattamente che fine faccia.

Una porzione si trasforma in ammassi galleggianti, come il gigantesco Great Pacific Garbage Patch, una enorme superficie creatasi al largo dell’Oceano Pacifico a causa della convergenza di rifiuti plastici, provenienti da tutto il mondo. Un’indagine aerea ha inoltre dimostrato che la situazione è molto più grave del previsto: c’è molto più materiale di quanto sia stato stimato in passato: si dice “la chiazza” sia grande due volte la Francia.

Un’altra parte viene mangiata da piccoli uccelli marini, pesci, tartarughe o balene. Recentemente è stata trovata una balena morta sulle spiagge della Thailandia, e l’autopsia ha riscontrato circa 17 kg di plastica nella pancia del mammifero.

Combattere un mostro invisibile è pressoché impossibile.

 

L’idea di Anna Du

A questa problematica ha cercato di dare una risposta non un pool di scienziati bio-marini, ma una bambina di appena 12 anni, originaria del Massachusetts. La sua invenzione, un sub robot capace di spostarsi attraverso l’oceano per identificare le microplastiche in mare, si è posizionata tra i dieci finalisti della 3M Young Scientist Challenge: una competizione che permette ai giovani studenti di incontrare i big della scienza e di lavorare in tandem con dei tutor per realizzare la loro idea.

Infatti, Anna sarà affiancata da uno scienziato per mettere a punto il suo dispositivo e, speriamo, trasformarlo in uno strumento valido per scoprire dove si nascondono le microplastiche in mare.

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“La scienza è sempre stata una parte importante della mia vita. Sono davvero entusiasta di poter creare qualcosa che possa realmente aiutare il mondo”, ha detto Anna Du che da grande sogna di iscriversi al MIT (Massachusetts Institute of Technology) per studiare la scienza legata al mare.

La sua idea nasce essenzialmente dal suo amore per il mare. Un giorno, mentre era in visita al porto di Boston, Anna si accorge di alcuni frammenti di plastica sulla sabbia, allora prova a raccoglierli ma sono così tanti che sembra impossibile ripulire tutto. Preoccupata dell’impatto di plastiche e microplastiche in mare, decide di lavorare a un’invenzione tutta sua, capace di salvare l’ambiente dalla noncuranza dell’uomo.

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ROV, il Robot per rilevare le microplastiche oceaniche

La sua creazione è un dispositivo subacqueo che usa gli infrarossi per rilevare le microplastiche in mare.  Un sistema intelligente che può aiutare a identificare e rimuovere i rifiuti, distinguendoli dagli altri oggetti e senza danneggiare gli organismi viventi. Si tratta nello specifico di un ROV, Remotely operated vehicle, un sub robot che funziona collegato via cavo alla postazione remota di riferimento. E’ in grado di identificare i rifiuti plastici e rimuoverli senza danneggiare l’ecosistema o disturbare le creature marine.

Anna ha avuto il merito innanzitutto di comprendere che identificare la posizione dei rifiuti nell’oceano è il primo ed essenziale passo per poter fare qualcosa di concreto. E non ha solo progettato un robot capace di tracciare le microplastiche in mare, ma si è anche preoccupata di come rendere il suo sistema a basso impatto sia ambientale che economico.

“Spero di essere in grado di mappare con precisione l’accumulano delle microplastiche in mare”, dice.

Con il suo ROV, Du ha fatto domanda ed è stata accettata nel Young Scientist Lab della 3M. Lì, sarà guidata dagli scienziati per perfezionare il robot.

La sua prossima speranza è di passare dai ROV ai droni autonomi che rilevano le microplastiche in mare.

Anna è uno dei 10 finalisti della Discovery Education 3M Young Scientist ChallengeTra gli altri, ci sono anche la quattordicenne Cameron Sharma, che ha inventato un algoritmo che identifica i vaccini antinfluenzali personalizzati utilizzando l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico e Krish Wadhwani, di 14 anni, che ha inventato un farmaco che potrebbe curare la malattia di Huntington.

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