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Ago 22, 2018

Biocellection, la startup di 2 giovani scienziate che hanno scoperto il segreto per decomporre la plastica

Le ragazze hanno trovato il modo di trasformare la plastica più resistente da riciclare in un composto liquido-organico da riutilizzare per dare vita a tessuti e a componenti elettronici per le auto

Miranda Wang si è appassionata al problema del riciclaggio della plastica sin dalla terza media e, durante gli studi universitari, assieme all’amica Jennifer Yao, ha scoperto che attraverso un apposito catalizzatore era possibile degradare i polimeri della plastica più resistente e/o contaminata – come il polietilene – attraverso un processo efficace e soprattutto amico dell’ambiente. Le due studentesse dell’Università della British Columbia hanno fondato la startup BioCellection che a punta a ridurre significativamente la plastica indistruttibile che affligge i nostri mari (e non solo).

Il problema del riciclaggio della plastica

L’idea di Miranda è nata dal fatto che non tutta la plastica che produciamo è riciclabile. Le procedure standard, infatti, si applicano soprattutto al cosiddetto PET (la plastica delle bottiglie d’acqua, di bibite e flaconi di shampoo) e all’HDPE (contenitori di yogurt e flaconi di detersivo). Soltanto una bassissima percentuale del diffuso polietilene può essere riciclata, poiché spesso è troppo contaminata da grasso e cibo e viene scartata.

Le materie plastiche sono fatte di lunghissimi polimeri: catene di composti chimici tutti uguali, quasi mai biodegradabili e quindi spesso permanenti nell’ambiente. Ma la chiave per la loro disintegrazione sembra essere l’utilizzo di un catalizzatore: una molecola che rende la reazione di “taglio” molto più rapida ed economica.

Il problema nasce dalla difficoltà di spezzare le catene fatte da legami tra atomi di carbonio molto stabili. Per riuscirci sono necessarie alte temperature, ma queste implicano costi elevati ed emissioni in atmosfera non molto amiche dell’ambiente.

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“Abbiamo identificato un catalizzatore che taglia le catene polimeriche per innescare una reazione a catena intelligente, a pressione atmosferica e ad una temperatura che può essere gestita da un bollitore. Una volta che il polimero si rompe in pezzi con meno di 10 atomi di carbonio, l’ossigeno dell’aria si aggiunge alla catena e forma preziose specie di acidi organici che possono essere raccolte, purificate e utilizzate per realizzare i prodotti che amiamo”. Racconta la giovane scienziata.

La tecnologia innovativa proposta da Biocellection

“Il nostro prodotto è una miscela di esteri dibasici contenenti da 4 a 9 atomi di carbonio. Nessun altro team ha creato tali prodotti dai rifiuti di plastica post-consumo! Gli eteri sono prodotti oggi utilizzando petrolio e sono essenziali per ottenere svariati tessuti e materiali. La nostra innovazione utilizza i rifiuti di plastica sostituendo il petrolio come risorsa per filiere sostenibili”. Continua Miranda.

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I catalizzatori sono molecole che facilitano reazioni molto complesse, agendo in diversi modi ma con un medesimo principio di base, ovvero modificandone il meccanismo. Procedendo in maniera diversa tutto cambia e, se il catalizzatore è veramente efficace, si registra una velocità maggiore, magari con temperature e pressioni più basse, quindi con costi inferiori.

Ulteriore beneficio della loro invezione è che il catalizzatore può essere recuperato a fine reazione per molti cicli consecutivi.

La dimostrazione pilota a ottobre 2018

Le due studentesse dell’Università della British Columbia hanno fondato la società specializzata BioCellection che ad oggi è in grado di convertire quasi il 90% dei rifiuti plastici entro tre ore, ma entro il 2018 la soglia dovrebbe arrivare quasi il 100%.

“Il nostro processo al momento non è ancora in grado di raggiungere il 100% perché siamo in un sistema di laboratorio, quindi molte delle reazioni possono essere ulteriormente ottimizzate. Per ora le quantità di rifiuti riciclabili sono limitate, ma è già in progettazione un sistema che permetterà di lavorare con tonnellate di rifiuti”. Ha spiegato la Wang

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La società condurrà una dimostrazione pilota del proprio processo tra meno di due mesi, il prossimo ottobre, convertendo 17 tonnellate di rifiuti di plastica in 6 tonnellate di sostanze chimiche di valore entro gennaio. Successivamente il team ha in programma di costruire un apparato più grande per continuare a riciclare i materiali ed espandere la propria ricerca includendo il riciclo anche di altri materiali plastici.

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La tecnologia proposta da Biocellection promette inoltre apparati semplici e quindi potenzialmente industrializzabili, nonché il recupero di prodotti utili per altre applicazioni e soprattutto non derivati dal petrolio, aggiungendo un altro notevole vantaggio per l’ambiente.

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