immagine-preview

Ago 31, 2018

Terzo Settore in movimento | Legambiente, la mobilità alternativa ha successo sul web

L'associazione ambientalista ha partecipato alla progettazione di una delle opere più innovative dell'area di Roma: il Grande Raccordo Anulare per Biciclette. E grazie alla rete il progetto è stato reso noto a tutto il mondo

Con l’estate ormai alle spalle, torna la rubrica di StartupItalia! dedicata al confronto tra innovazione digitale e Terzo Settore. Il verticale Impact ci tiene aggiornati sui progetti più interessanti cui stanno lavorando quelle realtà che, senza scopo di lucro e attraverso il volontariato, perseguono obiettivi di utilità sociale. Tra queste uno dei nomi più noti è, senza dubbio, Legambiente.

L’associazione ambientalista, fondata nel 1980, negli anni si è impegnata non solo in campagne di sensibilizzazione su problemi già esistenti, ma anche nello sviluppo di soluzioni che potessero avere un impatto futuro. Vanno interpretate in tal senso tutte le iniziative a favore di una mobilità più sostenibile e sana per l’ambiente. Progetti che mescolano insieme approccio digitale e analogico, e caso di successo che abbiamo approfondito con Alberto Fiorillo, Responsabile di Legambiente per le aree urbane.

Leggi anche: Msf si racconta coi video-diari

Il GRAB

“Ovviamente, la tecnologia e i nuovi strumenti comunicativi che essa mette a disposizione offrono dei vantaggi, si tratta solo di capire come utilizzarli al meglio per interagire con i cittadini”, afferma Fiorillo. “Noi, ad esempio, abbiamo puntato molto su laboratori digitali e divulgazione dei progetti attraverso il digitale”.

 

Il caso specifico più interessante è quello del GRAB (Grande Raccordo Anulare per Biciclette), un anello ciclabile di 45 km pensato per unire tra loro diverse aree della Capitale con un percorso sicuro e alternativo a quello del traffico stradale.

Il percorso del GRAB (fonte Esri)

Come purtroppo capita spesso in Italia, la realizzazione del GRAB cui, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Campidoglio hanno dato il via lo scorso 21 settembre 2016, prosegue a rilento tra ridimensionamenti – non nei costi! – e problemi di viabilità/sicurezza.

La diffusione in rete

Ma se il progetto è molto “italiano” in quanto a difetti, il suo iter di presentazione e approvazione mostra caratteristiche nuove e promettenti che potrebbero ripetersi in altre occasioni future.

 

Il GRAB ha preso vita con uno studio di fattibilità in maniera analogica (disegni tecnici e cartografie, realzione di accompagnamento e storymap), ma per la sua diffusione e conoscenza presso i cittadini ci si è affidati molto alla rete. “Un approccio social che ha portato non solo partecipazioni e premi in concorsi internazionali, ma anche proposte di collaborazione gratuita provenienti da tutto il mondo”.

Il percorso del GRAB come dovrebbe essere (in alto) e come in realtà è al momento

Dall’Arizona uno studio che progetta e realizza strutture sportive ha proposto l’idea per uno skatepark. Mentre una ingegnere italiana che lavora a Lione si è offerta come volontaria per occuparsi dei materiali più adatti alla pavimentazione stradale. Casi diversi che hanno fatto conoscere e apprezzare il GRAB e che gli hanno permesso di ottenere l’approvazione del governo in tempi notevolmente ristretti per quella che è la consuetudine in Italia.

Leggi anche: La GDPR blocca Telefono Azzurro

L’approccio “misto” di Legambiente

Ma l’approccio web, che ha mostrato tutta la propria efficacia nel caso del GRAB, Legambiente è ben decisa a riutilizzarlo in circostanze simili.

 

“Stiamo lavorando a nuove iniziative”, prosegue Alberto Fiorillo. “Sempre riguardanti il tema della mobilità urbana e, nello specifico, le ciclabili popolari”. Ossia, invitare i cittadini, con una social call to action, a proporre percorsi dove possano essere realizzate nuove piste ciclabili. Da lì in poi si passa alla fase “analogica” con azioni concrete (studi di fattibilità, ma anche solo cartellonistica di segnalazione) per promuoverne la realizzazione.

“Il sistema sta cambiando. Veicolare un messaggio attraverso i canali digitali è oggi più semplice, ma per approfondire e trovare la partecipazione attiva delle persone l’approccio diretto è il migliore. È quello che trasforma le persone da sostenitori a parte del progetto”.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter