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Set 6, 2018

Bloomberg, entro il 2050 eolico e fotovoltaico produrranno metà dell’energia elettrica mondiale

Carbone e gas, però, continueranno a ricoprire un ruolo da non sottovalutare: è questa la previsione del rapporto pubblicato dalla multinazionale newyorkese

Secondo il nuovo rapporto “New Energy Outlook 2018” di Bloomberg, la crescita delle fonti rinnovabili non conoscerà pause e le farà diventare la principale fonte di produzione di energia entro il 2050, con una quota complessiva superiore al 50%Il carbone, di contro, sarà limitato all’11% complessivo. La principale forza trainante dietro questo cambiamento sta nella diminuzione dei prezzi per gli impianti fotovoltaici ed eolici, nonché per l’installazione di batterie.

Il fotovoltaico, combinato con l’eolico, dovrebbe arrivare a coprire il 48% della produzione mondiale di energia, sostenuto dall’idroelettrico a raggiungere la soglia del 64% e contando anche il nucleare, che non ha emissioni significative di gas serra, si arriva al 71%.

Il fotovoltaico, combinato con l'eolico, dovrebbe arrivare a coprire il 48% della produzione mondiale di energia

“Ci aspettiamo che vengano investiti circa 548 miliardi di dollari nella capacità di batterie entro il 2050 – afferma Seb Henbest, autore principale del New Energy Outlook 2018 – due terzi dei quali destinati agli impianti a livello di rete e un terzi per le installazioni ‘behind-the-meter’ di famiglie e imprese”.

Cala il prezzo dello storage, carbone grande sconfitto

Calerà il prezzo dello storage così come il costo livellato dell’elettricità (Lcoe) per i nuovi impianti fotovoltaici dovrebbe scendere del 71% entro il 2050, per l’eolico onshore diminuirà del 58%.

Il problema, tuttavia, resta per il 29% rimanente: il 18% sarà costituito da gas e l’11% dal carbone. Dunque il grande sconfitto, sarà proprio il carbone, il cui contributo nel mix scenderà dal 38% odierno al 10-11% circa nel 2050.

Tuttavia, la parabola discendente del carbone, anche ipotizzando una completa dismissione di tutte le centrali “sporche” entro il 2035, non riuscirà a ridurre le emissioni di anidride carbonica nella quantità richiesta per limitare il surriscaldamento globale sotto 2 gradi. In pratica, si legge nel documento, bisognerebbe eliminare, o de-carbonizzare completamente, anche il gas, ma la ricetta sul come e quando raggiungere un simile risultato resta da definire.

Il gas, al contrario, vedrà un aumento della potenza globale installata – anche se diminuirà il suo peso relativo nel mix, per via del boom delle rinnovabili – con un ruolo fondamentale degli impianti più piccoli e flessibili, che dovranno coprire i picchi di domanda che le rinnovabili e gli accumuli, da soli, non riusciranno a sostenere.

Il mondo avrà sempre più fame di energia

L’aumento dell’uso di rinnovabili sarà poi accompagnato dall’utilizzo sempre più massiccio di veicoli elettrici, che aumenteranno il fabbisogno di produzione di energia elettrica nel corso dei prossimi anni. Dall’altro lato, però, la mancata combustione nei motori dei singoli veicoli dovrebbe contribuire a ridurre ulteriormente le emissioni.

Per rimanere all’interno dei parametri fissati dagli Accordi di Parigi sarebbe necessario rimuovere attivamente gas serra dall’atmosfera: un’operazione per la quale non esistono ancora tecnologie sufficientemente accessibili, soprattutto a livello di costo. La sostituzione del gas con fonti altre potrebbe certamente aiutare in questo processo, ma attualmente non sembra possibile.

Il picco di emissioni è previsto per il 2027, dopo il quale dovremmo assistere a un drastico calo.

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Rinnovabili, oltre 8.000 miliardi di dollari in eolico e solare

Oltre 8.000 miliardi di dollari investiti su scala mondiale in nuovi impianti eolici e solari nel periodo 2018-2050 e più di 540 miliardi di $ destinati alle nuove installazioni di batterie, soprattutto al servizio delle reti elettriche.

Il carbone, entro il 2050, sarà limitato all'11% 

La penetrazione delle rinnovabili nel mix di elettricità in Europa sarà elevatissimo: 87% nel 2050, mentre Stati Uniti, Cina e India, rispettivamente, potranno contare sul 55-62-75% di risorse a zero emissioni di CO2.

Il costo “tutto compreso” dell’energia elettrica generata dal nuovo eolico a terra e dal nuovo fotovoltaico (LCOE, Levelized Cost of Electricity) crollerà ancora del 58% e 71%, rispettivamente.

Le vendite di auto elettriche saranno il 55% del totale già nel 2040.

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