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Set 7, 2018

Abbonamenti bus e metro scontati con detrazione Irpef. Ecco cosa fare

Dall'Agenzia delle Entrate un prezioso aiuto alla mobilità sostenibile. Partite Iva, lavoratori dipendenti e datori di lavoro hanno tutto da guadagnare lasciando l'auto in garage

Tornando in città dalle ferie si ha sempre paura di dover fare fronte a spese impreviste dovute ai soliti rincari autunnali. Proprio per questo, è particolarmente gradito il memorandum dell’Agenzia delle Entrate che ricorda l’entrata in vigore di una norma contenuta nella Legge di Bilancio dello scorso anno a favore della mobilità sostenibile: un significativo sconto Irpef per le partite Iva, i lavoratori dipendenti e i datori di lavoro che acquistano gli abbonamenti dell’autobus, del treno o della metro per recarsi al lavoro. Ma andiamo con ordine.

 

 

 

 

Come ribadito via Twitter dall’Agenzia delle Entrate, l’ultima finanziaria varata dal Governo Gentiloni ha introdotto una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, su un costo annuo massimo di 250 euro. L’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico, sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico. La misura, è bene specificarlo, riguarda solo gli abbonamenti e non i singoli biglietti.

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Ricordarsi di tenere i titoli di viaggio (e di fotocopiarli)

“Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico – specifica l’Agenzia delle Entrate – dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento”. Che acquistiate gli abbonamenti dai rivenditori o dalle macchinette, dunque, ricordatevi di conservare gli scontrini o i cartoncini che provano l’acquisto. A questo proposito, peraltro, vi consigliamo di fotocopiarli o di scansionarli, non solo per evitare smarrimenti ma anche perché è noto il fatto che tendano a sbiadire con il tempo, mentre per ottenere la detrazione dovranno essere in perfette condizioni (quanto meno leggibili nelle parti essenziali che provano importo e data di acquisto).

Bonus per i datori che acquistano gli abbonamenti ai dipendenti

Particolarmente positivo il fatto che il bonus sia stato esteso, anche se con modalità differenti, pure ai datori di lavoro che decidano di acquistare i biglietti dei mezzi pubblici per i loro dipendenti. In questo caso, scrive l’Agenzia delle Entrate: “non concorrono a formare reddito di lavoro le somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro o le spese sostenute direttamente da quest’ultimo per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico del dipendente e dei suoi familiari”. Insomma, l’educazione a una mobilità sostenibile passa anche dal portafogli e questo genere di incentivi – che, speriamo venga ripreso anche nella prossima Legge di Bilancio che il nuovo governo varerà a breve – ci mette sicuramente sulla buona strada.

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