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Set 9, 2018

La green economy arriva (anche) a tavola. Boom e-commerce di prodotti bio

E nel Web aumentano le startup che portano a casa del consumatore prodotti freschi e sani

Frutta e verdura piacciono sempre più agli italiani e, se sono a chilometro zero, piacciono ancora di più. Sono i dati di Coldiretti a confermarlo: nel 2017 il mercato dell’ortofrutta è cresciuto del 2,2%, con un trend in costante aumento anche nei primi mesi del 2018. Numeri positivi che strizzano l’occhio ai prodotti bio: l’anno scorso quasi sei italiani su dieci (59%) hanno infatti preferito gli acquisti a km zero almeno una volta al mese, in frantoi, cantine, agriturismi e (anche) on-line.

Perché se uno stile di vita sostenibile è sempre più ricercato dai consumatori, non tutti hanno il tempo di diversificare gli acquisti a seconda dei prodotti. Tradotto: per acquistare frutta e verdura si sono fatte sempre più spazio nuove realtà come Cortilia e Foodscovery, che hanno fatto del bio (e del digital) le loro keywords.

La forza del bio on line

Se alcune aziende consegnano la spesa direttamente a casa (il cosiddetto “dal produttore al consumatore” che è ormai diventato una fortissima leva di marketing), altre offrono la possibilità di partecipare alla filiera vera e propria, rendendo protagonista l’utente/consumatore. Come Biorfarm che, in partnership con FruttAmaMi (il primo festival dedicato ai frutti e alla natura), permette al cliente di scegliere la tipologia di albero da frutta e di adottarlo, creando un vero e proprio “campo digitale” in cui monitorare le fasi della coltivazione biologica. Gli agricoltori presenti su Biorfarm, accuratamente selezionati in base alla qualità dei loro prodotti, condividono il loro lavoro con foto e storie direttamente dai campi, per poi raccogliere e spedire i frutti una volta pronti. Una logica “win-win”, in cui il consumatore è soddisfatto perché conosce direttamente il produttore e la qualità della coltivazione, e all’agricoltore viene garantito il necessario per la cura dei propri alberi oltre che un giusto guadagno per il suo lavoro.

Discorso simile ma non uguale per Treedom, realtà attiva da 8 anni e il cui obiettivo è la riforestazione di diverse parti del mondo. Non si tratta in questo caso di un e-commerce di prodotti bio, ma di un progetto green a più ampio raggio, che utilizza però le stesse logiche di activation: ogni albero di Treedom ha infatti una pagina on-line, viene geolocalizzato e fotografato, può essere custodito o regalato virtualmente a terzi. Non solo privati, ma anche aziende.

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Qualche numero? In 8 anni sono stati piantati più di trecentomila alberi, in oltre 10 Paesi del mondo, con oltre 40 specie diverse. Considerando che sono direttamente i contadini locali a proporre le specie di alberi (scegliendo quelle più utili in base alle esigenze e alla biodiversità del luogo) la sfida della giovane realtà, in ottica di riduzione di Co2 ed emissione di nuovo ossigeno, è già vinta.

In 8 anni sono stati piantati più di trecentomila alberi, in oltre 10 Paesi del mondo

Sempre più italiani “green”

Che sia per consumare maggiormente prodotti biologici o per supportare progetti green, l’attenzione degli italiani verso tematiche eco-sostenibili è in aumento (tre su quattro sostengono infatti l’importanza della sostenibilità, secondo l’Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile 2017). Non solo: la nuova attenzione a prodotti a km zero ha reso nuovi (co)protagonisti della filiera ortofrutticola anche i mercati contadini, valorizzando ulteriormente il rapporto tra città e mondo rurale.

Un approccio, quello verso i prodotti bio, positivo a 360 gradi, che di fatto coinvolge tutti: produttori, consumatori e distributori. Una relazione, quella tra chi coltiva e chi acquista, che diventa sempre più facile, fruibile, ma soprattutto accessibile.

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