Ultimo aggiornamento il 18 giugno 2018 alle 12:15
La startup che affitta nipoti ai nonni e nonni ai nipoti
Grazie alla piattaforma le due generazioni possono scambiarsi competenze e prestazioni di lavoro occasionale
Giovani e anziani: due generazioni così lontane che non si incontrano quasi mai. Ni&No (Nipoti & Nonni) è la piattaforma online pensata per favorire questo scambio. In che modo? Incrociando domanda ed offerta, ragazzi e signori/e in età avanzata possono scambiarsi conoscenze e prestazioni di lavoro occasionale a titolo gratuito o dietro compenso, da essi stessi pattuito.
La startup, nata nel 2016 da tre amici: Cristina Zannoni, Rossana Budini e Maurizio Serrano, nasce a scopo socialmente utile. «Dopo che i miei figli sono cresciuti e non hanno più avuto bisogno dell’aiuto della nonna, mia madre si annoiava per intere giornate. Fintanto che ho avuto un’idea. Perché non insegnarle ad usare il computer e metterla in contatto con qualche ragazzo/a che voglia trascorrere un po’ di tempo con lei? A questo scopo è nata la startup», spiega Cristina Zannoni.
Sono sempre di più gli anziani che vivono in solitudine e sono tanti anche i ragazzi che avrebbero voglia di svolgere qualche attività. Sulla piattaforma, a cui tutti possono iscriversi gratuitamente, ci si può, ad esempio, candidare per accompagnare un anziano a fare una passeggiata; fargli la spesa; cucinargli o semplicemente fargli visita. Viceversa, il nonno, o la nonna, potranno badare a bambini piccoli; aiutare i ragazzi nei compiti di scuola e non sentirsi soli.
«Il progetto nasce anche in aiuto dei ragazzi abbandonati nelle periferie – spiega Zannoni – per toglierli dalla strada».
Una volta iscritti a Ni&No con i propri dati anagrafici, i prestatori d’opera possono iniziare lo scambio. Questo può limitarsi ad un baratto del tipo “tu mi aiuti con i compiti a scuola ed io ti accompagno a fare la spesa”, al termine del quale si riceve un NiNO (moneta virtuale valida esclusivamente all’interno della piattaforma), oppure le parti possono concordare una retribuzione.
Il sito offre degli indicatori di prezzo medio e di tariffe minime e massime. «In questo caso, le parti concordano, tra loro, una cifra, al di fuori di Ni&No, il quale non si oppone, né è responsabile in alcun modo di quanto pattuito. Se si subiscono danni o truffe, questi vanno denunciati alle autorità di polizia. In ogni caso, i minori non possono, assolutamente, essere pagati», precisa Zannoni. Ad attività terminata, giovani ed anziani lasciano un feedback sulla piattaforma, utile ai futuri iscritti.
Inutile negarlo, il digital divide è il principale ostacolo con cui il sito deve fare i conti. Se i ragazzi hanno dimestichezza online, la maggioranza degli anziani no. «Nonostante ci siamo rivolti all’Università della Terza Età e alla ONLUS Amici del Trivulzio, oltre a vari centri ed associazioni dedicate agli anziani, l’offerta eccede, di gran lunga, la domanda», spiega la cofounder, e solleva un altro problema: «Le risorse economiche a nostra disposizione sono molto limitate. Ci autofinanziamo in toto, e siamo alla ricerca di giovani appassionati di informatica che vogliano, gratuitamente, dedicarci tempo. Saranno ricambiati con una moneta preziosissima: il valore della solidarietà».