Ultimo aggiornamento il 25 Luglio 2018 alle 16:59
Caldo anomalo: 33,4 gradi al Circolo Polare Artico e 65 morti in Giappone
Da Atene al Nord Europa fino ad arrivare all'estremo Oriente: il mondo fa i conti con una estate torrida (che al momento sta risparmiando l'Italia) e gli esperti discutono se la responsabilità sia dei cambiamenti climatici o meno
Se Atene brucia (il bilancio è drammatico: 79 decessi), la Scandinavia non se la passa meglio. Il caldo anomalo dell’estate 2018 ha investito infatti il Circolo Polare Artico, facendo registrare temperature superiori alla media del periodo, anche – riportano i media locali – fino a 15° in più del normale. L’eccezionale ondata di calore ha seccato la vegetazione e ciò ha favorito lo sviluppo di diversi focolai, proprio come in Grecia. In Svezia al momento si contano oltre 80 roghi.
Più nel dettaglio, a Nord del Circolo Polare Artico, dove difficilmente in estate il termometro segna i 16°, attualmente le centraline meteo stanno registrando valori tipici delle afose estati di Milano e Roma. Non si tratta di record assoluti – precisano i meteorologi – ma per trovare valori più elevati occorre tornare indietro di ben 85 anni, per la precisione al 9 luglio del 1933, quando a Uppsala si raggiunsero i 37°.
Come mostra questa animazione, la situazione non migliorerà nei prossimi giorni. Anzi, nuovi picchi di calore sono previsti proprio per la fine di luglio e l’inizio di agosto. Finora, sulla penisola scandinava le piogge risultano un settimo rispetto alla quantità normalmente rilevata.
Caldo record anche in Giappone, dove l’Agenzia meteo nazionale parla senza mezzi termini di “disastro naturale”, soprattutto a seguito del decesso di almeno 65 persone e del ricovero di 22.000 anziani e bambini in soli 7 giorni (la cifra più alta da quando le informazioni comparabili sono state rese disponibili, ovvero nel 2008). Nel dettaglio, l’Agenzia per la gestione di incendi e calamità ha annunciato che la scorsa settimana 22.647 persone sono state portate negli ospedali a causa del caldo. Solo a Tokyo, la prefettura più popolosa del Paese, ha contato 1,979 ricoveri.
Masako Konishi, meteorologo e vicedirettore del WWF nipponico, ha però avvertito i suoi connazionali: “La cosa più terrificante è che ciò che prima era eccezionale sta diventando gradualmente la norma quotidiana”. Se queste temperature eccezionali siano attribuibili all’effetto serra o meno è una ipotesi al vaglio degli scienziati nonché oggetto di dibattito sui social. In tema, sempre Konishi ha prudentemente osservato: “Anche se non possiamo dire che l’attuale ondata di calore sia un segno degli effetti diretti del cambiamento climatico, possiamo dire che in futuro ci toccherà fare sempre più spesso i conti con questo nuovo clima”.