Sudafrica: ecco CommCare, l’app che facilita la vita ai disabili - Impact

Ultimo aggiornamento il 16 agosto 2018 alle 4:07

Sudafrica: ecco CommCare, l’app che facilita la vita ai disabili

Arriva anche nel Corno d'Africa il progetto di mappatura sulla disponibilità di Tecnologia Assistiva che semplifica la vita degli operatori e delle stesse persone affette da invalidità

Per qualcuno, anche compiere una semplice azione diventa difficile senza un’appropriata assistenza. A questo serve la Assistive Technology, ovvero, la vasta gamma di prodotti e servizi ideati per le persone con disabilità e che includono, ad esempio, protesi, apparecchi acustici, occhiali, lenti di ingrandimento o presidi architettonici semplificativi di diverso tipo. Diversi Paesi lo hanno capito da tempo e ora, sul palcoscenico, c’è il Sudafrica. La Federazione nazionale dei Disabili (SAFOD) ha presentato CommCare, il sistema di dati mobili ideato per fornire informazioni sulla disponibilità o la mancanza di Tecnologia Assistiva (AT).

E quando parliamo di ausilio per le invalidità, le ricerche concordano tutte su un punto: manca un sostegno adeguato. Secondo gli studi della World Health Organization e dell’Università di Washington, le persone che nel mondo necessitano di AT e che vi hanno accesso, sono soltanto tra il 5 ed il 15%. Spesso, il problema è la mancanza di informazioni.

È in questo contesto che troviamo CommCare, un’app open source nata nel quadro di un ambizioso progetto: quello della T-Info-Map, un vero e proprio database ideato per catalogare ed estrarre informazioni sulla tecnologia assistiva. La ‘mappa‘ è finanziata dalla ‘Google Impact Challenge’ e vede collaborare anche la SAFOD, l’AfriNEAD, l’Università di Washington e Dimagi.

Come funziona CommCare.

Ogni utente può accedere all’app attraverso qualsiasi dispositivo, che sia un cellulare, un tablet o un computer. All’avvio, dovrà rispondere ad una serie di domande che il software memorizzerà nel cloud sotto forma di dati, in modo che i clienti possano esportarli ovunque. CommCare è flessibile, adattabile alle diverse esigenze e progettato per essere utilizzato in ambienti caratterizzati da risorse limitate: le informazioni raccolte ed archiviate, infatti, potranno essere visualizzate sia online che offline, dettaglio di non poco conto in zone dell’Africa dove la connettività è scarsa.

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Tale meccanismo di raccolta dati aiuterà altresì a configurare i presidi già esistenti di AT, alimentando la mappatura delle informazioni. In tal modo, chi lavora sul campo potrà comprendere meglio quali saranno gli interventi necessari e quali le più adeguate apparecchiature tecnologiche da modellare per facilitare la vita dei disabili.

 

«L’idea è stata ispirata dalla necessità di colmare il divario informativo perché alcuni non sanno quale AT è disponibile in Sudafrica, mentre altri, non sono sicuri di come accedervi o non vi è disponibilità adeguata di AT a basso costo», ha dichiarato Patience Muronzi, funzionario per SAFOD. «La nostra speranza è quella di raggiungere tutti, sapere chi sta facendo qualcosa, far avere l’applicazione a tutti coloro che hanno bisogno di Tecnologia Assistiva e far conoscere ai fornitori di servizi le esigenze specifiche da prevedere». Sostituendo i moduli cartacei con applicazioni mobili, gli operatori potranno utilizzare CommCare come uno strumento di supporto per controllare i pazienti mediante moduli di registrazione, liste di controllo, promemoria tramite SMS e molto altro.

Ecco perché l’app è rivoluzionaria: rende possibile avere accesso ad un sistema di informazioni strutturato. Dopo il successo del progetto pilota lanciato in Botswana nell’Aprile 2016, la ‘mappatura’ tramite app è stata successivamente estesa ad altri paesi come, ad esempio, lo Zimbabwe.

 

Il progetto originario prevede diversi fasi: nel primo anno si lavora sulla progettazione e la sperimentazione del sistema tecnologico con un piccolo gruppo di partecipanti per garantire che sia utile e comprensibile a tutti. Nel secondo e terzo anno, ciò che si é appreso sarà utilizzato per espandere l’uso del sistema nei paesi africani coinvolti: Botswana, Angola, Zambia, Mozambico, Malawi, Zimbabwe, Lesotho, Swaziland, Namibia e, appunto, Sudafrica.

 

Le informazioni che saranno raccolte verranno poi diversificate per soddisfare le esigenze di ogni comunità. Grazie a questa personalizzazione, gli organi competenti potranno accedere ai dati disponibili negli ospedali pubblici e le persone potranno sapere dove trovare i presidi assistenziali ed i relativi costi.

Il progetto contribuirà, altresì, al conseguimento di una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) cui gli Stati membri dell’ONU dovranno aspirare nei prossimi 15 anni, tra cui la promozione della crescita economica inclusiva, nonché, il raggiungimento di un’occupazione piena e che consenta l’accesso indiscriminato al mercato del lavoro.

Migliorare il sistema previsionale di AT è qualcosa che richiederà uno sforzo su molti fronti. Sebbene le informazioni da sole non aumentino l’accesso all’assistenza, la loro mancanza è senz’altro un ostacolo importante: senza queste, è impossibile sviluppare delle strategie adeguate. E tutto ciò ha un enorme impatto sulle persone con disabilità che ora non sono a conoscenza di cosa necessitano o di dove trovarlo. Grazie a CommCare avranno maggiori probabilità di accedere all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’occupazione, all’informazione, alla comunicazione e alle semplici cose quotidiane.

CommCare è attualmente compatibile solo con Android, ma, tranquilli, nessun problema: ognuno potrà accedere alle informazioni caricate sull’apposito sito web.

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