Kalatà dimostra che si può fare cultura con la tecnologia - Impact
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Ultimo aggiornamento il 19 aprile 2019 alle 12:18

Kalatà dimostra che si può fare cultura con la tecnologia

La startup, nata a Cuneo, si è espansa in altre città e mira a ingrandirsi ulteriormente puntando alla scalabilità nazionale del modello per la valorizzazione e per la fruizione del patrimonio culturale italiano

Gli eventi culturali sono sempre più attrattivi al giorno d’oggi e per capire bene dove poter andare e cosa si può fare ci vuole una guida. Kalatà serve anche a questo. Questa startup cuneese è tra le selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA#5 per partecipare al programma di accelerazione di SocialFare. Gestisce progetti da loro direttamente ideati e finanziati e iniziative per conto di enti pubblici e istituzioni private che vedono coinvolti musei, monumenti, festival, concerti, rassegne di teatro, biblioteche e mostre.

Cos’è nello specifico

Gli investimenti realizzati trovano sostenibilità in un contesto in cui risultato economico, impatto sociale e sviluppo locale sono le componenti essenziali di un quadro unitario, ugualmente rilevanti e interconnesse. Per capire bene di cosa si occupi Kalatà ecco un esempio: “Magnificat è il progetto pilota del nostro modello di valorizzazione”, ci ha raccontato Nicola Facciotto, founder e Ceo.

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“Attivato nel 2015, ha visto un investimento iniziale di Kalatà per realizzare gli interventi strutturali di messa in sicurezza degli antichi camminamenti utilizzati dalle maestranze che costruirono il Santuario di Vicoforte (CN). Grazie a questo intervento, abbiamo attivato una proposta di visita inedita che consente al pubblico, attraverso una visita guidata di circa 2 ore, di entrare a contatto diretto con l’opera d’arte e di raggiungere la sommità della cupola a 60 metri di altezza. Il progetto ha coinvolto fino ad oggi più di 60.000 visitatori”.

L’espansione di Kalatà

Nata come impresa individuale, nel 2014 è diventata cooperativa acquisendo la specifica di impresa sociale distinguendoci come una delle prime realtà italiane operante nel settore culturale ad avere questo assetto. “In questi mesi stiamo nuovamente cambiando pelle per poter crescere ulteriormente in termini di progetti gestiti e capacità di investimento convinti di voler sperimentare un approccio capital intensive applicato al settore della valorizzazione del patrimonio culturale”, ha spiegato Nicola. Con sede in Piemonte, per la precisione a Cuneo, Kalatà ha portato i suoi interventi anche a Milano, Genova, Siracusa, Ancona, Urbino. Il team è composto da 6 persone con esperienze professionali diverse, competenze trasversali e formazione specifica per dare vita a progetti di qualità e coerenti con il contesto di riferimento.

Obiettivi ambiziosi

Ma Kalatà non si ferma qui e gli obiettivi per il futuro sono ambiziosi come racconta il Ceo: “Stiamo cambiando radicalmente il nostro assetto societario, la nostra governance e il nostro schema operativo. Nei prossimi anni, grazie a questa trasformazione, immaginiamo la scalabilità nazionale del nostro modello per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale italiano. L‘innovazione è uno dei valori fondamentali di Kalatà. Siamo reattivi ai cambiamenti e, per questo, mettiamo in discussione i paradigmi, abbiamo il coraggio di cambiare rotta se necessario e quando si profilano nuovi modelli siamo curiosi di sperimentarli”.

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