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Ago 23, 2018

SmartRoadSense, l’app che rileva l’usura delle strade attende solo che gli Enti inizino a usarla

Messa a punto dall'Università di Urbino, permette di monitorare la qualità delle condizioni stradali sfruttando solo lo smartphone degli automobilisti

“La condizione di salute di strade e autostrade è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ne conosce realmente lo stato”, racconta a StartupItalia! Alessandro Bogliolo, professore ordinario all’Università di Urbino nonché a capo del team (tutto interno all’ateneo) che ha messo a punto SmartRoadSense, l’app che monitora le condizioni della rete stradale. “Talvolta – continua il professore – gli automobilisti conoscono meglio la situazione degli stessi enti preposti a controllarle”. E la sua non vuole essere certo una critica o una provocazione ma la costatazione di un dato di fatto. Le strade nel Paese sono molte, ramificate, ricondotte a diversi gestori, pubblici e privati, che non sempre (soprattutto quando a doversene occupare sono i piccoli Comuni) hanno i mezzi e le risorse per effettuare la corretta manutenzione. E allora ecco che l’Università di Urbino porge gentilmente la mano, anzi, l’app.

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Mappare la salute delle strade con i dati di chi viaggia

Il disastro di Genova ha messo in primo piano il problema della sicurezza stradale. Sebbene sia ancora troppo presto per avere una risposta definitiva su quanto accaduto, è fin troppo chiaro quali, estreme, conseguenze possano avere una cattiva manutenzione o un difetto di progettazione. Può dare appunto una piccola mano in tal senso, l’app SmartRoadSense: “L’idea – illustra Bogliolo – nasce proprio dal presupposto che chi è quotidianamente in strada di fatto testi meglio dei tecnici la qualità delle arterie che utilizza per i suoi spostamenti. E allora ci siamo detti: perché non dotare la categoria degli automobilisti di uno strumento utile a monitorare la condizione delle strade? Si può ovviamente farlo sfruttando la tecnologia che ognuno ha già a disposizione: lo smartphone e senza spendere un solo euro, perché la nostra applicazione è gratuita“.

 

Come funziona SmartRoadSense

“Gli accelerometri triassali – illustra il professore – sono capaci di registrare tutti gli sballottamenti a cui è sottoposto lo smartphone. Naturalmente, quando si è in automobile sono numerose le interferenze che disturbano la raccolta dei dati: le normali vibrazioni del motore, le accelerazioni e le frenate, magari improvvise. Il nostro lavoro è stato dunque quello di mettere a punto algoritmi predittivi capaci di eliminare tutto il ‘rumore di fondo’ e di leggere unicamente gli sballottamenti anomali”.

La predizione dell’algoritmo parte dall’ultimo sballottamento registrato e realizza un modello cui dovrebbero attenersi quelli immediatamente successivi: se qualcosa esce dalla predizione è probabile che sia causato da un manto stradale irregolare o addirittura da una vera e propria buca nell’asfalto.

Perché è un progetto di cittadinanza attiva e partecipata

E se un automobilista distratto facesse cadere il proprio smartphone perché magari messaggia mentre guida (commettendo peraltro una infrazione del Codice della Strada)? La domanda, volutamente provocatoria, non coglie impreparato il professore: “SmartRoadSense funziona con i grandi numeri: l’app registra lo scossone e noi non abbiamo alcun interesse a intervenire su quel dato, censurandolo. Chi passerà successivamente nel tratto in cui si è verificato il ‘picco’ confermerà o meno la presenza di una criticità, permettendoci di capire se si tratti di un caso isolato o di un punto su cui sarebbe bene intervenire”.

“C’è solo la strada su cui puoi contare”

Insomma, solo operando una media è possibile mappare correttamente strada dopo strada, via dopo via, l’intera Penisola (isole incluse). E solo contando sul maggior numero di automobilisti possibile i dati di SmartRoadSense si faranno sempre più attendibili e puntuali.

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Ecco perché SmartRoadSense è anche un progetto di cittadinanza attiva e partecipata ed è lo stesso Bogliolo a ricordarci che: “Le strade, indipendentemente dalle recenti polemiche politiche, sono un bene comune e dovrebbe essere interesse di tutti noi, non solo in quanto utenti ma in quanto cittadini, partecipare al loro monitoraggio per fare in modo che siano sempre in buono stato di salute”. Come del resto cantava Gaber, C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza. Dovremmo tenere a mente che bene comune non significhi bene di nessuno.

Dati a disposizione di tutti

Ma dove finiscono i dati raccolti da SmartRoadSense? “I nostri archivi – spiega il professore a capo del progetto – sono pubblici, anzi, invitiamo chiunque a consultarli anche perché i tecnici avranno certamente competenze in materia migliori delle nostre e possono utilizzarli al meglio. Siamo anche ben felici di collaborare con chiunque volesse ulteriori dettagli per analisi più approfondite. Tutti i dati di SmartRoadSense sono ospitati in cloud da Regione Marche e lo storico che vanno a comporre permette anche di analizzare la progressiva usura nel tempo delle strade più a rischio”. Ovviamente la raccolta dei dati è del tutto anonima: non traccia in alcun modo gli spostamenti di chi la usa.

Può servire a evitare altri disastri come quello di Genova?

E veniamo ora al passo più delicato dell’intervista. Dato il recente crollo del ponte Morandi di Genova, nel quale hanno perso la vita 43 persone, non potevamo esimerci dal chiedere al professore se uno strumento semplice e gratuito come SmartRoadSense, tuttavia capace di fornire dati aggiornati ogni 6 ore e geograficamente precisi, potesse contribuire a rilevare le condizioni critiche del viadotto. In merito, ovviamente, Bogliolo vuole procedere con i piedi di piombo: “La nostra applicazione non è stata pensata per monitorare lo stato di salute di strutture altamente complesse come ponti e viadotti. SmartRoadSense è in grado di leggere solo la qualità dello strato più superficiale dell’asfalto”.

“Tuttavia – continua il responsabile del progetto – è anche vero che l’asfalto è la parte maggiormente soggetta a manutenzione perché più esposta all’usura: le vibrazioni di un giunto di dilatazione [quei segmenti che uniscono i vari blocchi stradali nei viadotti, facendo il caratteristico “tu-dun” quando ci si passa sopra ndR] non vengono avvertite solo dall’automobilista bensì si ripercuotono sull’intera struttura. Noi, con la nostra tecnologia, possiamo dire all’ente quando su un determinato tratto risultano esserci anomalie date dall’usura o dall’uso di un cattivo asfalto, inadatto per quel punto. E ovviamente il nostro intento è fornire dati che suggeriscano quando occorre intervenire prima che l’usura intacchi anche la parte sottostante all’asfalto. Ma SmartRoadSense non è pensato per monitorare altro”.

Insomma, la app dell’Università di Urbino non avrebbe potuto individuare le criticità che hanno portato al disastro di Genova, ma può sempre fornire uno strumento in più nelle mani dei tecnici. Siccome proprio in questi giorni molti sindaci stanno chiudendo ponti e viadotti ritenuti in condizioni critiche perché visibilmente malandati, questa applicazione potrebbe contribuire a dare risposte ancora più precise, se venisse usata in maniera capillarmente.

Contribuisci al progetto? Potresti ricevere uno sconto sul pedaggio autostradale

Sviluppato all’interno dell’Università di Urbino da un team giovanissimo (il professor Bogliolo alza l’età media, che resta comunque molto bassa, sui 35 anni), l’applicazione gode già di alcuni partner importanti, tra cui ACIRegione Marche, Regione Abruzzo e BlaBlaCar, che le hanno consentito una prima mappatura di circa 50mila chilometri di rete stradale. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga, non solo figurativamente e, infatti, la speranza della squadra è che sempre più enti, pubblici e privati, si interessino a SmartRoadSense incentivandone l’utilizzo.

E mentre si aspetta l’arrivo della pubblica amministrazione e degli imprenditori, i ragazzi dell’ateneo non stanno certo con le mani in mano. Al momento, in cantiere, ci sono una Summer School + Data Hackaton (Crowdsourcing for the Common Good) che si terrà a Urbino dal 25 al 28 settembre, lo sviluppo di un videogioco da abbinarci proprio per invogliare all’uso i singoli utenti e, soprattutto, un sistema di voucher che permetterà una volta a regime di ricevere sconti di varia natura su prodotti e servizi offerti da terze parti che aderiranno. “La speranza – ci rivela il professore – è arrivare a un accordo con chi gestisce i vari tratti della rete autostradale per avere sconti sui pedaggi in base ai chilometri che l’automobilista ha contribuito a monitorare”, mentre con Urbino Servizi si sta sperimentando la possibilità di godere di parcheggi gratuiti proprio usando l’app. Nel frattempo, dato che la strada è di tutti e l’applicazione è gratuita, perché non correre a scaricarla sul vostro smartphone?

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