Moveo Walks, l'esoscheletro che aiuta gli anziani a camminare meglio
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Ultimo aggiornamento il 18 settembre 2018 alle 5:25

Moveo Walks, l’esoscheletro che aiuta gli anziani a camminare meglio

È ancora un prototipo, ma a breve partirà la sperimentazione a Padova

L’ingegneria al servizio dell’uomo per migliorarne la vita. È con questo obiettivo che è nata Moveo Walks (qui il sito), una startup creata lo scorso anno per dare una mano alle persone più avanti con l’età. “Abbiamo fondato Moveo Walks con il fine di realizzare e mettere sul mercato un dispositivo che possa aiutare gli anziani a camminare, riducendo l’energia spesa durante il cammino”, ci ha spiegato il fondatore Fausto Panizzolo.

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“Crediamo sia molto importante poter migliorare il loro livello di indipendenza e mobilità. Abbiamo in programma anche di realizzare un altro dispositivo esoscheletrico, sempre nell’ottica di progetti in cui l’ingegneria sia al servizio dell’uomo“.

Com’è nata l’idea di Moveo Walks

“L’idea è nata da me”, ci confessa Fausto. “In seguito a tre anni di ricerca presso la School of Engineering and Applied Sciences ad Harvard in cui ho lavorato ad un esoscheletro per l’arto inferiore. Nello specifico l’idea è stata poi partorita durante le mie passeggiate lungo il Charles River, uno dei luoghi più rilassanti di Boston, con vista sul celebre MIT”. Al momento a lavorare alla startup sono in sei: quattro a Padova dove ci si occupa di ricerca e sviluppo, e due a Boston dove ha sede la parte di business coordinata dal socio di Fausto, Livio Valenti.

Cifre accessibili a tutti

“L’idea è quella di arrivare all’utilizzatore finale per una cifra sicuramente inferiore ai 1000 euro. Al momento abbiamo un prototipo, quindi, per una stima esatta dei costi si tratterà di capire quanto riusciremo ad abbassarli una volta che passeremo alla realizzazione di un elevato numero di pezzi nella catena produttiva”. L’esoscheletro, quindi, non è ancora sul mercato e si stanno ottimizzando i vari componenti. Ma una risposta positiva è già arrivata da chi ha provato il prototipo durante i test, sia a livello soggettivo che nei parametri fisiologici.

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“A breve partiremo con una sperimentazione di tipo clinico nel Centro Medico di Fisioterapia di Padova. Siamo alla ricerca di finanziamenti per poter produrre il nostro dispositivo su più larga scala il prima possibile”, ha concluso Fausto.

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