Treni a idrogeno: i primi al mondo corrono in Germania. Toscana e Trentino Alto Adige già ci pensano
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Ultimo aggiornamento il 18 settembre 2018 alle 13:02

Treni a idrogeno: i primi al mondo corrono in Germania. Toscana e Trentino già ci pensano

Fabbricati dalla francese Alstom, i Coradia iLint raggiungono i 140 km/h e hanno un'autonomia di 1000 km. L'investimento da 81 milioni sostituirà la flotta diesel su una tratta della Bassa Sassonia

In Germania sono stati battezzati i primi due treni a idrogeno, esemplari con un’autonomia di 1000 km in servizio nella Bassa Sassonia sulla linea che collega le città di Cuxhaven, Bremerhaven, Bremervörde e Buxtehude. I Coradia iLint, così si chiamano i nuovi gioielli su rotaia, sono stati realizzati dalla francese Alstom con l’obiettivo di sostituire l’intera flotta ferroviaria diesel operante lungo un tratto regionale lungo un centinaio di chilometri. Questi sono i primi treni a idrogeno al mondo.

I treni a idrogeno montano a bordo una cella combustibile in grado di convertire questo elemento e l’ossigeno in elettricità, senza le emissioni della propulsione. L’investimento complessivo, che ha già permesso di mettere in pista due esemplari, è stato di 81 milioni di euro. Fondi necessari all’azienda Alstom non soltanto per installare una stazione di rifornimento nei prossimi anni, ma anche per consegnare altri 14 treni a idrogeno entro il 2021.

Inaugurati il 17 settembre, i Coradia iLint franco-tedeschi sono in grado di raggiungere i 140 km/h e rappresentano una nuova opportunità green per il mondo dei trasporti. “Si tratta di una rivoluzione per Alstom e per il futuro della mobilità– ha dichiarato il presidente e ad dell’azienda produttrice Henri Poupart-Lafarge– È un’innovazione frutto di un lavoro di squadra franco-tedesco e un felice esempio di collaborazione transnazionale”.

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Dopo i convogli alimentati grazie all’energia solare in India e Australia e all’eolico in Olanda, il capitolo tedesco dei treni a idrogeno offre spunti interessanti anche per i trasporti italiani. Hanno già mostrato interesse le regioni Trentino e Toscana. Al netto degli importanti investimenti iniziali, dopo 10 anni dall’acquisto dei treni a idrogeno, il pareggio (ma anche l’attivo) sono garantiti per i successivi 20.

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