FS, piano da 6 miliardi per potenziare i treni dei pendolari - Impact
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Ultimo aggiornamento il 27 settembre 2018 alle 12:47

FS, piano da 6 miliardi per potenziare i treni dei pendolari

L'ad Gianfranco Battisti: "Cambieremo circa l'80% del parco rotabile. Il piano è concentrato molto anche sul trasporto pubblico locale. La nostra ambizione è capovolgere il rapporto trasporto su gomme e su rotaia"

FS, Ferrovie dello Stato Italiane, ha presentato oggi in commissione trasporti alla Camera il proprio piano industriale. “Ci apprestiamo a elaborare nuovo piano industriale distribuito su 5 anni, investendo soprattutto sui pendolari. Oggi abbiamo un deficit qualitativo su questo settore, intendiamo perciò stanziare circa 6 miliardi di investimenti sul parco rotabile: cambieremo circa l’80 per cento del parco rotabile. Il piano è concentrato molto anche sul trasporto pubblico locale. E vorremmo far crescere il trasporto su ferrovia: la nostra ambizione è capovolgere il rapporto trasporto su gomme e su rotaia. Vogliamo poi investire sulla sicurezza”, ha detto l’amministratore delegato del Gruppo, Gianfranco Battisti.

Trasferire il trasporto dalla gomma alla rotaia

Il piano di FS si muove lungo il binario che promette di cambiare il paradigma tutto italiano secondo il quale le merci viaggiano soprattutto su gomma e poco su ferro. Tema sollevato anche recentemente, in occasione degli incidenti infrastrutturali di Bologna e di Genova. A tal proposito  proprio per ciò che riguarda il ponte Morandi Battisti ha affermato: “abbiamo la società Italferr specializzata in progettazione – e non realizzazione fisica – di ponti”, per questo “abbiamo dato la nostra disponibilità a entrare nella partita della progettazione e c’è una volontà di massima di coinvolgerci”.

Tornando al piano industriale di FS, ricordiamo che in Italia la gomma, dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio congiunturale sui trasporti, è responsabile di oltre il 60% del valore del trasporto totale, l’aereo di circa il 3%, il mare del 31% e la ferrovia di circa il 6 per cento. Ciò comporta anche notevoli problemi di inquinamento urbano.

Potenziare il Tpl anche con bus elettrici e a idrogeno

L’arretratezza naturalmente non riguarda solo le merci, ma anche le persone. Molti italiani continuano a preferire l’auto per le condizioni in cui versa il trasporto pubblico locale: i carri bestiame dei pendolari, sporchi, maleodoranti, perennemente in ritardo (quando non vengono soppressi), sovraffollati non attirano proprio nessuno, anche quando l’alternativa è svegliarsi all’alba per restare nel traffico della tangenziale nelle successive due ore.

Per questo risulta importante quanto dichiarato oggi in commissione Trasporti da Gianfranco Battisti, che promette “un investimento di 6 miliardi” spalmati sui “prossimi 5 anni”, indirizzato al rinnovo ” dell’80 per cento del parco rotabile” Il piano è concentrato molto anche sul trasporto pubblico locale.  “Abbiamo un grande problema della concentrazione di traffico sui grandi nodi – ha ammesso Battisti – perciò vogliamo sviluppare un sistema di servizi bus, anche elettrici, in alternativa al treno, e perché no anche a idrogeno”.

La spinta sostenibile di FS si sentirà già nel corso del 2019 (e non fa parte del piano industriale quinquennale appena annunciato): dal prossimo anno i nuovi treni Rock e Pop si aggiungeranno ai Vivalto, Jazz e Swing che, insieme ai Minuetto, accompagnano ogni giorno milioni di italiani a scuola, a lavoro e nei loro viaggi per svago. Le nuove flotte dei treni regionali ­­− Rock prodotto da Hitachi Rail Italy e Pop prodotto da Alstom − compongono la maxi fornitura da circa 500 nuovi convogli. Una commessa da oltre 4,3 miliardi di euro che, per valore economico e numero di treni, non ha precedenti in Italia. Entro il 2021, sostituiranno il 70% della flotta regionale. La rivoluzione del trasporto ferroviario regionale è confermata anche dalla gara assegnata per 135 nuovi treni a trazione diesel-elettrica.

FS: possibili sinergie con Alitalia

Particolarmente importante, poi la possibilità di avviare nuove partnership con Alitalia. “Credo ci possano essere molte sinergie, dalla sovrapposizione di rotte a breve o lungo raggio, all’integrazione sui sistemi di royalty e tante altre. Il principio è che questo paese debba mettere a sistema le sue porte d’accesso: porti, aeroporti e stazioni”, ha detto l’ad di Fs, Gianfranco Battisti. Quanto all’eventuale ingresso di Fs in Alitalia per procedere con la nazionalizzazione voluta dal Governo giallo-verde: “Guardiamo a tutte le opportunità che il mercato ci offre quando ci sarà offerto un piano lo valuteremo ma a oggi non c’è stato proposto niente”.

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