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Set 27, 2018

Lavorare da casa, mai più lontano dai figli: è Connected Women

Accade nelle Filippine, dove la rivoluzionaria piattaforma online nasce con lo scopo di evitare che altre mamme abbandonino la famiglia in cerca di fortuna all'estero

Nelle Filippine, sono molte le mamme costrette a lasciare i propri figli per cercare lavoro all’estero. Per colmare questo gap, nasce Connected Women, una piattaforma online che abbina donne, in particolare mamme, con imprenditrici alla ricerca di assistenti o altre figure professionali.

L’idea è di Gina Romero, filippina di nascita, cresciuta nel Regno Unito ed espatriata, poi, a Singapore. Lei stessa, con una mamma assente che, per anni, ha lavorato all’estero come collaboratrice domestica. Il riavvicinamento l’ha resa, però, decisamente più fortunata rispetto ai moltissimi bambini che rimangono nella terra natia senza la presenza delle proprie madri. «Volevo tornare nelle Filippine per aiutare le donne a utilizzare la tecnologia in modo che possano lavorare online e non debbano andare all’estero». Ha studiato, così, una soluzione per prevenire il costo sociale di una crescita lontana dai genitori.

Come nasce Connected Woman

Una startup in grado di connettere professioniste indaffarate da ogni angolo del pianeta ed assistenti virtuali filippine. Una vera e propria comunità di donne imprenditrici e liberi professionisti in cui poter condividere le proprie storie, collaborare a progetti e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Ma Connected Women è anche altro: è un’impresa sociale che conduce una formazione sulle competenze digitali per dare vita concreta alle idee imprenditoriali tutte al femminile.

Lavoro via computer o smartphone

Questa idea sta spingendo progressivamente le mamme a pensare di poter rimanere a casa al fianco dei propri bambini senza dover correre a migliaia di chilometri di distanza sperando in un’occupazione. Ma il lavoro a distanza, tra i tanti pregi, è anche una sfida. «E’ importante trattare questa opportunità come qualsiasi altra carriera. Può essere facile scambiare un lavoro online per un lavoro occasionale che puoi fare tra le altre cose, e mentre questo potrebbe essere il caso per alcuni progetti, la maggior parte delle volte è impegnativo come qualsiasi altro ruolo che potresti assumere».

Chi cerca lavoro -non solo donne filippine, ovviamente- deve semplicemente registrarsi sul sito web, partecipare a un colloquio e aspettare di venire abbinato a un lavoro disponibile. Le imprenditrici che cercano lavoratori qualificati devono fare un semplice clic sulla scheda assegnata agli imprenditori e registrarsi. Assumere un’assistente virtuale a tempo pieno, ad esempio, può costare circa 600 a 900 dollari al mese, come si legge sul sito.

Tante le iniziative

Nel mese di Aprile 2018, il gruppo ha lanciato Meetup Connected Women, un enorme evento diviso in diverse sessioni che ha coinvolto quattro paesi, -tra cui Regno Unito, Malesia e Singapore– e 14 città, con in tutto più di 500 partecipanti. Tra i traguardi raggiunti, anche la firma dell’accordo con il Dipartimento di comunicazione e tecnologia (DICT) al fine di fornire un programma specializzato per aiutare le donne a sviluppare competenze digitali.

 

E a proposito di “scuola sul digitale“, da poco è partita una partnership con Facebook; l’iniziativa è #SheMeansBusiness. «Collaborare con partner come Facebook e DICT significa che possiamo raggiungere le donne in tutte le parti delle Filippine, da Nord a Sud», ha dichiarato Ruth Yu-Owen, co-fondatrice di Connected Women. #SheMeansBusiness ha già registrato un enorme successo: ha formato già più di 400 donne con sei workshop nelle città di Manila, Cebu, Davao, Iloilo e Legazpi, con almeno altri sette eventi programmati fino al termine del 2018.

Lo scorso 24 Agosto, un’altra conquista per la startup: è stata scelta come una delle 12 finaliste al MIT Inclusive Innovation Challenge in Thailandia: oltre 165 candidati in 25 stati asiatici. Il gruppo è arrivato, inoltre, tra i primi tre finalisti nella categoria Competenze Sviluppo e Opportunità, dove ha ottenuto un premio-sovvenzione di ben 5.000 dollari.

«Ci vuole un po’ di tempo per capire cosa realmente farà la differenza per queste donne e cosa le aiuterà in modo tangibile», ha detto la Romero. «Ora che abbiamo la soluzione, passeremo alla prossima serie di sfide. Costruire una startup tecnologica non è facile ma ci piace ogni minuto di più».

Quali sfide?

«Vogliamo mostrare il talento delle donne filippine e aiutare quante più persone possibile a trovare carriere online significative, in modo che possano guadagnare un salario decente dal comfort della propria casa». Gli obiettivi dell’organizzazione per i prossimi cinque anni, insomma, sono piuttosto elevati: vogliono diventare la piattaforma di riferimento per qualsiasi donna imprenditrice o professionista che cerchi di assumere un’assistente virtuale altamente qualificata.

E a noi, sembra che i presupposti per la riuscita siano più che buoni.

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