immagine-preview

Set 28, 2018

Lotta alla camorra: 10 donne fondano una startup equo-solidale nell’ex masseria mafiosa

Consorzio Terzo Settore ha avviato il progetto "Uscire dal silenzio" nel più grande bene sequestrato alla mafia nel Napoletano. A finanziare l'iniziativa Costa Crociere Foundation

Storie di donne, di antimafia, di sostenibilità e di startup sociale. Tutte racchiuse ad Afragola, nella “Masseria Antonio Esposito Ferraioli”, il più grande bene confiscato alla camorra nella Città Metropolitana di Napoli, intitolato a Tonino, il 27enne cuoco e sindacalista vittima della camorra nel 1978. Mille metri quadri di immobile e 12 ettari di terreno agricolo dati in gestione a cinque soggetti tra cui Consorzio Terzo Settore come capofila. Una Onlus che, presentando il progetto “Uscire dal silenzio”, ha ottenuto un finanziamento da 60 mila euro da Costa Crociere Foundation. L’obiettivo è tanto ambizioso quanto necessario in una delle zone col più basso tasso di occupazione femminile in Italia: formare dieci donne perché fondino «una startup che diventi il braccio commerciale e distributivo dei prodotti agricoli coltivati nella Masseria».

Dieci startupper per un consumo critico

StartupItalia! ha intervistato Giovanni Russo, il direttore della “Masseria Antonio Esposito Ferraioli” di Afragola, sottratta alla criminalità organizzata 25 anni fa e presa in gestione nel marzo 2017 anche da Consorzio Terzo Settore, onlus dove lo stesso Russo opera come coordinatore del centro antiviolenza sulle donne. «Penso sia una delle grandi emergenze nazionali. E anche per questo, per spezzare un circuito, abbiamo lanciato a inizio anno il bando “Uscire dal Silenzio”: il nostro obiettivo era valorizzare 20 donne, con un passato difficile e un futuro incerto, e formarle  su come si progetta un’impresa sociale». Dopo una prova scritta e un colloquio, dieci di loro saranno le protagoniste della seconda fase che culminerà con la fondazione della startup. «Il nome lo sceglieranno loro. Intanto continuiamo con le lezioni due volte la settimana per otto ore complessive – spiega Russo – e dal 2019 il loro sforzo diventerà un lavoro».

Leggi anche: Proteggere l’ambiente creerà 24 milioni di nuovi posti di lavoro

L’impresa sociale di Afragola muoverà i primi passi realizzando un GAS, Gruppo di Acquisto Solidale, per vendere i prodotti coltivati nelle terre confiscate. «Come il pomodoro San Marzano DOP o il fagiolo dente di morto», cibi equo-solidali che il direttore Giovanni Russo vorrebbe proporre a cittadini e ristoranti. «In una fase successiva, la startup potrebbe rivolgersi anche al turismo responsabile, attraendo tutte quelle persone attente a un consumo critico». Tra le dieci donne attive nel progetto c’è anche una rifugiata politica del Burkina Faso.

Leggi anche: Al via una campagna di crowdfunding in memoria di Rita Borsellino

Come ricordato sul sito di Costa Crociere Foundation, l’iniziativa sociale “Uscire dal buio” ha convinto proprio perché “intende riconsegnare il destino delle donne vulnerabili nelle loro mani, combattere la discriminazione di genere e promuovere una cultura di rispetto dei diritti delle donne inserendole in una rete di economie sociali sostenibili”. Oltre al Consorzio Terzo Settore, gli altri quattro soggetti che rendono possibili le tante attività alla “Masseria Antonio Esposito Ferraioli” sono la CGIL di Napoli, le cooperative “L’uomo e il legno” e Giancarlo Siani e l’associazione “Sott’e’ncoppa”.

Non capita spesso di fare qualcosa di bello nella propria città. Soprattutto in un bene confiscato alla camorra

La testimonianza

Il sostegno alla causa sociale è arrivato anche dal Comune di Afragola che destinerà 1,5 milioni di euro – ottenuti grazie al fondo legalità del Ministero dell’Interno – per il corpo di fabbrica centrale, dove sono previste una zona dedicata all’accoglienza delle donne e uno shop per la vendita dei tanti prodotti della terra. «Non capita spesso di fare qualcosa di bello nella tua terra, soprattutto in un bene confiscato», confida a StartupItalia! una delle dieci startupper, che preferisce restare anonima, giovane originaria di Afragola e vittima di stalking. «Sappiamo che non sarà facile, ma questa è la nostra rivincita. Il gruppo è molto affiatato e se dovessi scegliere che ruolo ritagliarmi in questa startup direi un ruolo operativo. Come dire, da “mani in pasta”».

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter