immagine-preview

Set 30, 2018

Stop ai diesel Euro 3 dal primo ottobre, chi può circolare e chi no

Entrano in vigore le norme anti inquinamento delle Regioni del Bacino Padano. Ecco quali auto dovranno restare in garage

Tra poche ore scatterà il divieto previsto dal Nuovo accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano. Lo stop alla circolazione andrà dal 1 ottobre al 31 marzo e riguarderà determinate categorie di vetture diesel. Nonostante il documento comune sottoscritto dalle quattro Regioni padane, le singole amministrazioni si sono mosse a macchia di leopardo, interpretando in modo più o meno restrittivo i divieti. Ecco dunque una rapida guida per evitare di incappare in spiacevoli contravvenzioni.

Quali sono i veicoli interessati?

Andiamo con ordine. La limitazione della circolazione andrà dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture ed i veicoli commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale a “Euro 3”. Anche se per ora non ci riguarda, sappiate che, salvo posticipazioni o variazioni sul piano regionale (come quello che riguarda l’Emilia Romagna di cui si dà conto nel paragrafo successivo), la medesima limitazione sarà estesa alla categoria “Euro 4” a partire dal 1 ottobre 2020 e alla categoria “Euro 5” entro il 1 ottobre 2025.

Le limitazioni previste in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna anticipa lo stop agli Euro 4

Attenzione all’Emilia Romagna: una gira fuori porta in auto a Rimini o Riccione nel periodo invernale potrebbe costarvi caro se non sapete che la Regione ha deciso di anticipare il bando alle vetture Euro 4. Come infatti si legge nel sito dell’Arpa emiliana: “dal 1 ottobre 2018 le limitazioni riguarderanno anche i veicoli diesel Euro 4. Anche i veicoli dotati di FAP (filtro anti-particolato) sono compresi nei divieti, quello che fa fede è la categoria euro indicata nel libretto.

Leggi anche: Dual Fuel, c’è ancora speranza per il diesel?

Questo perché, motivano dalla Regione, le limitazioni sono finalizzate non solo al contenimento delle emissioni di polveri primarie ma anche di quelle secondarie e le auto dotate di filtri anti-particolato, anche se trattengono una quota di polveri, emettono comunque ossidi di azoto, che sono precursori delle polveri sottili”. Il rischio è di incappare in sanzioni che vanno da 164 a 663 euro; nel caso di reiterazione della violazione entro i 2 anni è prevista anche la sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni.

Quali sono le Regioni e le città interessate?

La limitazione si applica alle Regioni che hanno sottoscritto l’accordo: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Prioritariamente – dice la norma – nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto NO2. In calce a questa pagina è possibile rinvenire l’elenco dei comuni piemontesi interessati.

Le limitazioni in Lombardia

In Lombardia i comuni di Fascia 1 sono questi, quelli di Fascia 2 questi altri. In Veneto sono desumibili da questo documento e sono: “Agglomerato Venezia”, “Agglomerato Treviso”, “Agglomerato Padova”, “Agglomerato Vicenza”, “Agglomerato Verona”, “Pianura e Capoluogo Bassa Pianura” e “Bassa Pianura e Colli”. In Emilia Romagna l’elenco completo è qui: Piacenza (Pc); Parma (Pr); Reggio nell’Emilia (Re); Modena (Mo), Carpi (Mo), Castelfranco Emilia (Mo), Formigine (Mo), Sassuolo (Mo); Bologna (Bo), Casalecchio di Reno (Bo), Imola (Bo), San Lazzaro di Savena (Bo); Ferrara (Fe), Cento (Fe); Ravenna (Ra), Faenza (Ra), Lugo (Ra); Forlì (Fc), Cesena (Fc); Rimini (Rn), Riccione (Rn), Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano, Pianoro, Sasso Marconi e Zola Predosa.

Le deroghe

Le deroghe – si legge nel documento – sono relative ai veicoli utilizzati per finalità di tipo pubblico o sociale (forze dell’ordine, soccorso sanitario, pronto intervento), per il trasporto di portatori di handicap o di persone sottoposte a terapie indispensabili ed indifferibili, i veicoli speciali definiti dall’art. 54 lett. f), g) e n) del Codice della Strada (ovvero: autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo; autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio; mezzi d’opera: veicoli o complessi di veicoli dotati di particolare attrezzatura per il carico e il trasporto di materiali di impiego o di risulta dell’attività edilizia, stradale, di escavazione mineraria) e sono fatte salve le disposizioni comunali vigenti relative alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e alle modalità di carico-scarico delle merci. Anche le deroghe saranno differenziate in quanto soggette a interventi regionali (per esempio in Lombardia potranno circolare veicoli di interesse storico o collezionistico e quelli agricoli), perciò il consiglio è di consultare i documenti allegati o presenti nei siti delle Istituzioni prima di mettersi in viaggio.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter