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Ott 5, 2018

Farmindustria: le imprese farmaceutiche italiane sono sempre più Green

Scaccabarozzi (Farmindustria): "Le startup del Conto Terzi ci consentono di fare innovazione e di essere leader in Europa". Realacci (F. Symbola): "La sinergia tra le big e le PMI ci permette di essere competitivi anche sul fronte ambientale"

“Conto terzi, ma siamo i primi”. Con questa battuta Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, ha salutato il sorpasso delle imprese italiane del CDMO italiano sulla Germania. Sorpasso che ha permesso al contoterzismo tricolore (vale a dire quel vivaio di startup innovative e PMI che realizzano per conto delle grandi industrie alcuni se non tutti passaggi della produzione di un farmaco) di diventare primo in Europa.

Farmindustria: “L’attenzione per l’ambiente ci rende competitivi”

I dati raccolti da Prometeia, del resto, sono inequivocabili e dimostrano soprattutto un dettaglio non di poco conto: la marcia in più è stata data dall’attenzione dell’intero comparto per le tematiche della sostenibilità ambientale. Farmindustria, Fondazione Symbola (tramite Ermete Realacci) e il Gruppo Produttori Conto Terzi Farmindustria, per mezzo del suo numero 1, Giorgio Bruno, hanno deciso di esporre i risultati del report a Milano, a Palazzo Mezzanotte, con una tavola rotonda dal titolo “la scelta Green delle imprese farmaceutiche conto terzi in Italia” perché, come ha detto Scaccabarozzi: “Il nostro impegno nella sostenibilità ci permette oggi di essere davanti a tutti”.

Un mercato da 1,9 miliardi di euro…

“Quello del Conto Terzi – ha ricordato Scaccabarozzi – è un settore che ha dato e sta dando crescita al Paese in termini di Pil”. Lo studio Prometeia ha confermato che l’Italia, con 1,9 miliardi di euro di valore della produzione (il 24% del totale Ue, pari a 7,9 miliardi di euro) oggi distanzia la Germania (1,7 miliardi) e la Francia (1,5) ed è riuscita a conseguire nonostante la crisi economica la crescita in valore più elevata tra tutti i Paesi dell’Ue. “Lo schema italiano che vede una profonda sinergia tra startup e grandi imprese è vincente”, ha detto Ermete Realacci. “Inutile inseguire la Cina nell’abbassamento continuo dei prezzi: noi dobbiamo essere concorrenziali sul profilo qualitativo e innovativo”.

…Sempre più green

“Un successo – fanno notare gli analisti di Prometeia – raggiunto soprattutto grazie all’export e allo sviluppo dei segmenti produttivi a maggiore complessità. Dati che dimostrano come il CDMO farmaceutico in Italia stia intercettando la domanda mondiale e rafforzi la sua competitività su produzioni a maggior valore aggiunto”. Il quid pluris è dato soprattutto dal rapporto sempre più stretto fra Conto Terzi e sostenibilità ambientale. L’indagine ha mostrato come in questi anni il comparto abbia rafforzato la sua leadership in Europa grazie a ingenti investimenti che dal 2015 al 2017 sono passati dal 9% al 12% del fatturato, un’incidenza circa doppia rispetto alla media manifatturiera. Ed è alta anche la propensione a investire per la sostenibilità ambientale.

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“Siamo portati all’innovazione, è nei nostri cromosomi”, ha detto Giorgio Bruno, presidente del Gruppo Produttori Conto Terzi di Farmindustria. “Tra i nostri valori non negoziabili non c’è solo il rispetto del paziente ma anche dell’ambiente”. Nelle imprese del CDMO farmaceutico secondo il report di Prometeia la quota degli investimenti “green” sul totale è infatti pari all’8%, il doppio della media dell’industria (4%). Inoltre metà degli investimenti è in tecnologie pulite (rispetto a una media manifatturiera del 32%), ovvero in attrezzature e impianti che abbattono o riducono alla fonte l’impatto dell’inquinamento.

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La quasi totalità delle imprese ha pianificato ulteriori investimenti in tecnologie a minor impatto ambientale nel prossimo futuro, in particolare nell’adattamento degli impianti esistenti, ma anche nell’acquisto di nuovi. Investimenti che danno risultati importanti per la sostenibilità ambientale Investimenti e spese in protezione dell’ambiente hanno prodotto rilevanti effetti positivi in termini di efficienza della produzione e di sostenibilità ambientale.

“Crediamo che ‘meno energia’ nel processo produttivo possa persino portare a ‘più efficienza’, sarà la nostra scommessa”, ha spiegato ancora Bruno, numero 1 di Gruppo Produttori Conto Terzi. E infatti i dati mostrano infatti come tra il 2010 e il 2017 i consumi di energia e acqua siano, in rapporto alla produzione, in netto calo: -44% il consumo medio di acqua; -22% i consumi medi energetici. Tra le tecnologie adottate dalle aziende vi sono gli impianti di cogenerazione (cioè impianti che producono contemporaneamente energia termica ed elettrica, con vari vantaggi: dalla riduzione delle emissioni in atmosfera al recupero dell’energia termica non utilizzata, a una maggiore efficienza energetica), impianti frigoriferi (chiller) a minor impatto energetico, sistemi fotovoltaici, utilizzo di tecnologie LED.

Nello stesso periodo (2010-2017) sono stati conseguiti importanti passi avanti anche in termini di contenimento degli scarichi (-52% dei volumi, sempre in rapporto alla produzione, grazie anche al miglioramento del trattamento delle acque di scarto, per il recupero nel ciclo industriale) e della quantità di rifiuti prodotti (-20%), grazie sia alla robotizzazione di parte dei processi (per ridurre la produzione di scarti e rifiuti) sia a un maggiore ricorso al riciclo.

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Dai dati emerge infatti una gestione sempre più virtuosa dei rifiuti, con l’aumento della quota destinata al recupero o smaltimento e la diminuzione di quella speciali. Riduzioni che sono intervenute su standard già positivi, con un rilancio importante degli indicatori di sostenibilità ambientale. Oggi inoltre il 75% delle imprese ha certificazioni ambientali soprattutto per iniziativa autonoma. Una quota che nel prossimo futuro salirà all’80%. Infine sono alte le spese correnti per la protezione dell’ambiente, anche per la crescente presenza di figure professionali interne dedicate a seguire le tematiche ambientali. “PMI e startup hanno modificato il nostro mercato: oggi, su  sei terapie innovative, tre sono italiane”, ha concluso Scaccabarozzi. “Siamo tra i primi Paesi per innovazione nel settore farmaceutico e questo lo dobbiamo proprio alla sinergia tra le grandi industrie e quelle più piccole. Oggi siamo i primi in Europa nel Conto Terzi e se vogliamo mantenere il primato dobbiamo essere sempre più competitivi e quello del green è un settore fondamentale”.

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