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Ott 5, 2018

Denis Mukwege e Nadia Murad hanno vinto il Premio Nobel per la Pace

Il medico africano e la yazida Nadia Murad hanno lottato contro le violenze sessuali usate come arma di guerra. Tra i candidati al riconoscimento anche Kim e l'Unhcr

Denis Mukwege e Nadia Murad hanno vinto il Premio Nobel per la Pace. Il prestigioso riconoscimento è stato appena annunciato a Oslo ed è stato motivato per i loro sforzi contro le violenze sessuali utilizzate come arma di guerra. A condividere la vittoria sono il medico congolese e la attivista per i diritti umani dei curdi yazidi in Iraq. Il riconoscimento viene assegnato a personalità e organizzazioni dal 1901. Le voci degli ultimi giorni si erano concentrati anche sull’Unhcr, l’organizzazione dell’Onu che si occupa dei rifugiati e degli attori internazionali impegnati contro il cambiamento climatico. In più di un secolo di storia, il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato a 104 persone e a 24 organizzazioni, come nell’edizione dello scorso anno quando il riconoscimento andò all’Ican, l’associazione che si batte per l’abolizione delle armi nucleari.

Secondo la stampa internazionale erano più di 300 i candidati al Premio Nobel per la Pace 2018. Tra questi anche il dittatore nordcoreano Kim Jong Un, protagonista lo scorso giugno dell’incontro con Trump a Singapore. Appuntamento storico che avrebbe segnato un primo passo per la pace nella penisola coreana dopo le minacce e i test nucleri di Pyongyang. Tra i potenziali candidati per il Nobel, c’era anche il presidente sudcoreano Moon, protagonista anche lui di storici incontri e strette di mano con Kim al 38esimo parallelo, la linea di confine che separa i due paesi dopo l’armistizio del 1953.

Molti nomi candidati al Nobel per la Pace sono rimasti segreti, ma tra le organizzazioni coinvolte su cui si sono fatte più di un’ipotesi c’è anche l’agenzia Onu Programma Alimentare Mondiale (Wpf). Non poteva mancare il nome del Presidente Usa Donald Trump, avanzato in primavera da alcuni deputati repubblicani “come riconoscimento del suo lavoro per porre fine alla Guerra di Corea, per la denuclearizzazione della penisola coreana e per portare la pace nella regione”. L’ultimo presidente Usa a ricevere il Nobel per la Pace fu il predecessore di Trump, Barack Obama, a cui nel 2009 venne riconosciuto l’impegno per la cooperazione fra i popoli.

Nobel per la Pace: chi sono i vincitori

Nel discorso ad Oslo che ha assegnato il Nobel per la Pace al medico Mukwege e all’attivista Murad, la commissione norvegese ha riconosciuto il contributo di entrambi alla lotta contro crimini di guerra come le violenze sessuali. Il medico congolese, come è stato ricordato, si è preso cura di migliaia di vittime di stupri in Congo, mentre Murad, un tempo schiava sessuale dello Stato Islamico in Iraq, è diventata nel 2016, a soli 23 anni, ambasciatrice Onu per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani.

La battaglia personale di Nadia Murad, nuovo Premio Nobel per la Pace, è stata testimoniata nella sua autobiografia, “L’Ultima ragazza”, dove racconta l’incubo iniziato nel 2014, quando i miliziani dello Stato Islamico raggiunsero Kocho, il suo villaggio nel nord dell’Iraq. Divenuta schiava sessuale, riuscì a scappare dopo abusi, violenze e umiliazioni.

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Il ginecolo congolese Denis Mukwege, che condivide quest’anno il Nobel per la Pace con l’attivista yazida, è divenuto negli anni il maggiore esperto a livello mondiale nella cura ai danni provocati dagli stupri. Nel 1998 fondò l’Ospedale Panzi, nell’est del paese, dove ha accolto tante donne vittime di stupri, portando a termine e con successo operazioni pionieristiche per intervenire sulle lesioni inferte. Critico nei confronti del governo congolese, il medico si è laureato in Medicina in Burundi per poi specializzarsi in Francia. Nel 2014 aveva ricevuto dal Parlamento Europeo il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, lo stesso premio ricevuto anche dalla stessa Nadia Murad.

Nobel per la Pace: i complimenti sui social

Le congratulazioni a Denis Mukwege e a Nadia Murad, nuovi Premi Nobel per la Pace, sono arrivate da tutto il mondo veicolate anche grazie ai social network. Tra i tanti rappresentanti della politica, si è espresso il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il quale ha sottolineato il coraggio di entrambi e il loro impegno in difesa dei diritti umani.

Per Human Rights Watch si sono espressi il Direttore Esecutivo Kenneth Roth e Ida Sawyer, quest’ultima responsabile dell’organizzazione per l’Africa, la quale ha definito il medico congolese un eroe e una fonte di ispirazione per molte persone.

 

 

 

 

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