Legambiente: la bikenomics in Italia è un'affare potenziale da 22 miliardi
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Ultimo aggiornamento il 24 ottobre 2018 alle 5:01

La bikenomics in Italia secondo Legambiente: 6,2 miliardi l’anno, ma potrebbero superare i 22

Le cifre riguardano il cosiddetto Prodotto Interno Bici (PIB), misurato da Legambiente nel secondo rapporto A Bi Ci. "La cicloricchezza" sta al nord, mentre al centrosud la bici non supera l'1% negli spostamenti

Eccellenze, sì, ma isolate. È questa l’Italia della bicicletta fotografata dal secondo rapporto di Legambiente A Bi Ci realizzato in collaborazione con VeloLove e GRAB+ e che consegna sia un’istantanea della mole di denaro prodotta dalla mobilità sostenibile che una prospettiva di crescita se gli attori pubblici investissero seriamente su trasporti alternativi all’automobile. Le basi non sono male: Il Prodotto Interno Bici (PIB) – “il fatturato generato dall’insieme degli spostamenti a pedali” – è di oltre 6,2 miliardi di euro l’anno. Ma potrebbe superare i 22. Intanto il proverbiale bicchiere può dirsi mezzo pieno: “Crescono città bike friendly e una sempre maggiore attenzione alla ciclomobilità – si legge nel rapporto – smentendo la sensazione diffusa che il nostro Paese sia condannato ad arrancare il coda al gruppo” insiemi ai paesi meno ciclabili. Il problema è che il fenomeno ancora non interessa tutto lo Stivale.

“Cicloricchezza”: il podio Legambiente

Parlando di bicicletta, il secondo rapporto di Legambiente A Bi Ci offre dati anche sulla cosiddetta bikenomics, l’economia che ruota attorno alle due ruote. La “cicloricchezza delle Regioni” è una stima del benefit economico per ogni singolo abitante generato dai ciclisti abituali che, ad esempio, ricade positivamente sulla società in termini di miglior qualità dell’aria e risparmi sulla sanità. I residenti dell’Emilia Romagna ottengono a testa quasi 200 euro all’anno in benefit prodotto dalla mobilità dolce; seguono gli abitanti di Trentino Alto Adige (190 euro) e Veneto (179 euro). Gli equilibri però cambiano quando si parla di Prodotto Interno Bici per singola Regione: in questo caso la Lombardia sfiora il miliardo di euro (977 milioni) guidando il gruppo. Tra tutte queste cifre incoraggianti per la mobilità sostenibile in Italia va segnalata l’assenza di quelle sul cicloturismo in Italia “a causa della penuria di informazioni statistiche sul settore” in un paese che, seppur a macchia di leopardo, vanta comunque gioielli cicloturistici come la ciclovia Alpe Adria al nordest.

Le Regioni più bike friendly

Se la media nazionale confina l’utilizzo quotidiano della bicicletta per gli spostamenti quotidiani al 3,6%, il secondo rapporto A Bi Ci segnala anche la buona performance di alcune regioni dove si viaggia su livelli europei. “In alcune aree del nostro Paese – spiega il documento – l’uso quotidiano della bici come mezzo di trasporto è pienamente in linea con la media Ue”, ovvero interessa l’8% dei cittadini. Il focus sul bike to work, secondo Legambiente, premia tre Regioni dove si pedala di più per la spola casa-ufficio: Trentino Alto Adige (8,4%), Emilia Romagna (7,8%) e Veneto (7,7%). Maglie nere di questa categoria sono regioni centromeridionali come Lazio, Sicilia, Molise, Sardegna e Calabria dove, sempre secondo il report A Bi Ci, gli spostamenti in bici non raggiungono neanche l’1% del totale.

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Se supera di poco i 2 miliardi annui, con grossi ritardi sulla mobilità in diverse regioni e politiche non sempre bike friendly, il valore potenziale del PIB potrebbe sfiorare i 23 miliardi di euro. La crescita sarebbe del +367%, da raggiungere se e solo se la politica a tutti i livelli investisse su infrastrutture ciclabili adeguate e misure che incentivino l’utilizzo della bicicletta come alternativa alle automobili.

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