Ultimo aggiornamento il 26 ottobre 2018 alle 15:00
Finanza sostenibile, perché non è solo un dovere ma può essere un guadagno
Il Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli: "I nuovi strumenti della finanza sostenibile e del corporate social responsibility in Italia hanno in verità un cuore antico"
L’incontro romano di ieri, organizzato da Fondazione Symbola, potrebbe essere riassunto nelle parole di Padre Enzo Fortunato, Direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi: “Come per i medici c’è il giuramento di Ippocrate, auspico anche per manager ed economisti un giuramento analogo: lavorare per fare felici gli altri”. Al convegno, dall’eloquente titolo Finanza sostenibile e responsabilità sociale d’impresa, hanno partecipato anche il Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, Anna Genovese, Presidente Vicaria di Consob, Ermete Realacci, Presidente di Fondazione Symbola, Beniamino De’ Liguori Carino, Segretario Generale di Fondazione Adriano Olivetti, Ernesto Ciorra, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Enel, Veronica Tonini, Responsabile Rischi e Sostenibilità di Ferragamo e Mirta Barbeschi, Fondatrice Biblioteca Bilancio Sociale.
A fare gli onori di casa è stato Ermete Realacci, che ha dichiarato: “Il mercato premia aziende coesive: sia con investimenti, sempre più di frequente diretti verso aziende attente a dimensione sociale e ambientale; sia per consumi: votando con il portafoglio si scelgono prodotti rispettosi uomo e ambiente”, aggiungendo anche che: “le imprese che coniugano innovazione e responsabilità sociale sono più competitive. Così si affronta la crisi, si combattono le paure e si migliora anche la società. Fondi etici, finanza sostenibile e corporate social responsibility sono strumenti importanti per costruire economia a misura d’uomo e per questo più competitiva. Molte imprese italiane, come ci ricorda anche l’esperienza di Adriano Olivetti, ce l’hanno nei cromosomi”. Quindi Realacci ha citato proprio Adriano Olivetti: “La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti, deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia”.
Sul medesimo punto ha insistito anche il Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli: “I nuovi strumenti della finanza sostenibile e del corporate social responsibility in Italia hanno in verità un cuore antico. Questo perché – ha spiegato Bonisoli – la spinta verso qualità e coesione ha cromosomi antichi. Ed è un nostro punto di forza”.
Anche Consob ha ribadito il proprio impegno in merito, per mezzo della Presidente Vicaria Anna Genovese che ha dichiarato: “La vigilanza sulla sostenibilità d’impresa per Consob è una grande sfida e, contemporaneamente, una grande opportunità: per osservare da vicino il processo di profonda trasformazione verso uno sviluppo più sostenibile e inclusivo”.
“Per molti anni – ha dichiarato Ernesto Ciorra, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Enel – finanza e sostenibilità insieme sono stati un vero e proprio ossimoro. Per Enel invece sostenibilità è business. Non lo facciamo per filantropia ma per tutelare i nostri azionisti”. “Enel – ha proseguito Ciorra – è la prima utility con una struttura di Sustainable Finance in cui confluiscono le attività legate a sostenibilità, finanza e Investor Relations”.