Milano, la mappa interattiva dell'inquinamento. Sala contro il global warming immagine-preview

Nov 6, 2018

Milano, la mappa interattiva dell’inquinamento. Sala: “In prima linea contro il global warming”

Cittadini per l'Aria bacchetta l'amministrazione: "Le particelle nocive stanno raggiungendo concentrazioni tanto alte da poter causare danni alla salute anche con brevi esposizioni. Servono soluzioni ancora più rapide e incisive"

“Adesso basta, non ho più bisogno di ulteriori tristi prove per convincermi che la questione ambientale e del cambiamento climatico sono centrali nell’agenda politica di un Paese serio. Per quanto mi riguarda, non c’è tema che mi stia più a cuore”. È un post accorato quello che il sindaco di Milano, Beppe Sala, scrive oggi sulla sua pagina Facebook, a stretto giro dall’ondata di maltempo eccezionale che ha colpito l’intero Paese, provocando decine di morti e centinaia di sfollati.

“Da Sindaco di Milano – continua il primo cittadino – faccio parte di C40 Cities, un’associazione che riunisce le grandi città del mondo. In quella sede tutti noi Sindaci siamo estremamente convinti che questa sia la questione più delicata per il futuro delle nostre comunità. Purtroppo, anche la più trascurata. Tutti si dichiarano consapevoli, ma pochi accettano di fare sacrifici in proprio”.

“Non so che ne sarà del mio futuro politico – conclude il sindaco di Milano – Ma so che non sfuggirò al mio dovere di essere attivamente in prima linea affinché si inverta questa devastante tendenza verso un global warming che potrebbe uccidere il nostro pianeta. E lo dico avendo studiato ed essendomi confrontato con esperti della materia: non ho mai fatto e non farò mai dell’allarmismo una leva della mia azione politica, ma non mi piace l’idea di girarmi dall’altra parte vedendo ciò che sta accadendo. Spero che in tanti abbiano la volontà di unirsi a me in questa battaglia”.

Ma Cittadini per l’Aria boccia Milano

 

Nello stesso giorno arrivano però i risultati sulla qualità dell’aria della Ciclostaffetta di Cittadini per l’Aria e non sono certo incoraggianti. Il 28 e 29 settembre 2018 Cittadini per l’aria aveva invitato i cittadini di Milano a partecipare a una biciclettata di quasi due giorni in un percorso ideato dall’Ufficio mobilità del Politecnico di Milano, durante la quale, grazie a un contatore ottico di particelle sono state misurate le concentrazioni di particolato atmosferico.

Concentrazioni oltre il doppio rispetto al limite

Per un tragitto di oltre tre ore nella zona sud della città, venerdì mattina, le concentrazioni misurate hanno, in media, superato i 91μg/m³ di PM10, un livello più che doppio del limite medio annuo per questo inquinante, e oltre 41μg/m³ di PM2.5 pari a più di quattro volte il limite stabilito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità a tutela della salute umana.

 

“La zona percorsa – riportano gli attivisti – costeggiando in parte il Naviglio, e comunque in vie minori, aveva un livello di traffico ridotto. Eppure le concentrazioni misurate durante tutto il tragitto superavano mediamente i 60/70 μg/m³ di PM10, con punte rilevate istantaneamente giunte a 191 μg/m³ PM10, quasi 5 volte il limite annuo medio”.

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“Va sottolineato – si legge ancora nel report – che, durante le prime ore della mattina, si hanno solitamente le condizioni più sfavorevoli dal punto di vista meteorologico, per le condizioni di maggiore stabilità atmosferica che ostacolano la dispersione degli inquinanti e favoriscono quindi elevate concentrazioni. Davanti alla scuola elementare dei bambini, la concentrazione si attestava fra i 60/90 μg/m³ PM10: un livello medio – proprio di fronte all’istituto – di oltre il 50% superiore e fino a doppio il limite medio annuo, con valori massimi (picchi) influenzati dal passaggio delle auto che accompagnavano i bambini a scuola”.

“Dalla scuola di via Gentilino – proseguono Cittadini per l’Aria – siamo poi ripartiti alle 8.30 circa per le tappe successive che si avrebbero portato verso l’università Bocconi. Da quel momento in poi, per oltre due ore, le concentrazioni di PM10 non sono praticamente mai scese al di sotto dei 70 μg/m³ e quelle di PM 2.5 al di sotto di 40 μg/m³ con una prevalenza di misure oltre i 100 μg/m³ PM10 e punte di 223μg/m³ PM10 sulla circonvallazione in viale Tibaldi. Questi livelli non possono essere rapportati al limite delle concentrazioni medie annue misurate nel corso dell’anno, perché si tratta di misure puntuali e istantanee”.

“Tuttavia, le concentrazioni rilevate durante il tragitto nella parte sud della città (in prossimità della Università Bocconi, della Fondazione Prada, viale Tibaldi e poi ancora oltre viale Puglie e viale Molise e ritorno), sono altissime e derivano principalmente dalle elevate emissioni locali del traffico. Esse indicano, infatti, una quantità di emissioni inquinanti di prossimità molto elevata, per la presenza di molte auto e furgoni e camion, rilevati sia come picchi “istantanei” di particolato (al passaggio del veicolo) che come concentrazione media molto elevata lungo tutta questa parte del percorso: 91 μg/m³ PM10 per oltre tre ore”.

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“Quanto al livello di PM2.5 misurato mediamente nella zona sud di Milano durante la giornata lavorativa di Venerdì (PM2.5 = 41 ± 8 μg/m³, per esempio, esso risulta quattro volte il limite indicato dall’organizzazione mondiale della sanità. Ciò implica che le persone che abitano in strade con un elevato livello di traffico sono soggette, durante l’anno, a un’esposizione elevata con conseguente impatto sulla salute. Il nostro tragitto ha toccato, per necessità, solo alcune aree di Milano. Tuttavia, situazioni analoghe per livelli e picchi possono essere rilevate in altre zone e strade della città”.

Cittadini per l’Aria chiede più zone a traffico limitato

“Le amministrazioni che oggi non si attivano con l’impegno e l’urgenza necessaria sanno che il danno sui cittadini è conseguenza del loro agire”, dichiara la presidente di Cittadini per l’aria, Anna Gerometta. “In realtà, i sindaci avrebbero la strada spianata: un sondaggio europeo ad opera di Ipsos pubblicato pochi giorni fa indica che gli italiani sono la popolazione europea più favorevole all’istituzione delle zone a traffico limitato, con un 74% di cittadini favorevoli”.

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