River Cleaning, la startup che ripulisce i fiumi dalla plastica
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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2018 alle 5:20

River Cleaning, la startup che ripulisce i fiumi dalla plastica (senza consumare energia)

Quattro amici di Bassano del Grappa hanno inventato un mulino autoalimentato che elimina l'inquinamento e gli scarti dai torrenti

È una startup dal nome esplicito, River Cleaning, e vuole provare a risolvere uno dei problemi ambientali più impattanti per la salute del mare e degli oceani: quello dell’inquinamento dovuto ai rifiuti di plastica.

Si calcola che si riversi nei mari e negli oceani l’equivalente di un camion pieno di rifiuti ogni singolo minuto dio ogni giorno, per un totale di 8 milioni di tonnellate di plastica l’anno, secondo i dati UNEP l’agenzia ambientale dell’ONU. È il marine littering di cui tanto si parla e che è formato per il 70% da plastica monouso, ovvero cannucce, sacchetti, cotton fioc, bicchieri e piatti, palloncini che dopo un uso di pochi minuti se non vengono smaltiti e recuperati correttamente proprio attraverso torrenti e fiumi finiscono prima o poi in mare, diventando rifiuti che inquineranno l’ambiente per secoli.

Per restare nel Mediterraneo sarebbero composti di plastica ben il 95% dei rifiuti, con impatti devastanti su specie e habitat. Nel Mediterraneo secondo il WWF sono 134 le specie vittime di ingestione da plastica, tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede. Prima che fosse introdotto in Italia nel 2011 il divieto di uso degli shopper in plastica per la spesa si usavano 20-25 miliardi di sacchetti ogni anno (1/4 di quelli europei, equivalenti a 260mila tonnellate di plastica): molti di questi sono finiti nel nostro mare e sulle spiagge.

Cos’è e come funziona il River Cleaning System

Il River Cleaning System al momento è il prototipo di un piccolo mulino galleggiante che andrebbe allineato in serie per creare un vero e proprio sistema, auto-alimentato dalla forza della corrente stessa del fiume. Il mulino, protetto da una cupola trasparente, fa girare una spazzola che si trova sui bordi in modo che i rifiuti galleggianti che intercetta possano essere spinti in modo passivo verso un contenitore più a valle, che può venire svuotato all’occorrenza, senza quindi bisogno di alimentazione esterna e manodopera costante.

Il meccanismo è molto semplice, prodotto con materiali leggeri e potenzialmente derivanti a loro volta da plastica riciclata. I mulini autoalimentati vengono ancorati al fondo in modo che restino sempre sulla superficie dell’acqua, senza costituire un ostacolo alla navigazione sia delle barche che della fauna ittica.

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La startup è nata dalla passione, dalle idee e dai fondi messi insieme da quattro amici di Bassano del Grappa, ovvero Giorgio Mattiello responsabile del marketing e della comunicazione, Andrea Citton fondatore e consulente aziendale di AC Studio, Kriss Gheno meccanico industriale (nella foto in quest’ordine) e da Alex Citton, co-fondatore e co-ideatore del progetto, perito meccanico, designer e illustratore che si è occupato della realizzazione del prototipo insieme a Gheno.

I quattro giovani inventori prevedono di poterlo testate su un corso d’acqua a metà del 2019. Il brevetto ha debuttato ufficialmente per la prima volta a Ecomondo, la fiera delle tecnologie green che si tiene a Rimini da ormai 35 anni. Ha suscitato subito interesse, ad esempio da parte di alcuni gestori di centrali idroelettriche che al momento spendono molte risorse per ripulire periodicamente le griglie da cui passa l’acqua in entrata che, carica di frammenti di plastica oltre che di foglie, ramaglie e altri rifiuti leggeri intasano le griglie troppo di frequente. Poter intercettare con un sistema passivo come questo i rifiuti potrebbe portare a interessanti risparmi economici.

Ma non è finita qui “Abbiamo riscontrato forte interesse nel seguire e contribuire allo sviluppo dell’idea da diversi buyer internazionali oltre che italiani. Egitto, India, Israele, Cina, Russia, Sudafrica sono soltanto alcuni dei Paesi che hanno richiesto un successivo contatto ed approfondimento per stabilire una collaborazione. Notevole interesse è arrivato dalle aziende che si occupano del recupero delle materie plastiche e della successiva lavorazione, visto che tramite il nostro prodotto potrebbero migliorare sensibilmente il rapporto tra tempo impiegato, utilizzo della mano d’opera e recupero materiale” ci ha raccontato Giorgio Mattiello che non nasconde una punta di meritato orgoglio quando dice che “ – Geniale- è la parola che abbiamo sentito più spesso riferita al nostro progetto. Siamo sicuramente soddisfatti ed entusiasti dei risultati ottenuti e ancora più consapevoli del grande valore di questo progetto.”

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