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Nov 20, 2018

ABzero, il drone che trasporta sangue e organi. Il test a Pisa, dal 2019 il via in tutta Italia

Dal palco della Festa del Donatore di Avis Roma, venerdì 23 novembre ABzero presenterà il proprio sistema di consegna che riduce i tempi di percorrenza fino all'80%. StartupItalia! ha intervistato il fondatore Andrea Cannas

Entro il 2019 il drone in grado di trasportare sangue e organi potrebbe entrare in attività per servire ospedali e centri trasfusionali in tutta la penisola. Per ora ABzero viene sperimentato all’ospedale Pontedera di Pisa, dove sta effettuando gli ultimi test di volo per verificare standard qualitativi indispensabili: gli emoderivati richiesti ad esempio da un’équipe medica non devono infatti risultare compromessi dopo un volo a velocità che possono raggiungere i 70 km/h. «Non ci sono state ancora trasfusioni di sangue trasportato da ABzero – ha precisato a StartupItalia! il fondatore Andrea Cannas –  ma la capsula installata sul drone è un sistema già pronto al 100%: siamo alla fase finale prima che la tecnologia entri in attività».

La presentazione alla Festa del Donatore

La presentazione della startup avverrà venerdì 23 novembre, alla Festa del Donatore di Avis Roma. «Il mondo sta cambiando e Avis Roma, fedele ai suoi trascorsi quasi centenari, continua a rinnovarsi e aggiornarsi per essere come il suo fondatore Vittorio Formentano: sempre innovativa e solidale», ha spiegato Maurizio Infantino, Presidente Avis Roma- «E’ con questo spirito di ricerca che abbiamo scoperto ABzero, una società che nello spirito pionieristico introduce il cuore della passione e dell’ingegno italiano. Quello, appunto, di Giuseppe Tortora, che come donatore prima e come imprenditore poi ha saputo porre un’esperienza unica al servizio dell’altro. Un’esperienza da raccontare e condividere rendendo ancora grandi ciascuno di noi nella misura di sapersi rinnovare sempre senza dimenticare le proprie motivazioni nelle proprie modalità».

Capsula intelligente

Ma la novità non è certo il drone come spiega Cannas che ha lavora sul progetto ABzero insieme a Giuseppe Tortora dal 2017. «La nostra capsula si adatterà a tutte le innovazioni che miglioreranno il settore di queste macchine volanti – spiega il fondatore – Non ci siamo legati ad un modello in particolare, ma a quello che finora ci dà migliori garanzie». Per ABzero queste  partono dalla gestione della qualità del bene trasportato, che sia sangue, medicine o organi. «I nostri test stanno certificando che tutto arrivi nello stesso stato di partenza. E per fare questo serviva una capsula intelligente».

La capsula ABzero è in grado di leggere le condizioni climatiche. «Con vento forte, ad esempio, è in grado di decidere se atterrare o addirittura tornare indietro». Come descrive Andrea Cannas, la supervisione e l’intervento dell’uomo è sempre garantita in remoto con un pilota che può controllare il viaggio di 10 droni in contemporanea. «Quello che stiamo testando viaggia fino a 70 km/h e ha un’autonomia di 40 chilometri. Non escludiamo in futuro di piazzare delle stazioni di ricarica sul territorio per facilitare le operazioni».

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Come funziona Abzero

Nei casi di urgenza tutto si gioca sui minuti, come ricorda il fondatore di ABzero. «Questo è il protocollo: il personale medico compila online dei moduli rispondendo a 4 domande: a quel punto, da un centro trasfusionale, il decollo del drone carico con il materiale richiesto avviene nel giro di 5 minuti. All’atterraggio si può aprire la capsula soltanto con una card di riconoscimento».

È la tempestività che caratterizza la consegna dell’ultimo chilometro, il fiore all’occhiello di questa tecnologia premiata nel 2017 al concorso #Natiper di AXA Italia (50mila euro reinvestiti nel progetto). «ABzero non può certo competere con un aereo o un elicottero – commenta Cannas – Ma immaginiamoci questo scenario: il solo trasporto di un organo da trapiantare, appena arrivato all’aeroporto di Ciampino, potrebbe richiedere in macchina a sirene spiegate quasi un’ora. Con Abzero i tempi di percorrenza si riducono fino all’80%».

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Sicurezza: Abzero e ENAC

Oltre alla garanzia interna alla capsula, dalla temperatura fino al controllo in volo, è in corso un dialogo tra i responsabili di ABzero e l’Ente nazionale per l’aviazione civile. «Con l’Enac stiamo lavorando per far sì che i voli di un drone simile vengano intesi come voli sanitari, al pari dell’elisoccorso». Da ultimo si deciderà anche dove fissare la centrale operativa, il luogo di pilotaggio in remoto di questi droni ambulanza.

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