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Nov 23, 2018

Auto elettrica, le vendite accelerano ma restano alcuni aspetti da migliorare

Nei primi 10 mesi del 2018 il mercato di questo settore segna un +1.4%. Lo rileva l'Osservatorio Nomisma

Il mercato italiano dell’auto è in calo. Da gennaio ad ottobre di quest’anno, infatti, le immatricolazioni sono diminuite del 3,21% rispetto al 2017. Nonostante questo, i veicoli ibridi ed elettrici sono andati in direzione contraria all’andamento generale, registrando un +1,4 complessivo di vendite nei primi 10 mesi del 2018 (di cui un aumento dell’1,2 dell’elettrico ed un +0,2 per gli ibridi).

Il tema è stato oggetto di studio dell’Osservatorio Nomisma, realizzato con il supporto di BPER Banca e SIFA‘. Su un campione di 750 intervistati, l’84% dichiara di essere a conoscenza del problema dell’inquinamento ambientale e, anche se la tendenza va verso tecnologie alternative a diesel, benzina e GPL, questo tipo di mercato presenta diverse lacune da colmare.

Veicoli elettrici e ibridi: vantaggi e criticità secondo gli italiani

L’ambiente è una tematica che sta a cuore agli italiani. Secondo il sondaggio Nomisma, si classifica al terzo posto tra gli argomenti che più preoccupano i connazionali, dopo il lavoro e la sanità. “Sul campione rilevato, il 6% possiede un veicolo ibrido, mentre il 3% un elettrico – argomenta Silvia Zucconi, responsabile Marketing Intelligence & Consumer Insight di Nomisma – ed è in aumento costante l’attenzione rivolta al car e bike sharing, al noleggio a lungo termine ed al car pooling“. Se, secondo quanto affermato dall’esperta, il risultato supera le aspettative (“Il fenomeno è più grande di quello che immaginavamo”, ha dichiarato), non mancano lacune da colmare. Per gli italiani il settore è, infatti, decisamente interessante e sostenibile, ma ancora ristretto a poche persone. Si consideri che, sempre secondo la ricerca, il 50% dei sondati possiede macchine più vecchie di dieci anni. Come mai?

“Il 79% degli intervistati ha evidenziato la mancanza di colonnine di ricarica per auto di questa tipologia. Se ce ne fossero di più, la fruizione sarebbe migliore. Il 74% ha, poi, portato alla luce un’altra problematica: gli incentivi per chi decidesse di acquistare un veicolo di questo tipo”, ha dichiarato la dottoressa Zucconi. E proprio sulla questione incentivi, era presente alla conferenza l’assessore ai Trasporti del comune di Bologna, Irene Priolo, come rappresentante di un esempio italiano di eccellenza nella mobilità sostenibile. “Come amministrazione abbiamo dettato un cambiamento per certi versi rischioso, ma senz’altro utile per noi e per l’ambiente in cui viviamo. Con la nuova normativa, si garantisce l’accesso libero in ZTL nel centro storico, in zona T ed universitaria, oltre al quartiere San Francesco per i residenti nel comune che siano in possesso di un veicolo ibrido. Inoltre, sempre in queste zone, la sosta è gratuita“, riferisce l’assessore. Modello virtuoso che non guarda al colore politico. “Se una scelta è giusta, lo è indipendentemente da chi la porti avanti. La salute e l’ambiente non sono scelte politiche ma obblighi morali. L’Italia, purtroppo, è troppo poco lungimirante sotto questo punto di vista”, ha commentato l’amministratrice. Una scelta coraggiosa, considerando che, secondo quanto affermato dalla stessa, il Comune ha siglato un accordo con Enel in soli due mesi, mentre la stessa azienda leader nell’energia elettrica italiana ne sta impiegando più di sei per realizzare le colonnine elettriche. “Una decisione che, a monte, è, comunque, dettata dal mercato – evidenzia Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di SIFA’ – i cinesi si sono dotati di un milione di auto elettriche circolanti, colonizzando alcune zone dell’Africa per recuperare batterie elettriche”.

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Aldilà di cosa richieda il mercato, la ricerca Nomisma rileva che quasi 4 utenti su 10 ricorrono al trasporto green perchè agevolati: oltre all’accesso libero in ZTL(17%)  e al parcheggio gratuito (8%), anche dall’esenzione del pagamento del bollo(7%) e dagli incentivi sull’acquisto (5%).

La volontà di ridurre l’inquinamento è il fattore trainante per il 25% degli italiani. “Alla voglia di aiutare l’ambiente, si mescolano anche iniziative della banca utili a ridurre gli spostamenti dei dipendenti, tra cui la definizione del Piano spostamento casa-lavoro, più videoconferenze, ed il rinnovo della flotta aziendale secondo criteri green”, ha affermato Fabrizio Togni, direttore generale di BPER Banca.

Sharing mobility: in crescita il settore e-bike

Il settore della mobilità condivisa si afferma in Italia in particolar modo con l’e-bike, in voga in tutte le principali città italiane, anche al Sud. Il nostro paese si attesta al quinto posto a livello europeo in questo mercato, essendo il city bike diventato un fenomeno di massa durante gli ultimi due anni. Va forte anche il car pooling, con 3 milioni di utenti che ne usufruiscono in zone extraurbane e 265.000 in aree urbane o in contesti aziendali. “Nonostante la falsa partenza iniziale – afferma Luca Dondi, A.D. di Nomisma – il servizio è passato da essere oggetto di vandalismo a fenomeno di massa, con un 83% dello sharing esclusivamente di biciclette, il 16% di auto e l’1% di scooter“.

Anche se i limiti dell’elettrico e dell’ibrido sono ancora molti, i dati rilevati dall’Osservatorio incoraggiano il mercato italiano in questa direzione, superando i pronostici attesi sul campione osservato. “Il vero futuro è rappresentato dai veicoli con componente elettrica nel sistema di alimentazione“, ha concluso Paolo Ghinolfi.

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