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Dic 8, 2018

Plastica dalle patate: posate, piatti e bicchieri ora si mangiano

Ideate da un 24enne svedese, le stoviglie commestibili hanno partecipato al concorso internazionale di design per giovani ingegneri James Dyson Award e potrebbero presto apparire nei fast-food

Fabbricare oggetti usa e getta con un materiale in grado di durare secoli è un controsenso noto ormai da tempo. Controsenso che sta avvelenando il pianeta. Come ha detto il designer svedese di soli 24 anni, Pontus Törnqvist: “Per posate e stoviglie in plastica l’uomo utilizza un materiale che impiega anche 450 anni prima di svanire del tutto quando il loro utilizzo è quello di un pranzo o di una cena. Poi finiscono nell’ambiente e causano danni a intere generazioni”. Ed è sicuramente questo il pensiero alla base di Potato Plastic, il prodotto che ha permesso a Törnqvist di vincere il James Dyson Award.

Che cos’è il James Dyson Award?

Il James Dyson Award è un premio internazionale di design che celebra, incoraggia e ispira le nuove generazioni di progettisti. È aperto a studenti di ingegneria del design ed è gestito dalla James Dyson Foundation, la compagnia di beneficenza di Sir James Dyson, inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto Dual Cyclone, che lavora sul principio del ciclone. Intento della Fondazione è quello di far appassionare i giovani all’ingegneria del design.

Che cosa sono le posate Potato Plastic?

Tra le idee più intriganti presentate all’ultima edizione James Dyson Award, nonché vincitore della versione svedese del premio, ci sono le posate e stoviglie di plastica di patate ideate dal poco più che ventenne Pontus Törnqvist. Non saranno bellissime da vedere, anzi è  davvero difficile ritenerle un oggetto di design, ma a detta di chi le ha testate sono resistenti esattamente come le controparti che ben conosciamo e sembra che siano in grado di non sciogliersi anche se messe alla prova con tranci di pizza bollenti e lasagne inondate di ragù.

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Davvero niente male considerato che sono completamente biodegradabili: iniziano a sfarinarsi dopo l’uso per non lasciare traccia già dopo 2 mesi se lasciate all’aria aperta, operazione che viene ulteriormente velocizzata dall’azione degli agenti atmosferici.

Dopo il pranzo… si mangiano le posate!

La linea di posate Potato Plastic è realizzata unicamente con fecola di patate, acqua e glicerina. Questo fa sì che, volendo, le posate dopo l’uso possono persino essere mangiate. “Una grande parte della plastica che arriva nell’ambiente proviene dall’industria del fast-food, abbiamo bisogno di opzioni migliori! La plastica di patate proviene dal terreno e può essere compostata senza danneggiare la natura”, ha detto il giovane inventore.

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Originario di Göteborg, Pontus Törnqvist studia Industrial Design presso la svedese Lund University, una delle università più antiche, grandi e prestigiose del Nord Europa. Le sue posate potrebbero presto rivoluzionare l’industria dei fast-food, specie considerato il recente bando della plastica da parte dell’Unione europea. Nell’attesa di poterle finalmente provare e assaggiare, meglio ricordarsi del veleno che si immette nell’ambiente tutte le volte che, con troppa leggerezza, dopo un pranzo al sacco ci si sbarazza di piatti e bicchieri senza avere operato uno smaltimento differenziato.

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