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Dic 12, 2018

Cresce la povertà sanitaria, aumentano le non profit

Boom dei volontari: quasi 19 mila, oltre il 34% in più rispetto al 2017. Il 40% in Lombardia. Uno su quattro è anziano, mentre uno su dieci ha meno di 25 anni.

Il nostro Paese è ancora alle prese con gli strascichi della crisi e sente già le conseguenze di un welfare che si sta sfilacciando, tanto che risultano in aumento le persone che non riescono a curarsi. Ma, per fortuna, aumentano anche le non profit e i volontari. Sono 1.768 gli enti sostenuti dal Banco Farmaceutico, ancora in lieve aumento rispetto all’anno precedente (+2,7%).

Oltre 13 milioni di persone hanno limitato le spese per visite e accertamenti

Crescono soprattutto al Centro (+10,8%), ma 6 enti su 10 sono al Nord. Nel 47,2% dei casi, gli enti hanno al proprio interno dei medici stabili. E’ quanto emerge dal rapporto “Donare per curare: povertà sanitaria e donazione farmaci” di Fondazione Banco Farmaceutico che purtroppo fotografa una situazione allarmante: nel nostro Paese è in aumento la povertà sanitaria.

Alto che uscita dalla crisi: povertà sanitaria in aumento

Prosegue, nonostante la ripresa economica, la crescita della povertà sanitaria. Quella assoluta riguarda ormai il 6,9% delle famiglie (+0,5%), portando il numero di individui in povertà oltre i 5 milioni. La povertà sanitaria relativa, che indica in modo più ampio le diseguaglianze calcolate in termini di consumi, giunge al picco record del 12,3% di famiglie (+1,5% rispetto al precedente record del 2012, all’apice della crisi).

Oltre 13 milioni di persone hanno limitato le spese per visite e accertamenti. In Italia ogni persona spende in media 703 euro all’anno per curarsi (+8 euro rispetto all’anno precedente), ma per le persone indigenti questa spesa scende a 117 euro (con un aggravio di 11 euro in più rispetto all’anno precedente). L’investimento medio in farmaci supera il 41% del totale della spesa in salute: è in aumento dell’1% punto rispetto all’anno scorso. Ma per i poveri la percentuale sale al 61,1%.

La povertà sanitaria attanaglia soprattutto gli stranieri

Gli stranieri si confermano i più in difficoltà. Spendono meno per curarsi in generale (252 euro all’anno, 21 in meno del 2017). Nel complesso, ogni cittadino non italiano spende poco più di 273 euro, ben 67 euro in più rispetto all’anno precedente, mentre tra gli stranieri poveri la spesa resta bassa con un aumento di oltre il 10% (75,7 euro rispetto ai 68 dell’anno scorso).

La situazione delle Non profit

Nonostante la crescita del numero di enti, si legge nel report, gli utenti sostenuti da questi soggetti sono in calo: si attestano sulle 539 mila unità rispetto ai 580 mila dell’anno precedente. Si tratta mediamente del 10,7% dei poveri assoluti italiani, percentuale che sale al 18,3% al Nord. Boom invece dei volontari: in tutto quasi 19 mila, oltre il 34% in più rispetto al 2017. Di questi il 40% sono in Lombardia. Uno su quattro è anziano, mentre uno su dieci ha meno di 25 anni.

Crescono le farmacie che aderiscono al recupero dei farmaci

Buone notizie arrivano anche dal numero farmacie aderenti al programma di recupero dei farmaci ancora utilizzabili: nel 2018 sono salite a 321, 27 in più dello scorso anno, grazie all’avvio dell’iniziativa a Lucca e allo sviluppo a Milano e in altre province. La Lombardia si conferma al vertice della raccolta (110 mila confezioni), seguita dal Piemonte (47 mila). Nei primi sei mesi sono già state raccolte oltre 63 mila confezioni, 5 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Le proiezioni sull’anno permettono di attendersi un aumento annuale dell’11%. Complessivamente, nelle farmacie sono state raccolte quasi 377 mila confezioni, 1.400 in più rispetto all’anno precedente. Riprende dunque un trend di crescita, dopo il calo del periodo 2014-2016. In lieve aumento il valore complessivo dei farmaci donati (2,65 milioni di euro, mezzo milione in più), frutto anche di una spesa dei donatori in lieve aumento (7 euro il valore medio a confezione, rispetto ai 6,90 dell’anno scorso).

Le donazioni aziendali

Continuando con i dati salienti del report, le donazioni aziendali, dopo il picco massimo raggiunto nel 2016, continuano la loro contrazione. “Razionalizzazione della produzione e mancata corrispondenza tra offerta aziendale e domanda degli enti spiegano le difficoltà”, si legge nel documento.

Aumenta però il valore del donato: 3,5 milioni di euro il controvalore dei farmaci donati nei primi sei mesi dell’anno: 500 mila euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (quando erano 100 mila in più dell’anno precedente). In media, ogni confezione vale circa 14 euro, superando di 5 – 6 euro il valore medio dei farmaci da banco (compreso tra gli 8 e i 9 euro).

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