immagine-preview

Dic 18, 2018

FasTecs, il tetto ecosostenibile ed economico

La startup si occupa di ricerca, sviluppo, progettazione e commercializzazione di sistemi e prodotti innovativi per il mondo dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica degli edifici

Innovativo, prefabbricato, personalizzabile, ecosostenibile e più economico dei prodotti ora in commercio è la promessa del nuovo sistema modulare per la costruzione e ristrutturazione di tetti, grazie al brevetto depositato da Fastecs. Iscritta al registro delle startup innovative la società si occupa di ricerca, sviluppo, progettazione e commercializzazione di sistemi e prodotti innovativi per il mondo dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica degli edifici.

L’azienda nasce da due giovani ingegneri che si sono conosciuti durante gli studi al Politecnico di Milano, Ettore Amatista (nella foto insieme a una collega ingegnere) e Francesco Pittau che condividono la passione per la progettazione e la sostenibilità ambientale.

FasTecs è tra i vincitori del Bando “Dall’idea all’impresa” 2015, promosso dalla Camera di Commercio di Como, ha completato il percorso di incubazione nel febbraio 2017 presso l’Innovation Hub di Lomazzo ComoNExT con il quale mantiene stretti contatti.

L’obiettivo dei due ingegneri è quello di lanciare sul mercato un prodotto innovativo che sia in grado di fornire agli operatori del settore edile una risposta pratica ed efficace, oltre che economicamente vantaggiosa, per la riqualificazione energetica dei tetti utilizzando prevalentemente legno.

La caratteristica del brevetto non è tanto nei materiali usati, tipici della bioedilizia, ma nel sistema di produzione modulare che permette un veloce e preciso assemblaggio sul posto che abbatte fortemente i costi finali della copertura. La stima è quella di un risparmio economico di due terzi rispetto a analoghi prodotti ora in commercio.

Leggi anche: Doggy Dreamhouse, la cuccia per cani eco-friendly con ventola a energia solare

I vantaggi del tetto FasTecs sono i materiali eco-compatibili quali il legno e altri in buona parte provenienti dal riciclo, prestazioni termiche del 40% migliori rispetto ai limiti di legge, estrema leggerezza dei moduli che permette riduzione sui costi di trasporto e montaggio, personalizzazione delle dimensioni e delle finiture, totale integrabilità degli impianti. Inoltre, pur essendo un sistema prefabbricato, garantisce un effetto visivo uguale a quello di una copertura in legno tradizionale.

Ma il vero punto di forza che fa di questi moduli un’innovazione è la facilità e la velocità di installazione grazie al sistema di posa che prevede l’integrazione dei teli di tenuta, all’acqua e al vapore e la listellatura già posizionata per la ventilazione.

Leggi anche: Ecologico con brio, all’Audemars Piguet Hôtel des Horlogers si scia sul tetto

Per il secondo brevetto, che ha visto la collaborazione del Politecnico di Milano, stanno cercando finanziamenti e hanno fatto domanda per i bandi di Fondazione Cariplo e del progetto europeo Horizon 2020: si tratta di un sistema di pareti pre-assemblate, create con materiali di scarto di altre produzioni tra cui legno e paglia, particolarmente adatte per la ristrutturazione di edifici esistenti o la costruzione di nuovi edifici in particolare nelle zone sismiche.

Importante dunque nel Paese a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, dove il rischio che il terremoto sia forte è concentrato nella parte centro-meridionale della Penisola, lungo la dorsale appenninica, in Calabria e Sicilia e in alcune aree settentrionali, come il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale e dove solo la Sardegna non risente particolarmente di eventi sismici come ricorda la Protezione Civile.

FasTecs gode della collaborazione dei laboratori di ricerca del Politecnico di Milano e di un’affermata azienda valtellinese, Rainoldi Legnami , con anni di esperienza nella realizzazione di coperture in legno, con cui sta portando a termine le ultime fasi di ricerca e test.

In questa fase sono in caccia dei capitali e di un partner che gli permetta di avviare la produzione su ampia scala. “Quando siamo partiti abbiamo valutato la possibilità di stabilire la sede nella vicina Svizzera, pensando di avere facilitazioni dal punto di vista burocratico e fiscale. In realtà ci siamo resi conto che la legislazione italiana è più favorevole per chi vuole avviare un’impresa e la tassazione è più vantaggiosa. Inoltre abbiamo trovato un grosso appoggio sia da parte di Confindustria che da parte della Camera di Commercio” ci ha raccontato Amatista, CEO e co-fondatore della società, che abbiamo incontrato alla fiera Ecomondo di Rimini.

Proprio qui a Ecomondo “abbiamo suscitato l’interesse di una quindicina di buyer internazionali tutti interessati alle nostre tecnologie, alcuni hanno mostrato intenzione di promuoverlo e altri di utilizzarlo in diverse applicazioni. Abbiamo anche ricevuto interesse da diversi visitatori della fiera, principalmente progettisti” ci ha raccontato, concludendo “Se serve siamo pronti a partire e avviare la produzione in un altro Paese”.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter