Vaccini via droni: startup affronta l'allarme sanitario nelle isole del Pacifico
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Ultimo aggiornamento il 2 gennaio 2019 alle 6:21

Vaccini via droni: una startup affronta l’allarme sanitario nelle isole del Pacifico

Si chiama Swoop Aero l'azienda australiana incaricata dal governo di Vanuatu e dall'Unicef. I suoi mezzi sorvoleranno un arcipelago dove il 20% dei bambini non è immune a epatite e tubercolosi

Nelle ultime settimane del 2018 la startup Swoop Aero ha messo a disposizione i suoi droni commerciali per trasportare tutto il necessario sanitario grazie a un’iniziativa del governo locale in collaborazione con l’Unicef, il governo australiano e il Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria. Così una bimba di un mese ha potuto ricevere via drone i vaccini contro epatite e tubercolosi a Cook’s Bay, un villaggio dell’isola di Erromango, un punto di terra immerso nell’Oceano Pacifico. Il progetto sperimentale riguarda per ora soltanto tre delle isole dell’arcipelago Vanuatu, 83 in tutto di origine vulcanica a est dell’Australia, dove il 20% dei 35mila bambini al di sotto dei 5 anni non viene vaccinato secondo lo United Nations Children’s Fund.

Selezionata tra varie aziende, la startup Swoop Aero è stata fondata da Eric Peck e John Tepper proprio per sfruttare la tecnologia dei droni in ambito sanitario. I suoi mezzi possono veicolare poco più di due kg di materiale sanitario (come i vaccini), ghiaccio e un termometro a garanzia che la temperatura è rimasta stabile durante il volo (il primo è durato 25 minuti). Il valore aggiunto di questi velivoli, come spiegano sul sito della startup, può fare la differenza tra la vita e la morte in aree geografiche non soltanto povere di infrastrutture, ma difficili da raggiungere perfino con le barche. «Sono così felice che il drone ci abbia portato la medicina: mi ha evitato un viaggio di diverse ore fino a Port Narvin», sono le parole della mamma della prima bimba vaccinata riportate dal New York Times.

Come funzionano i droni che trasportano vaccini

I droni di Swoop Aero possono raggiungere i 150 metri di altezza e viaggiare a oltre 90 km/h. La startup verrà pagata soltanto per le consegne che andranno a buon fine e ha già comunicato l’intenzione di formare piloti tra la popolazione locale per contribuire alla distribuzione dei vaccini in un’area complessa. I droni in questione possono essere governati da qualsiasi punto nel mondo perché collegati all’Iridium Satellite Network e il cofondatore Eric Peck, Ceo di Swoop Aero, è convinto della possibilità che il governo locale si doti di droni realizzati anche con componenti frutto di stampanti 3D.

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Non solo vaccini

Come ricorderete, a fine 2018 l’aeroporto inglese di Gatwick, a sud di Londra, ha dovuto bloccare i voli per colpa di droni in volo che mettevano a rischio il traffico aereo: la notizia che arriva dalle isole sperdute nel Pacifico ci riporta a una dimensione positiva dell’impiego di questa tecnologia. In Italia e proprio qui su Impact già ne avevamo avuto dimostrazione con la startup ABZero che ha sviluppato e testato una capsula installabile su vari modelli di droni in grado di contenere sangue, medicinali e organi per ridurre i tempi di viaggio fino all’80%. Obiettivo fondamentale per medici e pazienti, tanto che le “macchine volanti” di Swoop Aero presto verranno potenziate per affrontare una distanza massima di 130 km tra andata e ritorno.

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