Ecosostenibilità, street art e impegno sociale nel bar padovano Pier88 immagine-preview

Gen 7, 2019

Ecosostenibilità, street art e impegno sociale nel bar padovano Pier88

Ricavato da 4 container, il locale sforna non solo le brioche preparate da detenuti ma trasmette anche valori quali il riciclo e il rispetto per l'ambiente

A Padova, il locale Pier88 (qui la pagina Facebook)è unico nel suo genere.  “Nel nostro bar, ricavato da quattro container che sarebbero, altrimenti, finiti in discarica, abbiamo inserito, internamente ed esternamente, una variegata vegetazione, che ben si amalgama ai murales dello street artist Tony Gallo. Inoltre, vi abbiamo installato un impianto fotovoltaico“, spiega uno dei quattro proprietari, Luigi Maria Francesconi.

Sorto ai piedi del ponte sul fiume Bacchiglione, il pub, temporaneo e smontabile, è nato dopo che i 4 soci, Piero Maritan, Giulio Facchin ed Eddi Mella, oltre a Luigi,  hanno vinto un bando demaniale, nel 2014, ed hanno ottenuto in concessione per 10 anni l’area che sperano possa diventare punto di richiamo per un numero sempre crescente di giovani. La vicinanza all’acqua è stata cruciale per caratterizzare al meglio questa inusuale attività imprenditoriale. Il bar è stato chiamato “Pier” non in onore di Maritan, uno dei fondatori e nemmeno di un qualche “Piero” locale, ma deriva dal termine inglese che indica il molo: contesto fluviale su cui affaccia, appunto, il locale.

L’idea del Pier88

Una struttura, ma, soprattutto, un’idea: voler dare una seconda vita. E non soltanto agli oggetti, come i vecchi container, riprogettati dallo studio di ingegneria It’Ing di Padova e realizzati dall’azienda Habito, di Cittadella, ma anche alle persone. “Le brioche al banco del bar sono della nota pasticceria padovana “Giotto”, preparate all’interno del carcere dai detenuti. Il nostro è un bar, a tutti gli effetti, 4.0″, commenta il proprietario Luigi, riferendosi non tanto all’uso della tecnologia quanto al ricorrere del numero “4” (4 container, 4 comproprietari, 4 talenti chiamati ad arricchirlo artisticamente). E le risorse impiegate per la costruzione e l’ideazione del locale sono tutte, rigorosamente, padovane. Dalle aziende che si sono occupate della riqualificazione dei container, allo street artist Tony Gallo, per finire al progetto Life Panel di Alvise Anchel, padovano DOC.

L’architettura del riuso

“Dopo aver vinto il bando, nel 2014, ci siamo messi subito al lavoro per inglobare, in maniera omogenea, all’interno ed all’esterno del locale tutti i progetti che ci stanno a cuore. Anzitutto, abbiamo rimesso in sesto quattro container, recuperati da un autotrasportatore di Padova. Al termine dei 10 anni di concessione demaniale, non spariranno, anzi. Stiamo pensando di portarli all’estero. La loro leggerezza e facilità di trasporto ci permette di poterli piazzare facilmente un po’ ovunque”, spiega Francesconi.

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Disposti “2 a 2”, in orizzontale e verticale, sono stati ridipinti di verde e scavati all’interno, ricavando un open space con alcune parti chiuse, come la cucina ed il bagno. Vi è stato accostato anche il legno, che richiama l’ambiente arginale circostante. “Sono bastati sei mesi per ristrutturare questi cassoni. Per la maggior parte del tempo trascorsa dal momento della concessione all’apertura del bar, nel marzo di questo anno, siamo stati dietro alla burocrazia”, commenta Luigi.

Green e street art

All’interno di Pier88, si trovano alcune piante rampicanti ed altre che scendono dal soffitto mentre, esternamente, sulla facciata dei due container sovrastanti, ci sono i Life Panel con i neonati giardini verticali ideati da Alvise Anchel. Questi si amalgamo perfettamente e compongono il murale disegnato da Tony Gallo intitolato “L’amore di un albero”. L’opera, che occupa gran parte della facciata principale, ritrae un personaggio dallo stile onirico, accovacciato in un rassicurante abbraccio con un albero, la cui chioma è rappresentata dai Life Panel.

Una parete del locale è dedicata ad artisti locali che espongono temporaneamente le proprie opere, mentre un grande tavolo, ricavato da un tronco d’acero, invita gli avventori ad un momento di condivisione.

Energia pulita e rispetto dell’ambiente

Ma c’è di più, perché Pier88 si alimenta grazie ad un impianto fotovoltaico da 4 kWp (con pannelli integrati architettonicamente alla copertura dell’edificio), a risparmio energetico. Gli amanti della bicicletta potranno trovare un kit di attrezzi per manutenzioni e piccole riparazioni fai-da-te, disponibile gratuitamente h24 vicino al chiosco esterno, oltre ad una fontanella di acqua potabile, a disposizione dei passanti e degli animali.

I detenuti pasticceri

“Frequentato durante tutte le fasce orarie e tutti i giorni, tranne il martedì, al Pier88 si inizia la giornata con le prelibate brioche preparate dai detenuti all’interno del carcere Due Palazzi di Padova”, spiega Luigi. Il laboratorio circondariale, nato nel 2005 grazie all’impegno di Officina Giotto, fa parte di un progetto che restituisce dignità e lavoro ai carcerati, portato avanti con orgoglio e dedizione. L’idea di inglobare anche questa iniziativa nel bar dà un importante valore aggiunto all’impegno ed ai valori che i proprietari vogliono comunicare. Studi di progettazione e gestori stanno mettendo a punto la riproducibilità, anche in chiave franchising, di questo modello, che ha suscitato un forte interesse sia tra la clientela che nel settore della ristorazione. “La nostra realtà lancia uno sguardo al futuro”, conclude Luigi.

 

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