La seconda vita dei pannolini: banchi scolastici, grucce... Accade in Italia
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Ultimo aggiornamento il 31 gennaio 2019 alle 13:02

Pannolini trasformati in banchi scolastici e grucce: merito di una tecnologia italiana

Ne finiscono in discarica ogni giorno 10 milioni, vale a dire 7mila al minuto. Ecco perché è importante recuperarli, come fa FaterSMART in Veneto

Ogni giorno, nel nostro Paese, 10 milioni di pannolini – 7 mila al minuto – finiscono in discarica o nell’inceneritore, mentre sarebbe possibile riciclare questo rifiuto ricavando nuove materie prime seconde riutilizzabili in molteplici applicazioni.

Un po’ di numeri

La tecnologia per farlo esiste e se venisse applicata su tutto il territorio italiano porterebbe circa 1.000 nuovi posti di lavoro, investimenti per oltre 300 milioni di euro per la realizzazione di nuovi impianti e un giro d’affari di oltre 1 miliardo di euro l’anno. Ad averla inventata è FaterSMART – la Business Unit di Fater SpA, azienda italiana joint venture fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini.

“Il primo impianto su scala industriale al mondo si trova a Spresiano, in provincia di Treviso, dove ha sede Contarina ed è il risultato di 10 anni di lavoro di ricerca e sviluppo. Siamo partiti da un laboratorio, per poi passare ad impianto pilota e ad uno industriale – ci racconta Marcello Somma, direttore Ricerca e sviluppo sostenibile di Fater SpA – Siamo partiti dalla constatazione che il pannolino e gli altri prodotti assorbenti per la persona sono realizzati con materiali diversi e tutti di altissima qualità” – prosegue Somma – “Ad esempio il top sheet, strato che va a contatto diretto con la pelle, è dello spessore di 14 micron: non è una plastica comune, è un materiale che deve potersi estendere senza rompersi. Anche la cellulosa dei pannolini è fatta di fibre di altissima qualità, e infine c’è il poliacrilato di sodio, che è forse il materiale più importante: è quello che assorbe i liquidi e che fu originariamente inventato per la distribuzione controllata di umidità nei deserti israeliani”.

Pannolini: tre rifiuti in uno

Abbiamo quindi 3 rifiuti in uno: plastica, cellulosa e organico. In più, quando un pannolino viene gettato, viene arrotolato ed appallottolato, rendendone il recupero ancora più complesso”.

“La vera sfida tecnica è stata quindi quella di riuscire a sanificare queste piccole ‘bombe’ di rifiuti senza che il calore le fondesse, rendendone inscindibili i componenti. I nostri brevetti, più di 100, permettono proprio la distensione del prodotto, la successiva sterilizzazione e il riciclo dei componenti”.

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Una volta separati i tre componenti si ottengono materiali che possono essere usati davvero ovunque: il polimero super assorbente addirittura nell’industria dei cavi sottomarini, la cellulosa nelle cartiere o come viscosa per abiti, la plastica per tutto.

“A Firenze ad esempio abbiamo inaugurato una scuola in cui i banchi sono stati realizzati proprio a partire da questo sistema riciclo”, conclude l’ing. Somma.

Quanti pannolini servono per…?

E ora giochiamo un po’. Sapete quanti pannolini/assorbenti servono per realizzare una sedia? Ben 227 chili. E per un banco scolastico? 445 chili. Mentre, per ottenere una busta di carta, occorrono 2 chili di assorbenti. Queste e altre informazioni curiose ma utili nel quiz di FaterSmart.

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