Ultimo aggiornamento il 25 febbraio 2019 alle 5:10
Humus, la startup che combatte il lavoro nero nei campi
Contro caporalato e schiavitù. "Abbiamo piantato il seme per la lotta a schiavitù e caporalato in agricoltura"
Una delle lotte più ardue che caratterizza questo periodo storico è quella contro il lavoro nero. Soprattutto in ambito agricolo dove, in alcune parti del Paese si trasforma in vero e proprio caporalato, dai contorni spesso affini a quelli della schiavitù. Per cercare di contrastarlo è nata la startup Humus (qui il sito).
“Humus ha piantato il seme per la lotta al lavoro irregolare in agricoltura (nero e grigio), partendo dal mettersi in ascolto delle aziende”, ci spiega Claudio Naviglia, Ceo della startup. Nasce a gennaio 2018 nel cuneese dall’incontro tra l’Associazione MiCò, che lavora da anni per l’inclusione dei migranti, e la Banda Valle Grana, una rete di aziende agricole che vogliono valorizzare la valle in cui vivono.
“Crediamo che la condivisione e il lavoro etico generino sviluppo e integrazione e pensiamo che gli imprenditori siano i protagonisti di un cambiamento economico e sociale duraturo. Le soluzioni innovative come Humus sono il motore di questo cambiamento”. Humus fa parte delle quattro startup accelerate da SocialFare (qui l’articolo).
“Siamo partiti dalle loro esigenze – ci spiega Claudio. “Abbiamo avviato canali di matching tra domanda e offerta di lavoro, manodopera formata, servizi che si occupino di tutta la burocrazia per l’assunzione e uno strumento che consenta di sostenere economicamente l’assunzione. Humus risponde a tutte queste esigenze e propone il Job Sharing per abbattere i costi della manodopera. Al contempo, lavora insieme al Terzo Settore per tutelare i lavoratori migranti e fornire strumenti innovativi per inserimenti lavorativi sostenibili e regolari. Affrontiamo una problematica complessa con uno strumento smart che si sta rivelando efficace e che pensiamo possa essere di grande impatto sociale negli anni a venire”.
L’idea è frutto di un processo di collaborazione tra mondo delle imprese agricole e terzo settore. Claudio Naviglia (Ceo), Elena Elia (Marketing e Comunicazione) e Luca Barraco (Account Manager) sono stati i tre che hanno dato forma all’idea, diventando i co-founder della startup. “Durante il pilot in Valle Grana (CN), hanno trovato lavoro attraverso Humus 23 lavoratori stagionali (100% degli ospiti del Centro di Accoglienza locale) e 5 sono stati assunti in maniera continuativa grazie al Job Sharing. Da marzo avremo risposte anche dagli altri pilot: Valle Stura e Savigliano, nel cuneese, e Milano”. A oggi ne fanno parte 50 aziende agricole sul territorio del cuneese. E si stanno aprendo ad altri territori quali l’hinterland di Milano, con nuovi servizi entro questa primavera.