Presentato a Milano il Libro Bianco sull'auto elettrica - Impact
single.php

Ultimo aggiornamento il 5 marzo 2019 alle 12:16

Presentato a Milano il Libro Bianco sull’auto elettrica

Non solo autovetture, ma anche sharing, tir con pantografi, mezzi pubblici a impatto zero e droni per le consegne. Nel resto del mondo sono già realtà. Noi a che punto stiamo?

Come è messo il nostro Paese in tema di mobilità elettrica? Dove stiamo andando e cosa stiamo facendo per rendere più sostenibili i nostri spostamenti? Se lo sono chiesti gli esperti e gli stakeholder intervenuti alla presentazione milanese del Libro Bianco sull’auto elettrica – Facciamo l’e-mobility (qui il Pdf), curato dalla redazione di Start Magazine in collaborazione con l’elvetica Axpo.

I limiti e i paradossi della mobilità elettrica in Italia

Il Libro Bianco, come ha precisato Michele Guerriero, direttore editoriale di Start Magazine, non si limita a fare il punto sulla situazione italiana, ma raccoglie spunti e suggerimenti indirizzati soprattutto al legislatore e anche ai principali attori del mercato, produttori di auto e fornitori di servizi sharing. “Sembra che finalmente si faccia sul serio – ha detto Guerriero – ma una maggiore intensità elettrica nella logistica e nei servizi comporterà inevitabilmente un incremento della domanda di energia: considerando che siamo ancora tanto, troppo, legati ai combustibili fossili, il beneficio ambientale di avere veicoli elettrici circolanti sarà vanificato”.

Fonte: Libro Bianco sull'auto elettrica

Leggi anche: Viaggiare elettrico alla scoperta del territorio, la sfida di evway by Route 220

Un altro paradosso è stato evidenziato da Alberto Pototschnig, direttore dell’Agency for the Coopertion of Energy Regulations: “Uno dei principali limiti alla diffusione dell’auto elettrica riguarda l’irrisorio numero di colonnine di ricarica: poco più di 3mila quando solo in Francia sono oltre 30mila. Le auto ecologiche non si vendono perché non si sa dove ricaricarle, le colonnine non vengono installate perché ci sono poche vetture che montano la batteria al litio. Dobbiamo uscire da questo dilemma ‘uovo-gallina’ e avere il coraggio di attuare investimenti seri”.

Il Libro Bianco spiega perché bisogna essere positivi

Nonostante l’Italia in tema di mobilità sostenibile rischi di restare seriamente indietro rispetto agli altri Paesi, dalla lettura del Libro Bianco traspare comunque un certo ottimismo. Infatti, si legge: “il mercato dell’auto a batteria ha registrato una forte crescita negli ultimi anni. Nel 2017 sono state acquistate 1964 vetture elettriche, con un +71% sull’anno precedente, numero che sale a 4.827 se vengono inclusi i modelli ibridi plug-in. Il primo semestre del 2018 ha fatto registrare un’ulteriore impennata: +90%. Anche se – viene comunque fatto notare – l’Italia pesa ancora per meno del 2% nel mercato elettrico europeo a fronte del 13% del totale delle immatricolazioni”.

Leggi anche: Toninelli: “Al mio ministero solo auto blu elettriche”

Fonte: Libro bianco sull'auto elettrica

“Anche l’alto costo dei veicoli elettrici, oggi tra le principali cause della loro mancata diffusione tra il grande pubblico – ha osservato Guerriero – è destinato ad abbattersi entro il 2030, come testimoniato da diversi studi”.

“Questo – ha chiosato Salvatore Pinto, numero 1 di Axpo Italia – è il momento di accelerare: siamo infatti a un momento di svolta e di presa di coscienza collettiva. Basti guardare – ha continuato Pinto – a ciò che sta riuscendo a smuovere Greta Thunberg, la 15enne svedese “sciopera” dalla scuola contro il riscaldamento globale e che sta coinvolgendo sempre più giovani nella sua battaglia”.

Cos’è il time management urbano

Altro punto interessante è stato sollevato da Michele Governatori, direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Axpo Italia: “Bisognerebbe parlare di più di time management urbano: per ridurre i costi di congestione non basta il car sharing: occorrono anche le infrastrutture. Ma non solo: serve la collaborazione di privati e Pubblica amministrazione: troppe poche aziende oggi consentono lo smart working e prevedono un orario elastico che permetta ai dipendenti di evitare di entrare in servizio alla stessa ora, finendo negli ingorghi mattutini e serali”. Un tema laterale apparentemente ininfluente in termini di costi ambientali che potrebbe però essere raggiunto con più facilità degli obbiettivi che impone l’Unione europea nei prossimi 11 anni e che, soprattutto, permetterebbe di aumentare sensibilmente la qualità della vita dei cittadini.

Fonte: Libro Bianco sull'auto elettrica

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter