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Apr 10, 2019

Fuorisalone, 10 installazioni e attività green che non ti aspetti

Economia circolare, abitare consapevole e difesa dell'ambiente. Ecco su cosa punta il mondo del design che al Salone del Mobile vede rappresentate più di 30mila aziende italiane

La sostenibilità è ovunque alla Design Week. E il Fuorisalone, 30esima edizione di un evento che è espressione urbana e diffusa del più istituzionale Salone del Mobile, interpreta le tematiche green con un abitare più consapevole, fatto di economia circolare, tutela dell’ambiente e consumo critico. Così siamo andati a scoprire (e fotografare) per voi diverse installazioni, camminando (tanto) lungo le vie dei principali distretti, dal quartiere generale dell’Università Statale, alla zona Tortona, passando prima per Brera. Abbiamo visto casa fatte con bambù e argilla grazie al lavoro dei droni, una foresta di ulivi di fianco al Duomo, e perfino una console che sfrutta cartoni riciclati.

Fuorisalone di denuncia

Il nostro Fuorisalone green è cominciato in via Festa del Perdono, all’Università degli Studi di Milano, dove a ispirare le installazioni di architetti italiani e stranieri sono stati gli human spaces su cui incombono non poche minacce. Nel Cortile d’onore la scritta gigante “HELP” è stata disposta con blocchi di reti che contengono tappi di plastica: è il progetto di Maria Cristina Finucci per denunciare l’emergenza che avvelena mari, oceani ed ecosistemi.

Come vi abbiamo raccontato di recente, sono 9 i milioni di tonnellate di rifiuti plastici che ogni anno vengono scaricati in acqua.

Il ricordo degli alberi

Proseguendo il nostro viaggio al Fuorisalone, siamo rimasti alla Statale per riflettere davanti alla  “Foresta dei Violini”. Un enorme cavalletto regge due tronchi di abeti rossi, esemplari sradicati nell’alluvione che ha colpito il Veneto l’autunno scorso, quando anche noi di Impact avevamo scritto di un’emergenza che minacciava la filiera del legno e intere aree montane del Nordest. Alla base del progetto realizzato da PIUARCH c’è il ricordo e la memoria di un patrimonio naturale, la foresta appunto, genitore dei violini fatti con il legno di risonanza di questi boschi, scelto proprio grazie alle sue proprietà di diffusione del suono.

Nell’headquarter del Fuorisalone c’è ancora spazio per il green. Siamo saliti su “MultiPly Milano” di Waugh Thistleton Architects, 16 cubi fatti da pannelli di tulipier americano, un legno diffuso e resistente grazie alle sue prestazioni strutturali. Abitazioni sostenibili, le stesse che hanno convinto il gigante Amazon a investire in una startup che realizza prefabbricati green da convertire nelle smart house del futuro.

La tana

E se vogliamo pensare a un futuro meno inquinato dobbiamo fare qualche passo per entrare in “Regeneration”, una piccola tana protetta da dieci anelli quadrati in plastica rigenerata da prodotti a fine vita. Al suo interno un divano comune per distendersi e guardare all’insù.

Quando è stata l’ultima volta che avete visto una piccola foresta in Piazza Duomo? La Rinascente ha inaugurato “The Green Life”, l’installazione della designer olandese Sabine Marcelis che ha “piantato” temporaneamente 16 ulivi proprio di fronte ai grandi magazzini milanesi, dove chi può fa una sosta all’ombra.

Il Fuorisalone dopotutto è un tour alla scoperta del meglio che il settore design – presente in Italia con quasi 31mila aziende – offre anche in ottica di sostenibilità. Secondo la Fondazione Symbola la green economy premia proprio quelle imprese del design che investono nella sostenibilità: il 43% delle aziende sensibili a questi temi dichiara un aumento dell’occupazione, a fronte di quelle che non ci puntano (+ 21% di occupazione)

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Il Fuorisalone vive anche a Brera, dove il distretto è un alveare di eventi e iniziative. Siamo andati a Palazzo Cusani (in via Brera), uno splendido edificio seicentesco che ospita nel cortile interno l’”Albero-Fiore”, l’installazione del designer franco-italiano Marc Ange. Il green continua ai piani superiori, impreziosito dalle stanze.

Il polmone verde del Fuorisalone

A Brera c’è poi l’Orto Botanico (in via Fratelli Gabba), palcoscenico dell’opera “The Circular Garden” a firma dello  studio Carlo Ratti Associati che propone ai visitatori archi scenografici in micelio – una parte del fungo – aprendo l’ennesimo scenario di opportunità all’economia circolare. Un’installazione tanto suggestiva, quanto irresistibile sfondo da selfie, forse i veri giudici popolari del successo di un’installazione al Fuorisalone.

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E ancora prati

Milano diventa un pò più verde durante il Fuorisalone. Lo abbiamo visto di fronte a Eataly, in Piazza XXV Aprile, dove il noto marchio ha installato “Pratofiorito” grazie al lavoro dell’architetto Davide Fabio Colaci. Un terrapieno che offre angoli per sedersi, dove poter ragionare di biodiversità e natura magari imparando qualcosa grazie alle note didattiche presenti lungo il perimetro.

Una console green

Tra le chicche del Fuorisalone, sempre a Brera ne abbiamo trovata (e provata) una che mescola videogiochi e sostenibilità. A Casa Lago (in via S. Tomaso) ci siamo seduti in poltrona per gustarci l’ultimo arrivo in casa Nintendo: parliamo di Nintendo Labo.

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Un nuovo modo di vivere l’esperienza di gioco grazie a cartoni riciclati che, una volta modellati e incastrati tra loro, diventano visori, pistole, moto e tanto altro. Il tutto fatto in casa, montando il cosiddetto ToYcon dove assicurare il nostro Nintendo Switch. Chi l’avrebbe mai detto che la sostenibilità potesse introdursi perfino nel mondo dei gamer…

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Droni: i nuovi architetti

Il nostro giro al Fuorisalone sta per concludersi, ma non prima di fare un salto a Piazza Città di Lombardia. Lì troviamo Terramia, tre prototipi di case fatte interamente di materiali naturali come bambù e argilla.

La designer Stephanie Chaltiel ha voluto sfruttare per la sua creazione anche i droni. Spruzzando e sollevando il materiale, questa tecnologia sostiene un’idea pensata per gli scenari di emergenza.

Movida, ma green

È tempo di rilassarsi per davvero. E quale posto migliore di via Tortona, il distretto della movida al Fuorisalone? I nostri suggerimenti terminano qua, ma con una sola avvertenza, ideale su un verticale come Impact.

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Non disfatevi di bottiglie, bicchieri e altri rifiuti gettandoli a terra: in diversi punti del distretto l’Amsa ha posizionato bidoni dell’immondizia (vetro, carta, umido e plastica). Usateli e godetevi al massimo il vostro Fuorisalone green.

 

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