immagine-preview

Mag 10, 2019

All’Italia interessa il clima? Il governo non firma per azzerare le emissioni entro il 2050

Oltre al nostro Paese si sfilano anche Germania e Polonia. Naufraga il tentativo di accelerare verso una Europa totalmente green

Secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Indipendent, il nostro Governo non avrebbe firmato un documento di intesa a salvaguardia del clima che impegna i Paesi dell’Unione europea ad azzerare le emissioni climalteranti entro il 2050.

Cosa prevedeva l’accordo sul clima

Il documento (è possibile leggerlo qui), nato sull’onda del movimento #FridaysForFuture di Greta Thunberg, è stato presentato durante la riunione del Consiglio europeo attualmente in atto a Sibiu, in Romania. Si intitola “Un Paese pulito per tutti” ed è stato portato all’attenzione del consesso comunitario da: Francia, Belgio, Denimarca, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia.

Leggi anche: Verso le Europee | Centinaio: “Tutela ambiente non sia sulle spalle degli agricoltori”

Secondo quanto si legge, impegna i firmatari ad azzerare la produzione di gas serra entro il 2050 e il Vecchio Continente a destinare un quarto del proprio budget annuale alla transizione energetica verso le rinnovabili.

Una accelerazione rispetto all’accordo 2030

Una netta accelerazione, insomma, rispetto agli accordi sul clima già presi in sede europea. Il quadro per il clima e l’energia 2030 già sottoscritto da tutti i Paesi, lo ricordiamo, fissa tre obiettivi da raggiungere entro il 2030: una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990), una quota almeno del 27% di energia rinnovabile e un miglioramento almeno del 27% dell’efficienza energetica.

Un impegno insufficiente?

Secondo l’ultimo rapporto redatto dall’ente consultivo dell’ONU “Intergovernmental Panel on Climate Change” (IPCC), la situazione sarebbe però peggiore di quella prospettata, perciò l’impegno sul clima al 2030 potrebbe non essere sufficiente a riportarci in carreggiata. Da qui la decisione di sottoporre al Consiglio europeo un patto più drastico. Tre, secondo quanto riporta The Indipendent, i Paesi che però si sarebbero sfilati: la Germania – locomotiva d’Europa per produzione -, la Polonia e, appunto, l’Italia, che al Consiglio ha partecipato tramite il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter