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Mag 13, 2019

Game of Thrones è una metafora del climate change?

I cambiamenti climatici stanno arrivando. Potrebbe essere il vero messaggio dietro Il Trono di Spade. Troveremo anche noi condottieri validi come Jon e Daenerys disposti a salvarci? E, soprattutto, eviteranno di litigare tra loro?

E se il motto della famiglia Stark di Game of Thrones, anziché essere “L’Inverno sta arrivando” fosse quello di Greta Thunbergla nostra casa è in fiamme“? E se gli Estranei, cattivi come pochi, ferocemente intenzionati a fare fuori il genere umano, fossero metafora del cambiamento climatico in atto? Del resto, con la loro capacità di evocare bufere di neve e di allungare le ore di buio spezzando le estati altrimenti eterne del continente di Westeros, anche loro interferiscono sul clima e, di conseguenza, sullo stile di vita degli uomini.

 

 

Questa è solo l’ultima delle tante, stralunate, teorie nate in Rete che si sono prepotentemente aggrovigliate attorno al Trono di Spade. Ma il tam-tam è stato tale da permetterle di arrivare persino alle orecchie dell’autore statunitense George R. R. Martin, papà della saga.

Che cosa ha detto l’erede di Tolkien

Interpellato in merito, George R. R. Martin ha dichiarato: «In un senso molto ampio, c’è un parallelismo: combattiamo le battaglie, le nostre battaglie, che sono importanti. Ma nessuna lo sarebbe se morissimo tutti. Nessuna battaglia sarà ancora importante se gli oceani sommergeranno le nostre città».

 

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Dal tenore della risposta, non sembrerebbe dunque che dietro la sinossi di Game of Thrones si nasconda un ragionato pensiero ambientalista. Semmai lo scrittore si sarebbe appoggiato a un copione tristemente noto: l’incapacità dell’uomo di fare sistema nemmeno davanti alle minacce più gravi, i limiti della politica di fronte agli egoismi nazionali, l’alta probabilità che qualsiasi consesso, dagli Accordi sul clima (Tokyo, Parigi, ecc…) all’ONU, passando per G20 e G8, sforni al più sterili dichiarazioni di intenti raramente vincolanti.

Copione tristemente noto già al capostipite del fantasy, J. R. R. Tolkien, che nel Signore degli Anelli descrisse con efficacia l’inutilità di simili summit: cosa sarebbe venuto fuori dal Consiglio di Elrond se un piccolo ma coraggioso hobbit non avesse preso in mano la situazione silenziando tutti quanti (risparmiamoci almeno il parallelismo tra Frodo e Greta)?

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Perché Game of Thrones sarebbe metafora del climate change?

Tuttavia, nonostante la dichiarazione di George R. R. Martin sia abbastanza chiarificatrice, la teoria elaborata sul Web resta affascinante. Partendo dal presupposto infatti che il lungo Inverno con la calata degli estranei sia metafora del cambiamento climatico che ci minaccia, è possibile allora divertirsi a tracciare decine e decine di parallelismi tra i personaggi del libro e quelli reali che combattono o agevolano il climate change (molti persino successivi all’opera di Martin).

Fonte: HBO

Vecchi eroi, nuovi personaggi

Per esempio, la perfida Cersei Lannister potrebbe strizzare l’occhio alla condotta di Donald Trump, che da quando si è insediato sul Trono di Spade della Casa Bianca (=Fortezza Rossa?) non solo ha fatto coriandoli dell’Accordo di Parigi sul clima, ma ha dichiarato anche guerra commerciale alla Cina. E sappiamo quanto un mercato privo di regole possa spingere ad accelerare sulla produzione e, quindi, sull’inquinamento.

E quel grillo parlante, piccolo ma inaspettatamente saggio, di Greta Thunberg ben si allinea alla figura intrigante e scaltra, ma dall’alta moralità di Tyrion Lannister. Naturalmente ripulita dall’aspetto più boccaccesco del Folletto, che comunque contribuisce a rendere simpatico il personaggio.

In Jon Snow e Daenerys Targaryen potremmo identificare qualche politico illuminato che, pur avendo intuito i rischi del climate change, deve vedersela con la litigiosità interna al proprio partito, o gli sparuti imprenditori che hanno deciso di puntare tutto sulla sostenibilità ambientale, ma non riescono a fare sistema.

Ciò che resta da augurarci è che non accada di sopravvivere ai cambiamenti climatici solo per continuare la sanguinosa lotta tra uomini, come sta accadendo dalle parti di Westeros nell’ultima battaglia che deciderà le sorti dei Sette Regni.

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