A Milano si sperimenta la vigna urbana di Carlo Ratti. Intervista all'archistar immagine-preview

Giu 13, 2019

A Milano si sperimenta la “vigna urbana” di Carlo Ratti. Intervista all’archistar

VITAE è il nuovo progetto con cui lo studio Carlo Ratti Associati reinventerà la città di Milano: 200 metri green per riconnettere la comunità

Reinventare la città significa anche trovare un nuovo equilibrio con la natura. È questa l’idea alla base di VITAE, il nuovo progetto guidato da Carlo Ratti, vincitore con il suo studio CRA del concorso internazionale Reinventing Cities.

Che cos’è VITAE

Carlo Ratti, architetto e ingegnere, nonché fondatore dello studio CRA (Torino e New York) e direttore del Senseable City Lab al MIT di Boston, ha progettato un nuovo centro di ricerca sotto una vigna lunga 200 metri, a Milano.

Ma la vegetazione non si sviluppa in lunghezza, ma in altezza. Infatti la vigna connetterà la strada con il tetto, grazie anche a un sentiero continuo all’interno della costruzione.

Il progetto, sviluppato dal gruppo immobiliare Covivio, aggiungerà un nuovo spazio pubblico a uno dei più vivaci quartieri di Milano, accanto alla Fondazione Prada. I lavori inizieranno nell’ultima parte del 2019.

“Quando siamo immersi nel verde, siamo più felici”

“Nei nostri dialoghi con il cliente, Covivio, è emersa presto l’idea che VITAE dovesse incarnare un nuovo equilibrio con la natura – spiega Carlo Ratti. Ecco quindi che abbiamo provato a immaginare come la natura potesse abbracciare l’intero edificio”. In soccorso è arrivata la tradizione lombarda delle aie e dei pergolati: “abbiamo optato per la vigna”.

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Introdurre una vigna lunga 200 metri in una città con spazi verdi non sempre sufficienti mira a soddisfare quello che Ratti chiama “istintivo amore per la natura”, teorizzato dal biologo Edward O. Wilson e noto come “biofilia”. Il succo della teoria: quando siamo immersi nel verde siamo più felici”.

Un’altra fonte di ispirazione è stata la Certosa, modello spaziale e sociale presente nell’Abbazia di Chiaravalle di Milano, a pochi chilometri dal punto in cui sorgerà VITAE. Questo concetto architettonico incarna al meglio la ricerca e la condivisione spazio temporale di vita privata e pubblica.

Armonia tra natura e cultura

All’interno di VITAE, al piano terra, ci sarà un ristorante a km zero, dalla terra alla tavola. Al piano superiore ci saranno uffici high-tech e una serie di attrezzature a disposizione del centro di ricerca molecolare e oncologica ICOM.

Al piano superiore sarà possibile sostare in terrazze, capaci di offrire un momento di riposo allo sguardo e una vista mozzafiato. Questa commistione tra natura, cultura e tecnologia si muove alla ricerca di un’armonia tra tutti gli elementi, comprese vita pubblica e privata.

La Natura, il primo progettista

VITAE, che in latino significa “vita” e si riferisce anche al nome della pianta “vite”, sfrutterà la vigna per indirizzare i percorsi umani, espressione di un’altra convinzione di Ratti: la natura è uno straordinario progettista.

È “in grado di creare esseri viventi il cui sviluppo è pre-programmato nelle fasi principali – spiega l’architetto, che non è nuovo a imprese di costruzione “in collaborazione” con la natura –. Ad aprile, al Fuorisalone di Milano, abbiamo lavorato con Eni e Inerni a un progetto che impiegava il micelio, cioè la radice del fungo, come materiale costruttivo”.

Con questi progetti e questa visione è facile “immaginare un futuro in cui sarà possibile pensare a un’architettura che cresce come una pianta…”.

Vibrante Milano

“Lo studio CRA opera prevalentemente fuori dall’Italia, tuttavia Milano è un’eccezione”. Una precisazione necessaria per il direttore del Senseable City Lab al MIT di Boston, famoso in tutto il mondo per la sua visione sinergica tra ambiente e uomo.

Ratti pensa la progettazione come proposta, “capace di promuovere un dibattito coi cittadini sulla città di domani”. L’innovazione in questo campo? Partire dalle persone e dai nuovi stili di vita, “in profonda trasformazione grazie alle nuove tecnologie”.

Tutto questo, applicato all’Italia, sembra avveneristico. Ma lo studio CRA ha già gettato i semi della propria visione nel bacino più fertile del nostro territorio: Milano. I progetti che portano il nome di Ratti sono diversi: si va dal Dehors Tussardi dietro a Piazza della Scala al Future Food District a Expo 2015, passando per il masterplan con Lendlease e l’ex area Expo, per arrivare a VITAE.

“Mi piace molto lavorare a Milano anche perché sento di contribuire nel mio piccolo a un canovaccio urbano su cui nei secoli si sono cimentati altri progettisti della mia famiglia – da Luca Beltrami a Ignazio Gardella, parentele di sangue lontane, ma vicine nel mondo delle idee”.

“La piazza? Non morirà mai”

Nel nuovo progetto milanese è incluso non solo uno stabile e la vigna, ma anche una piazza. Storicamente questo spazio urbano è stato posizionato nelle città per aggregare persone. Con l’avvento dei social network, con la virtualizzazione dei rapporti umani e la disgregazione delle comunità, oggi la piazza sembra superflua. Eppure Ratti la celebra ancora.

“Diversi anni fa Rem Khoolhaas sancì la morte della piazza come aggregatore civile, sostituita dai luoghi del commercio – sottolinea Ratti. In realtà io credo che la piazza non morirà mai, come luogo di incontro e di dialogo! Anzi, per certi versi è un antidoto a quello che sta succedendo oggi in rete. La piazza ci permette di confrontarci con la diversità e scoprire il valore della tolleranza”.

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