Come è cambiata – e migliorata – l’abitudine della busta della spesa non più in plastica, così cambierà anche quella dei prodotti da acquistare perché più attenti all’ambiente. Nel primo caso Unicoop Firenze aveva addirittura anticipato la legge che obbligava a sostituire la plastica con il mater-bi. Favorendo così comportamenti di consumo più consapevole. I frutti di questa operazione ecosostenibile si notano in un numero: oggi oltre il 70% dei soci e clienti fa la spesa con una borsa riutilizzabile.
“Soddisfare i bisogni senza forzare i consumi”. La linea di Unicoop Firenze privilegia aspetti della vita che vanno oltre il profitto. La scelta di togliere dagli scaffali quelli che ogni anno erano 80 milioni di piatti, 90 milioni di bicchieri e 50 milioni di posate in plastica segue un percorso cominciato più di dieci anni fa.
Un esempio viene dal progetto Arcipelago Pulito, avviato nel 2018, da cui poi è nato il disegno di legge “Salva Mare” già approvato dal Consiglio dei Ministri. In cosa consiste? Nel permettere ai pescatori di riportare a terra e avviare al corretto smaltimento i rifiuti, principalmente di plastica, recuperati durante la quotidiana attività di pesca, senza diventare produttori di rifiuti.
Quali sono i prossimi passaggi per ridurre l’impatto della grande distribuzione organizzata sull’ambiente? Una deadline importante l’ha già stabilita Coop Italia, che ha fissato il 2022 come anno entro cui disporre sui propri scaffali i 4.500 prodotti a marchio Coop dentro imballaggi riciclabili, compostabili o riutilizzabili. Intanto da qui a fine anno Unicoop Firenze punta a installare 139 colonnine per la ricarica delle auto elettriche nei parcheggi di 45 supermercati.