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Giu 5, 2019

I pagamenti digitali? Inquinano meno delle transazioni in contanti (con alcuni accorgimenti)

L’impatto ambientale di ogni transazione in contanti è pari a 4,6 grammi di CO2. Ogni transazione con carta di debito ha invece un impatto ambientale di 3,78 grammi di CO2. Ma bastano POS alimentati con rinnovabili per risparmi del 44%

I pagamenti digitali non solo combattono l’evasione fiscale ma sono anche amici dell’ambiente. È quanto emerge da due studi olandesi, commissionati dalla De Nederlandsche Bank e analizzati per SumUp dalla no profit Rete Clima. I due report hanno provato a raffrontare l’impatto ambientale del sistema cashless rispetto a quello in contanti rivelando i risultati in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si celebra oggi, mercoledì 5 giugno.

Perché i pagamenti digitali possono essere green

Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l’impatto ambientale di ogni transazione è pari a 4,6 grammi di CO2 equivalenti (CO2e). L’impatto è dovuto in particolare alla fase di produzione delle monete (32%) e a quella operativa (64%), ovvero all’esercizio degli sportelli automatici e al trasporto di monete e banconote (64%).

Ogni transazione con carta di debito ha invece un impatto ambientale di 3,78 grammi di CO2e: in pratica, come una lampadina a basso consumo energetico da 8 W lasciata accesa per un’ora e mezza. A incidere, in questo caso, sono soprattutto terminali per i pagamenti (75% dell’impatto totale), in particolare per i materiali (37%) e per il consumo di energia (27%). Secondo lo studio olandese, uno dei problemi è legato al fatto che i terminali rimangano accesi tutto il giorno restando però per la maggior parte del tempo inutilizzati, in modalità standby. L’utilizzo di energia totale medio per transazione per terminale è di 0,23 Wh.

Come ridurre l’impatto ambientale

Tuttavia, l’impatto dei pagamenti digitali potrebbe diminuire fino al 44% mettendo in campo alcune soluzioni, come l’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei POS e dei data center, o l’aumento della durata della vita delle carte di debito da 3,5 a 5 anni. Inoltre, lo studio sottolinea l’importanza della riduzione della modalità standby del 50% che, da sola, abbasserebbe l’impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell’11%. Questo sarebbe possibile – suggerisce lo studio olandese – fissando alcuni momenti per l’aggiornamento dei software, permettendo così ai rivenditori di spegnere i POS quando il negozio è chiuso, senza doverli tenere accesi 24 ore al giorno.

“È una soluzione che con SumUp già prevediamo: i lettori di carte SumUp entrano infatti in funzione all’occorrenza. Possono essere spenti senza problemi durante giornate o orari di non utilizzo, semplicemente attraverso il bottone di accensione posto sul dispositivo. Basterà poi riaccenderlo e collegarlo velocemente allo smartphone, così da offrire ai clienti la possibilità di pagare con smartphone o carta anche per importi piccoli e – soprattutto – in qualunque contesto. Durante l’utilizzo, il lettore è invece in standby fin quando non viene aperta la app sullo smartphone”, ha commentato Marc-Alexander Christ, Co-Founder di SumUp.

 

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“La dematerializzazione delle attività è una strategia in linea di massima sempre più efficiente in termini ambientali, dal momento che limita l’impronta ambientale generata dai prodotti ‘fisici’ in tutte le fasi del loro ciclo di vita (produzione, trasporto, scambio e fine vita)”, gli ha fatto eco Paolo Viganò, CSR Manager di Rete Clima.

I lettori green di SumUp

I lettori di SumUp per i pagamenti digitali si collegano in bluetooth a uno smartphone o un tablet con connessione 3G o direttamente alla rete 3G tramite scheda integrata: in pochi minuti qualunque commerciante è quindi operativo e pronto ad accettare pagamenti elettronici. Questo tipo di lettori di carte risolvono anche il problema legato alla stampa dello scontrino e al conseguente consumo di carta e dispersione di inchiostri inquinanti nell’ambiente, poiché permettono di inviare al cliente direttamente via email o sms la ricevuta di pagamento.

Inoltre, la diffusione dei pagamenti contactless permette un utilizzo delle carte di credito o di debito per un tempo più lungo: non dovendo essere inserita nel terminale, si deteriora più lentamente.

“La rivoluzione cashless fa quindi bene non soltanto agli esercenti, che scegliendo i lettori di carte SumUp hanno visto un incremento medio delle vendite pari al 60%, ma anche all’ambiente, diminuendo le emissioni di CO2”, ha concluso Marc-Alexander Christ.

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