La sfida di Innuva: prodotti anti age dagli scarti delle vendemmie
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Ultimo aggiornamento il 2 settembre 2019 alle 6:10

La sfida di Innuva: prodotti anti age dagli scarti delle vendemmie

Ci credereste che bucce, semi e scarti dei vigneti dalle terre del Prosecco funzionano anche come crema anti-età?

L’estate sta finendo. Le città tornano pigramente a rianimarsi. Le spiagge a spopolarsi. Per i viticoltori italiani questo è uno dei periodi più importanti: quello della vendemmia. I vini italiani sono rinomati in tutto il mondo, l’industria macina milioni di euro. Non tutti però sanno che, attorno a questo mercato, se ne sta sviluppando uno a dir poco interessante di circular economy. Sì, perché la vinaccia fa bene ai denti. Quel che è rifiuto nella produzione vinicola nasconde in realtà proprietà chimiche capaci di combattere infezioni come la parodontite. E ci credereste che bucce e semi di scarto dalle terre del Prosecco funzionano anche come crema anti-età? Tutto questo grazie ai polifenoli, molecole attorno a cui l’associazione Innuva, fondata ad Asti nel 2014, ha voluto creare un network di aziende, startup e PMI  per dare valore aggiunto ai loro prodotti.

Ci credereste che bucce e semi di scarto dalle terre del Prosecco funzionano anche come crema anti-età?

«Nella Nobil Bio Ricerche, dove lavoro, ho iniziato a capire come sfruttare i polifenoli nella rigenerazione osso-dentale. In pratica attacchiamo all’impianto dentale uno strato nanometrico che rilascia queste molecole in grado di combattere i processi infiammatori. Entro fine anno avvieremo la fase di commercializzazione». Ci racconta la storia di Innuva Giorgio Iviglia, il fondatore di questa non profit che indica nuove vie di business alle imprese.

Innuva e l’economia circolare

Al momento sono una dozzina gli associati a Innuva, aziende soprattutto piemontesi e lombarde. «Tutte queste imprese hanno verificato quanto le vinacce danno valore aggiunto ai loro prodotti», spiega Iviglia che nel progetto ha coinvolto realtà non soltanto del mondo medicale e cosmetico. «Partecipano anche agriturismi che fornendo gli scarti dai loro vigneti hanno un guadagno in termini di immagine». L’economia circolare attorno a bucce e semi d’uva sta muovendo i primi passi nell’astigiano. «Non ci illudiamo di risolvere il problema degli scarti: vogliamo dare soltanto un buon esempio per il nostro territorio».

Dopo un lavoro di ricerca e sviluppo durato anni, l’estrazione dei polifenoli dalla vinaccia ha dato vita anche a una startup. «Poliphenolia è stata fondata nel 2015 con l’idea di creare cosmetici a forte base scientifica. Finora sono in commercio quattro creme anti-età che mescolano territorio e scienza». Presto se ne realizzeranno altre due grazie alla collaborazione con produttori di Prosecco. Segno che un “rifiuto” dei vigneti, dal valore quasi nullo sul mercato e spesso costoso per lo smaltimento, offre davvero nuove opportunità alle imprese.

 

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