Ultimo aggiornamento il 1 luglio 2019 alle 16:29
Purificare l’aria con i batteri. U-Earth ha vinto la call di Eni gas e luce
Non tutti i batteri, si sa, sono patogeni. Alcuni possono essere davvero utili all'uomo. Questo è il business della startup torinese. Che, però, ha già lasciato l'Italia
U-Earth ha vinto la call for innovation dedicata allo Smart Building organizzata da Eni gas e luce con il supporto di Digital Magics. L’azienda, nata a Torino, ha sbaragliato la concorrenza delle dieci finaliste (su un totale di 73 valutate) proponendo un sistema di purificazione dell’aria al crocevia tra tecnica e biologia: ora la attende un mese di co-design assieme alla multinazionale per provare a immaginare una collaborazione. L’apparato – spiega il marketing manager Lorenzo Di Cataldo, che ha ritirato il premio – è in grado di eliminare il particolato, gli odori e persino i virus utilizzando batteri non patogeni.
Di Cataldo di U-Heart mostra una bottiglia con il residuo della purificazione (foto Antonio Piemontese)
Un altro caso – l’ennesimo – di startup italiana emigrata: il team è, infatti, volato a Londra l’anno scorso, contattato dall’Ufficio del sindaco della capitale britannica, sempre molto attento alle politiche ambientali. A dirla tutta, verrebbe da dire, l’inquinamento è un problema serio anche da noi; ma i britannici sono stati più lesti a fiutare le potenzialità del prodotto, e hanno offerto una serie di facilitazioni e supporto nel networking che avrebbero fatto vacillare anche il più nazionalista degli imprenditori.
Alla guida di U-Earth c’è una vecchia conoscenza dell’ecosistema delle startup: si tratta di Betta Maggio, che ricopre la carica di amministratore delegato.
L’ispirazione arriva direttamente dalla natura: U-Earth imita il processo tramite cui l’ambiente si libera dei contaminanti. I purificatori sviluppati attirano le particelle indesiderate indipendentemente dalla dimensione sfruttando il principio dell’attrazione per carica elettrica molecolare: a distruggerle interviene poi un processo di bio-ossidazione. Il risultato è semplice acqua, sporca sì, ma sostanzialmente innocua (vedi foto). Il processo è possibile grazie a una biomassa composta da 13 ceppi batterici non geneticamente modificati, brevetto esclusivo dell’azienda, che si adattano al contesto in cui si trovano e mentre crescono fagocitano i contaminanti.
I bioreattori si possono installare anche outdoor, dove sono in grado di creare una “bolla” di aria pura, come sperimentato con successo a Torino.
“Quello che ci è piaciuto è che nell’azienda vediamo un’opportunità dal punto di vista commerciale – ha commentato Mauro Fanfoni, Responsabile Strategy and Business Transformation di Eni gas e luce – Loro in questo momento lavorano prevalentemente con il B2B e non hanno ancora sviluppato il versante B2C: proveremo a farlo assieme durante la fase di co-design, immaginando come questa soluzione, scalando in termini di volumi, possa essere portata nelle case delle persone. Del resto, entriamo tutti i giorni in 8 milioni di abitazioni in Italia”.
Un successo, per certi versi, sorprendente. “Se devo dire la verità mi sarei aspettato di premiare una società legata all’ambito dell’efficienza energetica – ha proseguito il dirigente – perché è quello che conosciamo meglio e anche quello per cui è arrivato il 70% delle candidature. Invece alla fine siamo stati sorpresi, ed è questo il bello della open innovation”. Eni Gas e Luce nasce a luglio 2017, relativamente giovane. “Dobbiamo affrontare la sfida di lavorare con soggetti molto diversi da noi, e per farlo bisogna prima entrare in contatto con queste realtà. Lo strumento della call for innovation ci consente di capire come il mercato si sta muovendo, e di ampliare la nostra offerta in relazione ai nostri obiettivi di business”. Per il momento non è previsto alcun ingresso nel capitale di U-Earth, ma solo una potenziale collaborazione, se la fase di co-design dovesse rivelarsi proficua.
Tra le aziende che hanno meritato una menzione speciale, Immodrone, che tramite un network di 1500 piloti di drone offre servizi di valorizzazione immobiliare: aiuta, cioè, a presentare le proprietà nella luce migliore in vista della vendita. Per l’occasione, però, l’azienda ha mutato pelle, proponendo di dotare i velivoli di termorilevatori col compito di raccogliere dati e produrre report che aiutino la programmazione degli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.
La seconda menzione speciale è andata a Perry Electric con la soluzione C.Dom, un sistema sempre connesso che consente di programmare, gestire e controllare il comfort dei diversi ambienti domestici adattandosi alle esigenze degli utenti e riducendo i consumi energetici grazie all’intelligenza artificiale.
Non sono previste nuove call in tempi brevi, ma Eni gas e luce mette a disposizione la propria piattaforma di Open Innovation per centri di ricerca, startup, PMI e grandi aziende. Chiunque abbia un’idea innovativa e voglia sottoporla all’attenzione della multinazionale potrà quindi proporre la propria soluzione in una delle 6 aree di interesse.